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Oggi è la festa del gatto ma il gatto fa la festa (ad altri animali) tutti i giorni

Un tweet del naturalista Nicola Bressi fatto a San Valentino “per amore di natura e gatti” ha scatenato un dibattito sul social. Quando ha scritto “Amiamo la natura e i gatti? Facciamo a entrambi un regalo di San Valentino, sterilizziamo i nostri mici e non lasciamoli andare in giro a uccidere”, si è aperto un vaso di Pandora che ha visto schierarsi gattofili increduli a fianco di gattare inconsapevoli. “Non esiste che impedisca di predare alla mia micetta”, “mi rifiuto di mettere agli arresti domiciliari esseri viventi”, “il gatto è un felino e deve cacciare, fa parte della sua natura”. Ma anche il cane ha nella propria natura la caccia, spiega Bressi in risposta ai diversi interlocutori, eppure il giudizio sociale nei confronti di chi lasci un rottweiler libero di scorrazzare è di condanna, e questo tizio si prenderebbe pure una multa. “E allora l’uomo?”. Non è lui “il peggior nemico della natura”, chiede qualcuno? “Il punto è esattamente questo – ribatte il naturalista -: il gatto domestico randagio in Europa è uno dei tanti danni causati dall’uomo”. Riguardo alla sterilizzazione, una signora la comprende se il micione vive in appartamento ma si chiede perchè ricorrervi se si ha “un giardino o si vive in campagna. Io rispetto la natura e le sue regole – dice -: la natura non castra”. Vero, risponde Bressi, “ma qui parliamo di gatti domestici: sono creazioni umane, la natura non c’entra”. I felini domestici, infatti, sono una delle più gravi minacce per la fauna selvatica e la biodiversità e questo è un fatto scientificamente dimostrato.

ANIMALI DOMESTICI, UNA GESTIONE POCO CONSAPEVOLE?

Non è raro assistere alla poca consapevolezza con la quale gestiamo gli animali d’affezione: quante volte i nostri cani, soprattutto di grossa taglia, i più potenti e pericolosi quando mordono, sono protagonisti di tragici fatti di cronaca? E quanto costano oggi alla comunità le tartarughe di specie esotiche invasive adottate ieri e “liberate” poi in natura quando troppo cresciute? Solo per fare due esempi. E i gatti, in Italia un esercito di 7/8 milioni di “predatori perfetti”, sovente lasciati scorrazzare giorno e notte intorno a casa (quando non sono randagi), non causano meno problemi. Anzi. Nella ricerca ricordata da Bressi – di Emiliano Mori, Mattia Menchetti, Alberto Camporesi, Marco Girardello, Luca Cavigioli, Karol Tabarelli de Fatis e Marco Girardello – e realizzata anche nel nostro paese è stato accertato che i gatti domestici (Felis catus) “possono uccidere almeno 207 specie in Italia; tra queste, 34 sono elencate come ‘vulnerabili’ o ‘quasi minacciate’ dalla Iucn e dalle liste rosse italiane”. Una situazione già affrontata in Australia, per esempio, dove i gatti inselvatichiti uccidono 1 miliardo di animali l’anno e c’è un piano del governo per abbattere milioni di “feral cats” entro il 2020. Oggi, 17 febbraio, è la festa nazionale del gatto ma il gatto, a moltissimi altri animali, la festa la fa tutto l’anno. Il dibattito c’è.

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