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Animalisti sul tetto dell’università di Parma: fuori i macachi

AGGIORNAMENTO DEL 3 DICEMBRE 2019 – MACACHI, ANIMALISTI PROTESTANO A MILANO

Protesta animalisti a presentazione Parma capitale cultura

“Parma capitale della cultura. Torturare sei macachi non è un bel biglietto da visita” è quanto scritto sullo striscione che uno sparuto gruppo di attivisti del Coordinamento per i Macachi Liberi ha srotolato davanti a Palazzo Mezzanotte a Milano dove è in programma la conferenza stampa di Parma capitale della cultura 2020. La protesta si riferisce a sei macachi utilizzati per uno studio dell’università di Parma ‘Lightup – Turning the cortically blind brain to see’. “I primati – spiegano dal coordinamento – sono già privati di ogni libertà ed in fase di addestramento per essere sottoposti  ad un intervento alla corteccia cerebrale che limiterà al minimo la loro vista e dopo 5 anni di sperimentazione verranno uccisi. Oggi chiediamo anche a Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e a Michele Guerra, assessore alla Cultura del Comune di Parma di prendere una posizione su questo progetto che è diventato oramai un caso nazionale costato due milioni di euro di finanziamenti europei”. (Ansa)

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POST DEL 27 NOVEMBRE

Torna a farsi sentire la protesta degli animalisti verso le ricerche scientifiche che prevedono l’utilizzo di animali, in particolare i macachi. A finire nel mirino degli attivisti – come già avvenuto in passato – il progetto Lightup, destinato a esplorare le possibilità di ridare la vista a pazienti ciechi in seguito a una lesione al cervello, finanziato dall’European Research Council e condotto dalle Università di Torino e Parma. Un gruppo di attivisti ha occupato il tetto del padiglione dell’Ateneo parmigiano e ha affisso uno striscione con la scritta “Fuori i macachi dall’Università #stopvivisezione”. In contemporanea in altre venti città italiane sono stati appesi analoghi striscioni per la liberazione di macachi ai cancelli di decine di Facoltà scientifiche e di Psicologia.

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GLI ANIMALISTI: TENERE ALTA L’ATTENZIONE SUI MACACHI

L’azione è stata rivendicata con un comunicato dal “Coordinamento Macachi Liberi” che “intende mantenere alta l’attenzione sulla sorte dei sei macachi detenuti negli stabulari dell’Università di Parma che, in collaborazione con l’Università di Torino, li sta sottoponendo all’esperimento ‘Lightup – Turning the cortically blind brain to see'”. Gli attivisti chiedono al ministro della Salute Roberto Speranza di fermare il progetto, che coinvolge, oltre all’Università di Torino e di Parma, anche quella di Oxford. Oltre a Parma l’iniziativa ha riguardato Alessandria, Ancona, Bergamo, Bologna, Catania, Firenze, Foligno, Grosseto, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Perugia Roma, Rimini, Torino, Trieste, Udine, Venezia e Verona.

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NEI MESI SCORSI MINACCIATI DUE SCIENZIATI

L’azione messa in scena dagli animalisti segue una serie di contestazioni rivolte, nei mesi scorsi, verso i ricercatori impegnati nel Lightup portato avanti dagli atenei di Parma e Torino i quali lo scorso agosto, in un nota congiunta, avevano lamentato gli attacchi giunti, in particolare, a due professori Marco Tamietto dell’Universita’ di Torino e Luca Bonini dell’Universita’ di Parma, divenuti “bersagli di un crescendo di minacce che vanno dall’aggressione personale a falsità diffuse” fino ad “una lettera anonima indirizzata al professor Tamietto con minacce di morte e un proiettile”.

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I RICERCATORI: QUESTA PROTESTA E’ UNA FOLLIA

E sulla mobilitazione parmigiana di oggi, si è levata pure la voce di Giuliano Grignaschi, direttore di Research4Life. “Questa protesta è una follia – osserva – un affronto nei confronti di seri ricercatori italiani. È anche per questo che abbiamo lanciato il Manifesto ‘Salviamo la ricerca biomedica’, già firmato da 22mila persone. Le condizioni di lavoro dei ricercatori italiani sono pesanti – conclude Grignaschi – e tra queste anche le fake news e le minacce a cui sono sottoposti, come succede ai colleghi di Parma”. (Ansa, nelle foto trasmesse da Animalpress le iniziative locali dei sostenitori della protesta)

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  • Dario |

    Penso che più si ricerca e più si corre verso l’estinzione

  • Federico Bartolozzi |

    Prof. Bruno Fedi, anatomo-patologo, urologo, libero docente Università di Roma, primario Ospedale di Terni:”Nessun animale può essere usato a modello dell’uomo, perché le differenze sono fondamentali, a tutti i livelli, ad esempio: metabolismo, enzimi, sistema cardiovascolare, circolatorio, respiratorio, nervoso e via dicendo…..La vivisezione non ha valore protettivo per l’uomo, fornisce soltanto degli alibi, dei pretesti per continuare a sperimentare sull’uomo…..Il settanta per cento dei farmaci viene ritirata dal commercio a causa di prove ingannevoli fatte preventivamente sugli animali….. Tutte le tecniche chirurgiche sono state sviluppate sull’uomo…..Tutto ciò che noi sappiamo è stato trovato sull’uomo……I membri del Parlamento non devono permettere pratiche mediche prive di valore scientifico e pertanto non possono permettere che la vivisezione continui…..Noi dobbiamo combattere la credenza generale che la scienza sia onnipotente. Noi siamo per la scienza, ma contro lo scientismo, ossia contro la cattiva scienza, la falsa scienza…..”

    Tratto da: CIVIS, Fondazione Hans Ruesch per una Medicina senza Vivisezione, Numero 1, Estate 1990.

  • Federico Bartolozzi |

    Dalla relazione del Dr. Bernhard Rambeck, direttore del laboratorio biochimico dell’Istituto per le ricerche sull’epilessia di Bielefeld, Germania Ovest:
    “…..Noi non intendiamo abolire né la scienza né la medicina, poiché l’uomo di oggi ha bisogno più che mai sia dell’una che dell’altra.
    Ma le scienze mediche si sono avventurate in un vicolo cieco dal quale devono trovare il modo di uscire…..
    L’epilessia prodotta artificialmente in animali con mezzi meccanici e violenti non è minimamente paragonabile all’epilessia umana, la quale insorge spontaneamente e di solito ha più di una sola causa, quasi sempre con un’importante componente psichica che non può mai essere riprodotta in un animale.
    Questo spiega come mai le varie sostanze con cui riusciamo a sedare o diminuire gli attacchi epilettici negli animali – beninteso, dopo averli artificialmente provocati – non riescono ad ottenere effetti analoghi nell’uomo, ma sono anzi da considerarsi fallimenti totali”

    Tratto da: CIVIS, Fondazione Hans Ruesch per una Medicina senza Vivisezione, Numero 1, Estate 1990

  • Federico Bartolozzi |

    Osa Oltre La Sperimentazione Animale
    6 settembre ·

    “La sperimentazione animale purtroppo gode ancora di un’immeritata credibilità, invece è fuorviante e scarsamente predittiva per la nostra specie. E’ una modalità di ricerca biomedica arcaica, crudele ed ingiustamente sopravvalutata.”

    (Dr.ssa Gabriella Errico, membro di O.S.A.)

  • Federico Bartolozzi |

    Degna di attenzione è la nota sulla vivisezione di un eminente giornalista, Augusto Guerriero, che su Epoca del 16-2-1967 nei suoi “Discorsi di Ricciardetto” scriveva:
    “Anche io ho creduto fino ad oggi che si rispettasse la legge. Anche io, come tanti ingenui, ho creduto che questi esperimenti crudelissimi si facessero su animali narcotizzati e che subito dopo l’esperimento si sopprimesse la vittima.
    Sono arrivato alla mia tarda età nell’ingenua opinione che i professori di università, i direttori di cliniche e ospedali dovessero avere, se non un po’ di cuore, un po’ di senso della decenza, e diciamo pure la parola giusta: che non potessero delinquere.
    Sì, delinquere, perché violare una legge che commina sanzioni penali, è delinquere.
    Ero in errore. Nelle nostre università, nelle nostre cliniche avvengono cose orribili, sotto la direzione di docenti che potranno essere grandi medici e chirurghi, ma certo sono dei bruti.” (Epoca, 19.02.1967)”

    Tratto da:
    Hans Ruesch, “Imperatrice Nuda”, CIVIS, 2005, Pag. 15

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