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Costa chiarisce: lupi e orsi non si toccano. E poi: “Il Piano Lupo è pronto”

AGGIORNAMENTO DEL 5 FEBBRAIO 2019 IN CODA – LE ONG: SOSTEGNO A COSTA PER PIANO SENZA ABBATTIMENTI

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AGGIORNAMENTO DEL 5 FEBBRAIO 2019 IN CODA – L’ALTO ADIGE: SERVONO PRELIEVI

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POST ORIGINALE

“Come ho sempre detto i lupi e gli orsi non si toccano: pronto il Piano Lupo, che in questi giorni ho condiviso anche con i presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano. 23 punti per gestire la convivenza e mitigarne gli effetti senza abbattimenti”. Con queste parole, scritte in un tweet (sotto), oggi il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha parlato dei uno dei temi più sentiti non solo dagli amanti degli animali ma anche da coloro che vivono a ridosso delle zone appenniniche e montane battute dai grandi carnivori. E cioè quelle regioni alpine (Alto Adige e Trentino ma anche Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Valle d’Aosta e Piemonte) che la scorsa settimana hanno chiesto potere di “gestione e prelievo”. AGGIORNAMENTO DELLE 23.15 – In coda sono registrate le reazioni dei governatori di Trentino e Alto Adige.

IL MINISTRO: “CON TRENTO E BOLZANO POSIZIONI LONTANE MA NON INCONCILIABILI”

Poi, in un post sul proprio profilo Facebook, il ministro chiarisce e ribadisce i concetti: “L’ho sempre detto e lo ripeto: lupi e orsi non si uccidono” e spiega più ampiamente: “Sto tornando da due intensi giorni in Trentino Alto Adige, dove ho voluto incontrare i presidenti delle province autonome di Trento e Bolzano, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher. Non è un mistero che abbiamo posizioni lontane, ma non per questo inconciliabili. È proprio questo il lavoro della politica. Un punto deve restare fermo: lupi e orsi non si abbattono! – afferma Costa -. Ho detto loro, e ripetuto ai cittadini, che proprio dopo questa mia visita in Trentino depositerò alla conferenza permanente Stato regioni il Piano Lupo, che è stato completato, con il prezioso supporto dell’Ispra. Il piano segna un percorso di convivenza con i lupi e ben 23 azioni di mitigazione molto specifiche”.

UNO DEGLI OBIETTIVI DEL PIANO LUPO E’ CALARLO NELLE REALTA’ LOCALI

Il ministro rileva che “questa è una grande novità, che è stata accolta con favore anche dai due presidenti di provincia: nel piano c’è anche un milione di euro per mettere in campo azioni sperimentali di mitigazione specifiche per i territori. Cosa significa? Vuol dire adeguare le azioni di mitigazione nel dettaglio, perché quello che va bene in una valle può non essere adeguato per un’altra, ad esempio. Calare il piano nelle realtà locali, per ascoltare le esigenze degli agricoltori, ad esempio: è uno degli obiettivi che ci siamo preposti. Con una visione chiara e non soggetta a trattative: lupi e orsi vanno protetti e tutelati, e allo stesso tempo va gestita la convivenza con le attività umane. Ad maiora semper!” conclude il post.

LE REAZIONI DEI GOVERNATORI DI TRENTINO E ALTO ADIGE

Maurizio Fugatti (Trento): Oltre ad affermare che lupi e orsi non si toccano, “il ministro ha anche detto che per la gestione sui nostri territori prevede una sperimentazione per gestire le criticità. Vediamo come si concretizzerà”, ha detto il presidente della Provincia autonoma di Trento, a proposito del piano lupo che il ministro Costa ha annunciato. “E’ chiaro che se un lupo o un orso mette a rischio l’incolumità di una persona – prosegue – va rimosso o soppresso. Non lo dice Costa, ma il Pacobace (Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpi centro-orientali, ndr) lo dice, e il ministro questo lo sa”. Per Arno Kompatscher (Alto Adige): “Per ora il ministro Costa non ha condiviso il Piano lupo, deve ancora arrivare l’ordine del giorno della Conferenza delle Regioni per condividerlo”, ha detto il presidente della Provincia autonoma di Bolzano. “Serve uno strumento di management vero e proprio – ha aggiunto – che dia la possibilità di dotarsi di protezione sia attiva che passiva, per tutelare anche l’agricoltura tradizionale. A dire che non è mai necessario sopprimerli è chi parla dalle aree urbane senza conoscere la situazione. Paesi come quelli scandinavi adottano misure simili e non possiamo dire certamente che siano medievali in quanto a tutela dell’ambiente”.

https://twitter.com/SergioCosta_min/status/1092031622726197248

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AGGIORNAMENTO DEL 5 FEBBRAIO 2019 – L’ALTO ADIGE: SI’ A PRELIEVI SE NECESSARI

“Su lupi e orsi chiediamo una protezione attiva, non solo recinti, ma anche la possibilità di prelievo venatorio se fosse necessario”. Lo ha detto il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, parlando con i giornalisti nel corso della consueta conferenza stampa del martedì. Il governatore ha riassunto l’incontro avuto con il ministro all’Ambiente, Sergio Costa, che venerdì scorso era a Bolzano assieme al collega Fraccaro. “La posizione della Giunta rimane invariata, la nostra legge provinciale prevedrebbe la possibilità di intervento delle istituzioni locali in caso di danni all’agricoltura tradizionale. Chiediamo quindi che il Governo rinunci all’impugnazione, perché rispetta la direttiva habitat europea e le regole internazionali. Noi dobbiamo avere strumenti per tutelare la nostra agricoltura”. Il presidente, inoltre, ritiene necessario intervenire per un eventuale e spostamento del lupo perché ormai, ha detto, ha superato la fase di rischio estinzione.

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AGGIORNAMENTO DEL 5 FEBBRAIO 2019 – LE ONG: SOSTEGNO A COSTA PER PIANO SENZA ABBATTIMENTI

“Ci hanno provato in tutti i modi a rendere legali le uccisioni dei lupi, ma alla fine le ragioni della scienza e della tutela ambientale hanno prevalso sulle velleità ammazza-lupi di alcune Regioni. Esprimiamo pieno sostegno all’iniziativa del Ministro dell’Ambiente Costa di presentare a breve un Piano di tutela del lupo privo di ogni possibilità di uccisione degli animali”. Le associazioni Enpa, Lav, Lipu, Wwf, commentano con queste parole la notizia lanciata dallo stesso Ministro Costa secondo la quale a breve sarà sottoposto alla conferenza Stato-Regioni un Piano lupi privo di ogni riferimento alle uccisioni. “Nel corso degli ultimi mesi si sono moltiplicate le notizie di provvedimenti emessi da alcune Regioni per consentire l’uccisione dei lupi, in piena violazione di norme nazionali ed europee – scrivono le ong -. Solo pochi giorni fa la Provincia Autonoma di Trento ha tentato addirittura la scorciatoia del paventato rischio per la sicurezza pubblica, che la presenza del lupo comporterebbe per i cittadini, nella piena consapevolezza che da più di 150 anni non si registra un solo attacco di un lupo nei confronti dell’uomo”. “Tutta demagogia utile solamente a raccattare un po’ di riscontro popolare da parte di politici senza scrupoli, disposti a violare le norme poste a tutela degli animali selvatici pur di ottenere qualche consenso elettorale – concludono le ong -. Ora le Regioni favorevoli alle uccisioni dovranno mettere da parte i fucili e cogliere la grande opportunità fornita dal Piano annunciato, lavorando con impegno per implementare i migliori sistemi di prevenzione delle predazioni, ma anche sperimentandone l’applicazione di nuovi”. (Ansa)