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This photo taken on June 19, 2018 shows bees on honey frames in Ploerdut, western France.
Thomas and Claire, French beekeepers in Brittany, are being forced to reduce to ashes "90 percent of their hives and a year of production". Helpless, they call for a collective awareness about the dangers of bee-harming pesticides. / AFP PHOTO / Fred TANNEAU

“Apincittà” a Roma, un progetto di biomonitoraggio con gli alveari

Si chiama “Progetto Apincittà” ed è un biomonitoraggio della città di Roma che avviene attraverso una rete di alveari: ora ci sono anche quelli dell’Arma dei Carabinieri. L’ape italiana, dunque, vigila sulla biodiversità e sulla qualità dell’aria della Città eterna proprio grazie a una rete coordinata di alveari dislocati in luoghi strategici e grazie ai quali si potranno acquisire dati di “elevato valore scientifico”.

OGGI A ROMA SCIAMA L’APIARIO “NUMERO ZERO”

Il Progetto, si legge in un comunicato congiunto dei Carabinieri, di Roma Capitale e della Federazione apicoltori italiani, prevede di “mettere a sistema i piccoli ma numerosi allevamenti di api che ci sono a Roma, creando fin da subito una rete di dieci postazioni per gran parte già presenti nel centro storico o di prossima installazione. L’apiario sperimentale ‘Numero Zero’ è quello della Fai-Federazione apicoltori italiani, che oggi sciamerà fino alla sede del Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri (Cufa), dove saranno installati tre alveari per attivare la ‘Postazione Laboratorio Numero 1′”.

SOTTO CONTROLLO METALLI PESANTI E POLVERI SOTTILI

Sono già numerose le realtà apistiche individuate e disponibili a entrare in rete (c’è anche la residenza dell’ambasciatore britannico): “Poi, pian piano, verranno collegate tutte le altre postazioni, che il Progetto Apincittà ha individuato come siti di interesse scientifico, fino a costruire una rete di monitoraggio capace di fornire da subito preziose informazioni su quali sono le fioriture di Roma più diffuse e visitate dalle api, sulla presenza e concentrazione di metalli pesanti, polveri sottili, microplastiche e idrocarburi policiclici aromatici”. (Ansa)