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Il 25 dicembre a Bangkok, in Thailandia, il Dipartimento dei parchi nazionali, della fauna selvatica e della conservazione delle piante (DNP) ha sequestrato alcuni oggetti riconducibili al traffico di animali selvatici. La confisca in un hotel di lusso che se li era procurati illegalmente. Si tratta di più di 30 pezzi di resti di animali rari, tra cui pelli di tigre del Bengala, testa imbottita compresa, leopardi e leopardi della nebbia, pantera e gusci di tartaruga di diverse specie. EPA / THE DNP

Per Traffic e Wwf il traffico illegale di animali vale 280 miliardi $

Si chiama “natura connection” il traffico illegale di specie che attraversa tutti i continenti, genera entrate per 280 miliardi di dollari l’anno e costituisce un settore della criminalità in crescita (dati Interpol). Nel report “Tiger Traffic Europe” di Wwf e Traffic (rete di monitoraggio del commercio della fauna e della flora selvatiche) sono evidenziate “rotte illegali con falle nei controlli e tracciamenti in Europa, Italia compresa”. Pelli, ossa, denti e non solo per un traffico illecito fiorente che coinvolge tutta l’Ue e che prende di mira animali a rischio estinzione come la tigre, di cui restano appena 4mila esemplari in natura e si stimano almeno 8mila in cattività in tutto il mondo.

Con meno di 4 mila esemplari rimasti in natura e l'alta minaccia di estinzione, ogni anno ancora più di 100 tigri sono uccise e illegalmente messe in commercio. Lo rivela un rapporto della ong Traffic pubblicato alla vigilia della Conferenza di Hanoi in Vietnam sul commercio illegale di fauna selvatica. Per l'occasione è volato in Asia anche il principe William, in qualità di presidente di United for Wildlife, e al governo vietnamita ha chiesto di rafforzare la lotta al traffico illegale di animali, Roma, 16 Novembre 2016. ANSA/ WEB/ - http://www.traffic.org

IN 19 ANNI SEQUESTRATO L’EQUIVALENTE DI 2.359 ANIMALI

Secondo il report, recenti analisi mostrano che a livello globale, su un periodo di 19 anni (tra il 2000 e il 2018), sono stati sequestrati prodotti e derivati a base di tigre corrispondenti ad un totale di 2.359 felini (1.142 sequestri) in 32 paesi diversi (Wong e Krishnasamy, 2019). Una media di 60 sequestri l’anno, per un totale di 124 tigri l’anno. Secondo il Wwf, “i trafficanti illegali di natura approfittano spesso del trasporto di animali tra i vari paesi per rifornire zoo e circhi, con metodi poco trasparenti in cui è difficile tracciare dati, certificazioni, permessi, così che le parti e i prodotti di tigre si confondono in questo intreccio tra popolazione in natura e in cattività”.

Elephant tusks stored away under extreme security measures in the ivory stock pile of the Kruger National Park, South Africa.

UNA SPECIE SU CINQUE E’ INTERESSATA DAI TRAFFICI

Non solo felini. Una specie su cinque è interessata da qualche tipo di commercio e “la sorpresa – specifica Wwf – è che si tratta di circa il 50% in più rispetto alle stime precedenti”. I numeri dei crimini contro la natura – si legge nel rapporto – evidenziano un business illegale che è il più grande a livello mondiale dopo il traffico di droga, contraffazione e contrabbando di armi e di esseri umani, permeato anche nei confini dell’Europa. Nella mappa stilata da Wwf, oltre alle tigri ci sono rinoceronti per il corno, elefanti per l’avorio, pangolini per carne e scaglie, tartarughe marine per gioielli, e ancora squali per pinne e carne, tonni e balene per la carne o delfini per acquari. (nelle foto di Traffic parti di animali selvatici sequestrati)