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Le api conquistano le città: arnie su tetti, terrazzi e balconi

Sono sempre di più coloro che decidono di allevare api sui balconi, sui tetti di casa o dell’azienda o negli spazi verdi nei centri abitati. Si tratta, infatti, di un modo per avere sempre più contatto con la natura, un’opportunità per conoscere vicino il mondo di questi insetti fondamentali per gli uomini e anche – soprattutto – per aiutare la biodiversità. Al Rainerum, l’istituto scolastico dei salesiani nel centro storico di Bolzano, “una decina di anni fa è stato lanciato il progetto ‘Api in città’ per avvicinare i giovani a questi insetti favolosi”, spiega Maria Mayr, apicoltrice e responsabile del progetto. “Tenere le api in città – aggiunge – non è diverso dalla campagna, si deve però essere un po’ più esperti per tenerle nel modo giusto”. A causa dell’ondata di freddo, la stagione è partita male. “E’ un’annata molto difficile. A inizio primavera la fioritura è stata soddisfacente, con il lungo periodo freddo le scorte sono state però consumate dalle api. Ora speriamo nelle ultime fioriture in quota, come il rododendro e il castano, per salvare la stagione”, spiega Mayr.

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GLI ALTRI PROGETTI DI APIARI URBANI E DI BIOMONITORAGGIO

A Roma ci sono poi gli insetti del “Progetto Apincittà”, un biomonitoraggio della Capitale che avviene attraverso una rete di alveari, tra cui quelli dell’Arma dei Carabinieri: dalla rete coordinata di alveari dislocati in luoghi strategici si possono acquisire dati di “elevato valore scientifico”. Sempre con funzioni (anche) di biomonitoraggio ci sono le arnie-laboratori del progetto “Bee-Kaeser”, che usa alveari per tenere sotto controllo l’inquinamento in 20 città italiane, da Milano a Palermo, da Napoli a Bolzano, passando per Torino, Lecce, Bologna e Cuneo. Ma allevare api anche in città può essere una risposta alla crisi che ha colpito gli alveari, oltre che il modo per avere a disposizione dell’ottimo miele autoprodotto. Per sapere come fare è possibile rivolgersi agli esperti di Apicolturaurbana.it, che hanno predisposto un pacchetto completo che va dall’acquisto dell’attrezzatura a tutorial e supporto, dall’installazione dell’apiario all’assistenza di un apicoltore professionista e all’opportunità di produrre miele a chilometro zero. In Molise, infine, è stato da poco inaugurato il primo Apiario di Comunità d’Italia, un progetto che parte con 20 arnie che entro la prossima stagione diventeranno 500.

  • Maggio 2019 – Salviamo api e insetti: servono un milione di firme di cittadini Ue