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Le regioni alpine chiedono “gestione e prelievo” di lupi e orsi

AGGIORNAMENTO DEL 3 FEBBRAIO 2019 – COSTA: “IL PIANO LUPO E’ PRONTO”

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AGGIORNAMENTO DEL 2 FEBBRAIO 2019 IN CODA – TRENTINO: COSTA APRE A SPERIMENTAZIONI

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POST ORIGINALE

Le Regioni alpine fanno fronte comune in tema di lupi e orsi e chiedono di poter gestire loro questi animali, anche con gli abbattimenti. I rappresentanti istituzionali di Alto Adige, Trentino, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Valle d’Aosta (il Piemonte ha mandato un documento) si sono riuniti a Trento, concordando, riferisce una nota, “sulla necessità di disporre di strumenti idonei per la gestione dei grandi predatori, in maniera particolare lupi e orsi, e dichiarandosi disposte ad assumersi in prima persona le responsabilità delle azioni necessarie”. “A fronte di una densità di lupi ed orsi tale da generare situazioni oggettive che fanno venir meno la sicurezza delle popolazioni e rappresentano una fonte costante di danno per le attività economiche – si legge ancora nella nota -, chiediamo di avere la possibilità di attivare azioni condivise di prevenzione, gestione e prelievo dei grandi carnivori”. La parola “prelievo”, sinonimo di “abbattimento”, è però subito negata.

IL GOVERNATORE DI BOLZANO: “NON VOGLIAMO SPARARE AI LUPI MA GESTIRLI”

“Non vogliamo sparare ai lupi, ma gestire il fenomeno. Lo fanno quasi tutti i Paesi europei, ma non l’Italia – ha detto il governatore della provincia di Bolzano, Arno Kompatscher -. Si è perso il contatto con la natura. Anche gli agricoltori contribuiscono alla biodiversità”. Le Regioni alpine chiedono al governo l’approvazione di “un piano di gestione adeguato ad una realtà che vede in espansione alcune specie, lupi in particolare”. “Sono stato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa dieci giorni fa – ha riferito il trentino Maurizio Fugatti – e ho chiesto del Piano lupo, della norma di attuazione per il Trentino e della legge che ci è stata impugnata in materia. Attendo risposta”. Ha poi aggiunto che per lui “i lupi si possono anche spostare”, non è necessario sparargli. Gli enti locali precisano che “nessuno mette in dubbio il valore della biodiversità delle nostre montagne e dei nostri territori alpini, così come non ci permettiamo di contravvenire alle normative europee, che condividiamo”.

ENPA: RICHIESTA INCOSTITUZIONALE, LA GESTIONE DELLA FAUNA E’ STATALE

La Protezione animali interviene nel dibattito sottolineando che la “materia è di competenza statale e la ‘gestione’ riproposta continuamente dalle Regioni è incostituzionale”. Inoltre, “per alcuni amministratori lupi e orsi sono solo un mezzo per raccogliere consensi facili. Così, invece di promuovere la convivenza e l’applicazione degli strumenti di prevenzione, preferiscono terrorizzare la popolazione”. E “se la vera preoccupazione delle Regioni fosse quella di garantire la tutela della biodiversità e la sicurezza e l’incolumità delle persone, dovrebbero limitare fortemente l’attività venatoria, che al 31 dicembre 2018 (dati associazione Vittime della Caccia) ha causato ben 65 vittime, tra morti (16) e feriti (49). Non dovrebbero certo chiedere mano libera per sparare a lupi e orsi”, conclude Enpa.

BOITANI: NON C’E’ UNA SITUAZIONE DI RISCHIO CON I LUPI IN TRENTINO

Nei giorni scorsi abbiamo scritto spesso di lupi su 24zampe, dopo un tentativo di predazione registrato ad Ala, nel fondovalle trentino. Abbiamo anche riportato le indicazioni del professor Luigi Boitani, professore ordinario di Zoologia all’Università la Sapienza di Roma, dove ricopre le cattedre di Biologia e conservazione della fauna selvatica per la laurea triennale in Scienze Biologiche e di Ecologia animale e biologia della conservazione per la laurea magistrale in Ecobiologia. Per il “lupologo” Boitani in Trentino non c’è una situazione di rischio dovuta alla presenza di lupi. Anzi, quello che accade qui è del tutto normale in ogni zona d’Europa dove il predatore è presente. Persino applicando i protocolli di Austria e Svizzera – come ha simulato il giornale locale Trentino (foto sotto) – è risultato un “rischio zero”.

boitani

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AGGIORNAMENTO DEL 2 FEBBRAIO 2019 – TRENTINO: COSTA APRE A SPERIMENTAZIONI

“C’è stata un’apertura per una sperimentazione di una gestione diversa dei grandi carnivori e il riconoscimento che in caso di problemi di pubblica sicurezza la competenza è in capo al ministero dell’Interno e delle sue articolazioni: mi sembrano aperture interessanti”. Così il governatore del Trentino, Maurizio Fugatti, dopo la visita di oggi dei ministri dell’ambiente, Sergio Costa, e dei rapporti col parlamento, Riccardo Fraccaro, nella regione montana. Il ministro Costa, riferisce l’amministrazione provinciale in una nota, ha annunciato “la presentazione del piano grandi carnivori alla Conferenza Stato Regioni e la previsione, con il coinvolgimento dell’Ispra, di una sperimentazione nel territorio trentino, lavorando assieme, per trovare le migliori mitigazioni e la migliore convivenza. I problemi di ordine pubblico, ha aggiunto il ministro, sono un’altra cosa e fanno capo al ministero dell’Interno e alle sue strutture”.