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Ricerca su macachi, Felicetti (pres. Lav) indagato a Parma

AGGIORNAMENTO DEL 5 FEBBRAIO 2020 – MACACHI, LAV CHIEDE CHE LO STOP DIVENTI DEFINITIVO

“Noi chiediamo che lo stop da provvisorio diventi definitivo. Dagli atti ufficiali risulta che due macachi dei nove che sono presenti nello stabulario dell’Università di Parma non sono gli stessi dei mesi scorsi. Questo viene rilevato dagli stessi documenti del ministero della Salute e quindi chiediamo al ministro Speranza un suo intervento perché venga avviata una indagine terza e indipendente”. È l’appello che il presidente della Lega Antivivisezione Gianluca Felicetti ha lanciato a Parma, nel cui ateneo si svolge una sperimentazione su macachi in campo neurologico insieme all’Università di Torino. La sperimentazione è sospesa dal 24 gennaio quando il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Lav fermando in via cautelare la sperimentazione guidata dai professori Marco Tamietto e Luca Bonini. Il 21 aprile il Tar del Lazio deciderà sul merito del progetto. Il presidente della Lav ha anche risposto in merito al fascicolo di indagine a suo carico aperto dalla Procura di Parma che sta indagando per i reati di rivelazione di documenti segreti, minacce, accordi per istigare a reati e diffamazione. “La Lav è sicuramente colpevole ma solo perché ha spiegato la vera natura di questa sperimentazione – ha risposto Felicetti -. La Lav vuole salvare la ricerca veramente utile per gli ammalati con la sperimentazione sostitutiva e vogliamo salvare i 600mila animali che ogni anno vengono impiegati nei laboratori”.

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POST DEL 28 GENNAIO 2020

Il presidente della Lav (Lega antivivisezione) Gianluca Felicetti è indagato dalla Procura di Parma per rivelazione di documenti segreti, minacce e diffamazione per la vicenda dei test sui macachi dell’università della città emiliana. Lo fa sapere lo stesso Felicetti sottolineando: “Qualcuno vuole intimidirci ma il risultato ottenuto è proprio quello contrario, di rendere più forte e convinta la nostra battaglia contro la sperimentazione sugli animali”. “Come ha sentenziato pochi giorni fa il Consiglio di Stato la nostra azione legale” contro i test “è fondata, abbiamo diffuso pubblicamente dati già noti, operiamo alla luce del sole e in maniera non violenta dalla nostra fondazione – 43 anni fa – siamo quelli che hanno fatto condannare Green Hill fino alla Corte di Cassazione”. “Chi ci ha denunciati – prosegue – non ha evidentemente altri argomenti e tenta la strada del ‘bavaglio’ giudiziario. Noi invece continuiamo, più forti e convinti di prima e ci riserviamo ulteriori azioni legali a difesa della nostra immagine e delle nostre attività di ente morale riconosciuto dal Ministero dell’Interno per la tutela degli animali, dei malati e della ricerca davvero scientifica”. (Ansa, foto Lav)

– Su 24 zampe abbiamo scritto spesso della vicenda dei macachi utilizzati dalle Università di Torino e Parma, sin dalla prima ora: quando si è saputo dell’esperimento Light Up, quando sono stati minacciati i ricercatori coinvolti, quando gli animalisti hanno organizzato una protesta coordinata in tutta Italia, quando il ministro Giulia Grillo ha ordinato un’ispezione in merito, quando gli stessi ricercatori hanno voluto far conoscere le proprie ragioni. Negli ultimi giorni abbiamo seguito l’ordinanza del Consiglio di Stato che ha sospeso l’esperimento, dando spazio nei giorni a seguire a tutte le posizioni.