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Alla Palmaria è iniziata la cattura delle caprette “esiliate”: ci vorranno settimane, dice Enpa

AGGIORNAMENTO DEL 8 FEBBRAIO 2018 IN CODA – SI ROMPE LA CHIATTA, PER DIECI GIORNI NIENTE TRASBORDI

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E’ iniziata l’operazione di cattura delle caprette selvatiche che da tempo vivono sull’Isola Palmaria, davanti a Porto Venere (La Spezia), e che sono state “condannate all’esilio” perchè dannose per la biodiversità ambientale. L’operazione è condotta dall’Enpa e porterà le caprette catturate prima in quarantena poi alla ‘adozione’. “Questa è la più grande operazione di cattura di animali selvatici mai tentata – ha detto Massimo Pigoni, vicepresidente nazionale dell’Enpa e responsabile del Cras di Genova -. Siamo sull’isola per studiare le abitudini delle caprette e per capire quante sono. La prossima settimana inizieremo a prenderle per trasferirle sulla terraferma”. L’operazione scongiurerà l’abbattimento prospettato dal comune ligure di Porto Venere a causa dei danni provocati da questi animali. “La prima impressione è che le caprette siano molte meno delle cento stimate una decina di anni fa, ma abbiamo notato la presenza di mamme con i piccoli”. Gli esperti dell’Enpa stanno cercando di capire come si muovono le caprette per attirarle in recinti dove verranno messe esche fatte di cereali. Un esemplare catturato verrà dotato di radiocollare, rilasciato e seguito per rintracciare altri gruppi di capre. L’operazione richiederà diverse settimane. Le caprette saranno poi collocate per la quarantena e le analisi in una fattoria. “Potranno essere adottate da subito da chi non ha altri animali – ha detto Pigoni -. Gli altri, per questioni di sicurezza, dovranno attendere sei mesi”. Le adozioni verranno confermate solo a chi non ha intenzione di farne uso alimentare. “Finora sono arrivate un centinaio di richieste, che però dobbiamo ancora verificare”.

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AGGIORNAMENTO DEL 8 FEBBRAIO 2018 – SI ROMPE LA CHIATTA, PER DIECI GIORNI NIENTE TRASBORDI

Ferme per dieci giorni le operazioni di cattura e trasferimento sulla terraferma delle caprette dell’isola Palmaria a cura dell’Enpa. Uno stop forzato per il guasto alla chiatta utilizzata dall’associazione. Enpa continuerà l’attività di monitoraggio degli animali presenti sull’isola iniziato da una settimana, che risultano suddivisi in gruppi da 10 o 15 esemplari. “Quelli più vicini alla zona di attracco sono più mansueti, abituati alla presenza dell’uomo – spiega il responsabile Enpa Massimo Pigoni -. Gli altri manifestano comportamenti selvatici”. L’operazione, la più grande di questo tipo mai tentata in Italia, è sostenuta dal crowdfunding ed è partita dopo che il Comune di Porto Venere aveva paventato la possibilità di uccidere le caprette, che causano danni all’isola, se non si fosse trovata altra soluzione. Le caprette ‘salvate’ saranno a disposizione per una adozione, non a scopi alimentari.