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Tra un mese il trasloco di cento caprette dall’isola di Palmaria (Sp): servono stalle e volontari

AGGIORNAMENTO DEL 10 GENNAIO 2018 IN CODA – ALCUNI DETTAGLI DELL’OPERAZIONE

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Tra un mese il trasferimento delle circa cento caprette “sfrattate” dall’isola di Palmaria (La Spezia): l’inizio delle operazioni è fissato, infatti,  per il 3 febbraio 2018. Il centinaio di animali che vivono sull’isola sarà spostato in stalle e rifugi Enpa in attesa di trovargli una sistemazione adeguata. Un trasloco che si è reso necessario quando il sindaco di Portovenere (La Spezia) ne ha annunciato l’abbattimento nel 2016 perchè gli animali, introdotti e non autoctoni, rappresenterebbero un problema per la biodiversità dell’ecosistema isolano. Da allora le molte proteste di vari gruppi animalisti, anche con un mail bombing, e dei turisti attratti dai piccoli animali hanno condotto alla soluzione incruenta del trasferimento. Che non dovrebbe riguardare tutti gli animali: una decina di loro è previsto rimanga sull’isola. La cattura dovrebbe avvenire per gruppi di 15 esemplari alla volta, da tenere in quarantena prima di avviarne le adozioni. L’Enpa, incaricata di gestire le operazioni attraverso la sezione di Genova, cerca ora volontari tra i soci e tra le strutture (“anche e soprattutto Enpa”) dotate di codice stalla. “I volontari saranno ospitati in un ostello sull’isola (camere da 6 letti a castello); è richiesto un equipaggiamento individuale (a carico del volontario) composto da sacco a pelo, scarpe da trekking o simili, abbigliamento comodo e caldo. Chi fosse interessato può scrivere a: genova@enpa.org indicando il periodo di disponibilità (il minimo è di due giorni), vitto e alloggio sono offerti dalla sezione di Genova, il viaggio è a carico del volontario”, scrive sul sito la Protezione animali.

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AGGIORNAMENTO DEL 10 GENNAIO 2018 – ALCUNI DETTAGLI DELL’OPERAZIONE

I dettagli della missione per catturare gli animali ed evitare che vengano abbattuti sono stati decisi nei giorni scorsi dall’Enpa. Si comincia il 3 febbraio e ogni giorno saranno impegnati 5 volontari che per tutto il tempo della ‘missione’ saranno alloggiati in un ostello dell’isola aperto solo in estate. Il progetto è stato illustrato da Massimo Pigoni, vice presidente nazionale dell’Enpa: “Le caprette devono essere portate via dalla Palmaria perché immesse dall’uomo e uno studio prova che la loro presenza danneggia l’ecostistema tanto che molte specie di uccelli stanno scomparendo dall’isola, primo fra tutti il falco pellegrino”. Per questo da anni il Comune di Portovenere di cui fa parte la Palmaria sta provando, per ora senza esiti, a far sloggiare le 100 caprette: “Il rischio, se non si trova una soluzione, è che a qualcuno possa decidere di abbatterle – spiega Pigoni – Per questo noi dell’Enpa abbiamo proposto e ottenuto di gestirne cattura e trasferimento”. La missione è assai impegnativa: “La cattura sarà svolta dai volontari scelti fra le migliaia di volontari della nostra associazione. A sovvenzionarla sarà Enpa e, speriamo, i contributi dei tanti italiani che hanno firmato l’appello per salvare le caprette, compreso il critico Vittorio Sgarbi che si è già detto disponibile a prenderne una”. Ovviamente, ha aggiunto Pigoni, “le capre non saranno affidate a chi intende sfruttarle per il latte o peggio macellarle”.

  • Guido Minciotti |

    La propria disponibilità bisogna darla a Enpa, io riporto solo le notizie. Grazie di leggere 24zampe, saluti gm

  • Fattoria la pradina |

    Posso adottare 4 caprette

  • Gabriella Messori |

    Posso essere disponibile per adottare due caprette

  • Egle |

    Bellissima notizia!!! E complimenti ai volontari, davvero, per merito loro moltissimi animali vengono salvati e riescono ad avere una vita dignitosa. Poi il buon cuore delle persone (come Elisa che vorrebbe adottare una capretta per compagnia, straordinario gesto) fa il resto. Ogni tanto c’è un lieto fine. Commossa. A favore del rispetto di tutte le specie animali.

  • giovanni vitali |

    molto ben! purchè tutto questo non serva invece che a preservare la fauna autoctona, a dare la stura alla cementificazione della Palmaria….timeo danaos et dona ferentes

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