AGGIORNAMENTO DEL 23 GIUGNO 2026 IN CODA – APPROVATO AL SENATO IL DDL CACCIA
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POST DEL 16 GIUGNO 2026
Domani, mercoledì 17, il Senato riprende l’esame del disegno di legge che punta a liberalizzare la caccia, un provvedimento definito dalle associazioni ambientaliste come “il più grave attacco recente agli animali, alla natura e alla sicurezza delle persone”. Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia denunciano come “il Ddl 1552, a prima firma Malan ma voluto dal ministro Lollobrigida, rappresenti la distruzione della natura, l’uccisione di un numero ancora maggiore di animali selvatici per l’esclusivo divertimento dei cacciatori, la privazione della libertà dei cittadini di muoversi in sicurezza e uno sfregio al dettato costituzionale e al diritto europeo”.
LA BATTAGLIA E’ ANCHE SUI SOCIAL
Le associazioni lanciano l’hashtag #iomioppongo e chiedono ai leader politici di maggioranza e opposizione “di mobilitarsi con ogni mezzo democratico”. A loro si unisce Gaia Animali & Ambiente, che definisce il provvedimento “né urgente né prioritario, anzi dannoso per il Paese”, ricordando come la biodiversità sia in crisi e l’agricoltura affronti sfide epocali. Il presidente ad interim Edgar Meyer denuncia una proposta “estrema, che elimina riferimenti alla protezione della fauna, amplia le specie cacciabili, consente l’uso di richiami vivi, silenziatori e la caccia ovunque, persino in spiaggia o su terreni ghiacciati”. “Un attacco diretto alla biodiversità, alla sicurezza e alla legalità”, afferma Meyer, appellandosi ai parlamentari: “Non rendetevi complici di questo scempio”.
UNA LEGGE CHE PUO’ GENERARE ALTRI LUTTI
Durissima anche la posizione di Leal – Lega Antivivisezionista, che definisce il ddl “un sabotaggio antiscientifico e retrogrado”. Il presidente Gian Marco Prampolini ricorda che “una società evoluta persegue la logica della cura e del valore della vita. L’ecosistema ha un equilibrio fragile, che i fucili possono solo infrangere. Non dal sangue si può generare armonia”. Leal denuncia inoltre i rischi per la sicurezza pubblica: “Abbiamo già contato troppi morti tra esseri umani e animali. Questa legge può generare altri lutti”. Come ricorda Enpa, “dal 2007 al 2025 sono morte 462 persone in incidenti di caccia. Significa una media di circa 26 vittime ogni anno per un’attività che resta di carattere ludico”.
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AGGIORNAMENTO DEL 17 GIUGNO 2026
GLI ALTRI APPELLI
WWF E ALTRI – Il mondo scientifico italiano lancia un forte segnale di preoccupazione sul disegno di legge AS 1552 di riforma della legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica. Dieci organizzazioni scientifiche con il Wwf hanno sottoscritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai presidenti di Camera e Senato per chiedere un intervento urgente. Lo scrive il Wwf in una nota. Secondo i firmatari il provvedimento rappresenta un grave arretramento del sistema di tutela della fauna costruito negli ultimi trent’anni e rischia di compromettere principi fondamentali sanciti dalla Costituzione, dalle normative europee e dalle evidenze scientifiche oggi disponibili. Nella lettera si evidenzia come il testo presenti due criticità di sistema particolarmente rilevanti. Da un lato, numerose disposizioni appaiono incompatibili con le direttive europee “Uccelli” e “Habitat”. Dall’altro, emerge una progressiva marginalizzazione del contributo scientifico nei processi decisionali che riguardano la gestione e la conservazione della fauna selvatica. «La tutela della fauna selvatica non è una questione di parte e non riguarda esclusivamente il mondo ambientalista”, dichiara Luciano Di Tizio, presidente del WWF Italia. “Parliamo di un patrimonio indisponibile dello Stato e di un valore costituzionale che deve essere preservato nell’interesse di tutti i cittadini. A firmare l’appello: Carlo Blasi, presidente Fondazione per la Flora Italiana; Marco Alberto Bologna, presidente della Società Entomologica Italiana e presidente del Comitato Scientifico per la Fauna d’Italia; Rita Cervo, presidente Società Italiana di Ecologia; Elisa Anna Fano, presidente Federazione Italiana di Scienze della Natura e dell’Ambiente; Barbara Rosa Ines Manachini, presidente Società Italiana di Nematologia; Antonella Penna, presidente Società Italiana Biologia Marina; Lorenzo Peruzzi, presidente Società Italiana di Biogeografia; Maurizio Sarà, presidente Centro Italiano Studi Ornitologici; Luca Sineo, presidente Società Italiana di Antropologia ed Etnologia; Marco Zuffi, presidente Societas Herpetologica Italica.
SLOWFOOD – Slowfood Italia si unisce a molte altre associazioni nella protesta contro il ddl Caccia, approdato oggi al Senato. Il ddl intende modificare le norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio. Slowfood ritiene che il contenuto della legge sia un attacco all’ambiente, alla biodiversità e alla sicurezza delle persone, e chiede pertanto al governo di fermare i lavori. Come spiega l’associazione, nel ddl sono contenute norme che riducono le arre protette, consentono la caccia durante il periodo migratorio pre-riproduttivo, permette l’utilizzo di silenziatori e visori notturni, la caccia illimitata nelle aziende faunistiche private e la riapertura dei roccoli, strutture venatorie tradizionali progettate per intercettare gli stormi di varie tipologie di uccelli lungo corridoi migratori, una pratica vietata dalle leggi europee. L’agricoltura in molte regioni italiane soffre la presenza di fauna selvatica cervidi e cinghiali) che danneggia i raccolti. Tuttavia, afferma slowfood, questo ddl non può sostituire una pianificazione attenta del contenimento di questi animali. Anche l’avifauna, essenziale tra le altre cose al contenimento degli insetti nocivi, è in diminuzione in tutto il mondo. L’Italia ha perso un terzo delle specie di avifauna presente nei territori agricoli, con punte del 50% in pianura Padana, minacciati dall’uso massiccio di prodotti chimici e dalla caccia, dalla quale andrebbero tutelati. “Da anni – afferma Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia – sono sotto attacco le tutele degli animali, vittime di squilibri che abbiamo creato noi. Occorre costruire una coesistenza tra attività antropiche e fauna selvatica, stabilendo regole chiare a tutela del bene comune e degli ecosistemi. Serve la volontà gentile di ricucire quello strappo tra esseri umani e natura che è causa di tanta sofferenza. Non trasformiamo la natura in un grande luna park per poche persone” (Ansa).
FLASHMOB LAV – “Il disegno di legge che è in discussione in queste ore al Senato stravolge la legge attualmente vigente per la tutela degli animali selvatici. Cancella la tutela degli animali selvatici e parla di gestione. Questo vuol dire sottrarre territori ai parchi, che quindi saranno destinati ai cacciatori. Questo vuol dire aprire ai cacciatori, per esempio, le spiagge che sono demanio dello Stato. Le foreste demaniali dello Stato, che sono territori protetti, verranno aperte ai cacciatori. Verrà cancellato il limite massimo della durata della stagione di caccia, che quindi potrà andare veramente tutti i 365 giorni dell’anno. Si aumenterà il numero di specie cacciabili, addirittura il lupo potrebbe rischiare di entrare nella lista . Si faranno entrare dall’estero cacciatori che non dovranno superare alcun esame. Addirittura si costituiranno delle aziende faunistico-venatorie fini di lucro, ovvero la caccia diventerà un business, quindi uccidere più animali possibili per introitare più denaro possibile per queste aziende”. Così Massimo Vitturi, responsabile dell’area animali selvatici della Lega Anti Vivisezione (LAV), a margine del flash mob che AVS, rappresentata Angelo Bonelli e altri parlamentari, e diverse associazioni animaliste hanno organizzato all’esterno del Pantheon, a Roma, mentre in Senato si discuteva il ddl caccia.
L’attivista, che ricorda come “la LAV si è da sempre impegnata per contrastare l’approvazione di questo DDL”, continua dichiarandosi “molto preoccupati per il futuro degli animali selvatici”, a fronte di “questo disastro che si sta consumando all’interno del Senato”. Soprattutto, la preoccupazione nasce “perché abbiamo un ministro dell’ambiente che è in sostanziale coma vigile dal 2022, da quando ha giurato. Non ha mai detto una parola per questo attacco sferrato alla biodiversità, agli ecosistemi, agli animali selvatici, nonostante sia suo elemento specifico del dicastero. Ha lasciato il dicastero in mano al Ministero dell’Agricoltura. Praticamente ha abdicato a quelli che sono le sue competenze”, denuncia Vittori, che quindi annuncia: “Per questo chiediamo le dimissioni del ministro Pichetto e chiediamo alla maggioranza e chiediamo a Giorgia Meloni di fermarsi. Non è più tollerabile che oggi questo disegno di legge possa essere approvato. Quello che stiamo a cui stiamo assistendo è un volgare tentativo di raccattare voti dai cacciatori, che ricordiamo che sono un’esigua minoranza, sono meno dell’1% a livello nazionale”. (LaPresse)
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AGGIORNAMENTO DEL 23 GIUGNO 2026 – APPROVATO AL SENATO IL DDL CACCIA
Con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astenuti l’aula del Senato ha dato il primo via libera al disegno di legge sulla caccia. Il testo passerà ora alla Camera. Il provvedimento (a prima firma del capogruppo di FdI, Lucio Malan e condiviso dal resto della maggioranza) modifica l’attuale legge del 1992. Fra le novità, definisce la caccia come un'”attività utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi” e i cacciatori diventano bioregolatori”. Aumenta il numero di animali cacciabili o catturabili (tra le specie particolarmente protette non c’è più il lupo) e le aree di caccia consentite. (Ansa)
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