Scatti animali: le foto di “Natura” premiate al World Press Photo

Si è appena concluso il World Press Photo 2020, 63esima edizione del prestigioso premio fotografico organizzato dall’omonima fondazione olandese dal 1955. Tra le categorie in gara – spot news, persone, storie, sport, ambiente e altre – nella sezione “Natura/singole” sono state premiate tre immagini che raccontano la condizione animale, più o meno minacciata, in tre diversi angoli del mondo: in Indonesia, al confine tra Messico e Stati Uniti d’America e in Spagna.

ORANGUTAN A SUMATRA

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Primo premio per foto singole al belga Alain Schroeder con lo scatto “Final farewell”: protagonista una femmina neonata di orangutan, adagiata senza vita su un telo chirurgico. E’ stata scattata nel marzo 2019 a Subulussalam, isola di Sumatra in Indonesia, dove l’animale di un mese è stata trovata in una piantagione di olio di palma vicino alla madre Hope, ferita. Un’immagine che denuncia il disboscamento e l’estrazione mineraria che spingono al declino le popolazioni di oranghi, nelle quali le femmine dedicano da otto a nove anni a crescere ogni piccolo prima di figliare ancora. Hope è viva ma è rimasta cieca, ferita da 74 colpi e con una clavicola rotta. Secondo il World Wildlife Fund, sono rimasti solo circa 14mila oranghi a Sumatra, che insieme al Borneo è l’unico territorio per questi animali.

UCCELLI CORRIDORI TRA USA E MESSICO
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Secondo premio per Alejandro Prieto, Messico, con la foto “Roadrunner Approaching the Border Wall”. Lo scatto dell’aprile 2019 riprende un uccello corridore della strada (il famoso Bip-Bip dei cartoni animati) o roadrunner nei pressi del muro di confine con il Messico voluto dal presidente Usa Trump a Naco, in Arizona. Il muro – come già denunciato – attraversa una delle regioni più biologicamente ricche e diversificate del Nord America, sconvolgendo i corridoi ecologici utilizzati dagli animali per spostarsi nel loro habitat e per accedere all’acqua e al cibo. Più di 1.000 km del confine lungo 3.100 km sono chiusi da barricate e altri 800 km sono attesi entro l’inizio del 2021. Il Dipartimento Usa per la pesca e la fauna selvatica stima che la barriera, le luci intense utilizzate per sorvegliarla e l’attività umana associata potrebbero avere un impatto negativo su 23 specie a rischio di estinzione.

LINCI IN SPAGNA

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Terzo gradino del podio per Antonio Pizarro Rodriguez del Diario De Sevilla, Spagna, con lo scatto “The King of Doñana”. I due esemplari di lince iberica o pardina scappano dopo aver sentito sparare un cacciatore a Aznalcázar, in Spagna, il 3 gennaio 2019. E’ la specie felina più minacciata dal mondo, secondo il World Wildlife Fund, a causa di una combinazione di fattori: oltre alla frammentazione dell’habitat forestale e il conseguente isolamento genetico, è rimasta vittima anche della caccia per via della pelliccia particolarmente ambita. Per finire, i conigli che rappresentano la dieta base di questa lince sono stati quasi eliminati dall’area per una malattia emorragica che ha colpito la specie. Se nei primi anni ’60 erano circa 5mila, ne sono poi rimaste solo poche centinaia ma recenti sondaggi del Wwf indicano che i numeri sono lentamente in aumento a seguito degli sforzi di conservazione.