Quattro feriti, di cui due gravi ma non in pericolo di vita, tre militari dell’Esercito e una poliziotta, è il bilancio dell’incidente avvenuto nella notte nell’area di Caracalla, a Roma, dove erano in corso le prove per la parata del 2 Giugno ai Fori Imperiali. Alcuni cavalli, almeno una trentina, impiegati nelle esercitazioni si sono imbizzarriti dopo essere stati spaventati dall’esplosione di fuochi d’artificio nelle vicinanze dei recinti e dei mezzi destinati al trasporto degli animali. I feriti hanno cercato di fermare la fuga incontrollata dei cavalli, evitando conseguenze ancora più gravi. Tra loro una soldata dei Lancieri di Montebello, ricoverata in ospedale con diverse fratture alle costole e un polmone perforato. Ferita anche una agente di polizia, colpita al volto durante i momenti di caos. Al pronto soccorso sono finiti inoltre altri due soldati dell’Esercito.
PER UNO DEI CAVALLI COINVOLTI SEMBRA SIA NECESSARIO L’ABBATTIMENTO
Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, i botti sarebbero partiti da una batteria pirotecnica installata lungo una strada adiacente all’area delle prove. Per cause ancora da chiarire, il dispositivo si sarebbe ribaltato, lanciando i razzi verso la zona in cui si trovavano i cavalli, reduci poco prima dalle esercitazioni per la cerimonia della Festa della Repubblica. Gli investigatori hanno raccolto la testimonianza di un agente della polizia municipale presente sul posto e trasmesso una relazione alla Procura. Durante la fuga, una quindicina di animali ha riportato ferite ed è stata affidata alle cure dei veterinari. Per uno dei cavalli, secondo quanto trapela, sarebbe stato necessario procedere con l’abbattimento.
ANIMALISTI CRITICI: “ANACRONISTICO” PER ENPA, “UN TORMENTO” PER AI
“Io sono del parere che gli animali non debbano essere utilizzati” anche se il destino di un animale al servizio delle forze armate e dell’ordine “non è il più nefasto: perché sono trattati con affetto, con cura, quando invecchiano non vengono ‘buttati via’. Però è abbastanza anacronistico, è più folklore che utilità che ancora siano usati”. Lo dice Carla Rocchi, presidente dell’Enpa. “Sarebbe ora che anche le forze dell’ordine cominciassero a imparare a utilizzare nuove forme di comunicazione con i cittadini, che non si basino solo sul tormento degli animali”, dice il presidente di Animalisti Italiani Walter Caporale. Quanto alla batteria di petardi che avrebbe fatto scappare gli animali, sia Enpa che Animalisti italiani si augurano “provvedimenti rispetto a chi ha avuto così tanta leggerezza da far scappare, in piena città, degli animali, costituendo un pericolo per loro e per i cittadini”.
+++
AGGIORNAMENTO DEL 31 MAGGIO 2026 – E’ STATO UN VIGILE URBANO A SPARARE I BOTTI
Il responsabile dell’esplosione dei fuochi d’artificio alle terme di Caracalla a Roma, che hanno fatto fuggire i cavalli che si stavano preparando per la parata del 2 giugno, è un vigile urbano della Capitale. “Capisco il vostro dispiacere, che da due giorni è anche il mio. Ma quello che vi voglio dire è che voi, parte sana del Corpo, non dovete preoccuparvi di nulla”. Con queste parole il comandante della polizia locale di Roma Capitale ha voluto rassicurare gli agenti dopo quanto accaduto venerdì sera durante le prove della parata. Il messaggio, diffuso via radio questa mattina a tutte le pattuglie, arriva all’indomani dell’incidente provocato dall’accensione di alcune batterie di fuochi d’artificio da parte di quattro vigili urbani. Le esplosioni hanno spaventato i cavalli impiegati nella cerimonia, causando il fuggi fuggi degli animali e momenti di forte panico tra i presenti. Nel caos sono rimasti feriti tre militari e una poliziotta. Uno dei 35 cavalli scappati è rimasto gravemente ferito ed è stato abbattuto dal veterinario intervenuto sul posto. Un altro animale è stato recuperato soltanto questa mattina nei pressi del santuario del Divino Amore. “Dovete lavorare e continuare a lavorare a testa alta, con orgoglio. Perché voi siete l’orgoglio del Corpo, della città tutta e il mio orgoglio è quello anche dell’amministrazione”, ha aggiunto il comandante, invitando gli agenti a non lasciarsi condizionare dall’episodio. “Non vi curate di ciò che è successo, quello sarà compito mio. Voi siete estranei a tutto, lavorate in piena serenità e dimostrate ancora una volta quello che sapete fare”. (post aggiornato alle 16.10)
+++
AGGIORNAMENTI DEL 1° GIUGNO 2026
– SOSPESI QUATTRO VIGILI
Dalle verifiche interne all’indagine della Procura: la fuga dei cavalli finisce al vaglio dei magistrati romani. Ma intanto i quattro agenti sono già stati esclusi dai servizi operativi sul territorio. Trasmessa infatti ai Pm della Capitale una prima informativa dei carabinieri della compagnia Roma Centro che stanno lavorando, insieme alla polizia locale, per ricostruire quanto accaduto nella notte tra venerdì e sabato durante le prove della parata del 2 giugno, quando circa trenta cavalli si sono imbizzarriti dopo l’esplosione di alcuni fuochi d’artificio dandosi alla fuga lungo via Cristoforo Colombo. L’incartamento è ora all’attenzione dei magistrati di piazzale Clodio che dovranno valutare la posizione dei quattro agenti della municipale coinvolti. L’ipotesi è quella di procedere, oltre che per accensione di fuochi non autorizzata, anche per lesioni colpose. I cavalli, infatti, nella loro corsa sfrenata hanno ferito tre giovani soldati dei Lancieri di Montebello e una poliziotta ventinovenne. Gli investigatori hanno già acquisito video e testimonianze. Ma oltre alla catena di responsabilità da accertare con le indagini, la Polizia Locale di Roma Capitale ha voluto chiarire alcuni punti: “Questa usanza va avanti da anni. Anni. Di volta in volta c’è qualche plotone appartenente a qualsiasi corpo dell’arma o forze di polizia che sparava fuochi d’artificio”, ha spiegato il comandante Mario De Sclavis. “Ho filmati del 2021 e del 2022 dove si vedono i nostri plotoni, con in capo il comandante generale di allora”. Nei video, ha aggiunto, gli agenti “mentre sono schierati si girano e improvvisamente” dietro di loro “partono i fuochi d’artificio verso i quattro archi della Colombo. Quindi non c’è qualcosa di prestabilito”. Sul piano disciplinare, per quel che gli compete, il comandante ha già adottato i primi provvedimenti. Oltreché dalla parata del 2 giugno “le persone coinvolte saranno escluse dai servizi operativi”. Una misura presa, ha spiegato, “anche a tutela degli stessi”. E se per la sospensione si attende l’inchiesta, De Sclavis ha già ribadito che non farà “sconti a nessuno”, respingendo ogni tentativo di attribuire l’accaduto all’intero Corpo: “Noi domani sfileremo a testa alta”. Quanto alle cause dell’incidente, appunto, il capo della polizia locale ha definito l’episodio “un gesto sciocco” fatto con “ingenuità” legato a una consuetudine consolidata. I botti, ha sottolineato, “non sono stati sottratti da alcun sequestro” ma provenivano da una batteria acquistata regolarmente. “Non conoscevo neanche questa usanza – ha raccontato -. Ma ho appreso che nel vademecum dello Stato Maggiore c’è una nota che vieta questa pratica”. Tra intransigenza e comprensione umana, De Sclavis non ha dubbi sul gesto: “Lo hanno fatto con tutta l’ingenuità del mondo, ma non per questo non pagheranno per quello che hanno fatto”. Qualcosa però è andato storto per “il caso” la “iella” ha risposto. Resta ora da capire se le esplosioni che hanno spaventato i cavalli siano state soltanto quelle ammesse dagli agenti. Infatti i fuochi, secondo De Sclavis, sarebbero stati accesi “a circa 150/170 metri” dagli animali, circostanza che “fa sorgere il dubbio che possano essere state altre esplosioni”. Nel frattempo al comando sono già arrivate le prime richieste di risarcimento per i danni provocati alle auto dai cavalli in fuga. (Ansa)
– ESPOSTO DEL CODACONS
Sul caso dei cavalli in fuga a Roma durante le prove della parata del 2 giugno il Codacons presenta oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti del Lazio in cui si chiama in causa anche il corpo della Polizia Locale. “Abbiamo deciso di investire la magistratura penale e quella contabile affinché accertino le responsabilità sia dei singoli, sia dell’intero corpo di polizia. – spiega il Codacons – Chiediamo alla Procura di Roma di aprire una indagine alla luce delle possibili fattispecie di lesioni colpose, in relazione ai danni fisici riportati da alcuni militari dell’esercito e agenti delle forze dell’ordine, e maltrattamento di animali, in base all’art. 544 ter del codice penale”. Nell’esposto del Codacons si chiede di accertare le responsabilità penali dei 4 vigili urbani che, secondo le ricostruzioni, sarebbero coinvolti direttamente nell’incidente ma anche dell’intero corpo della Polizia Locale, verificando se l’accensione dei fuochi d’artificio sarebbe una tradizione “tollerata” da anni. L’associazione ha deciso inoltre di investire della questione anche la Corte dei Conti del Lazio, affinché verifichi eventuali danni erariali, considerati i costi sostenuti dalle amministrazioni pubbliche per la gestione dell’emergenza, l’impiego straordinario di personale e mezzi, le cure e l’assistenza prestate ai soggetti feriti, gli eventuali risarcimenti dovuti a terzi. (Ansa)
+++
AGGIORNAMENTO DEL 3 GIUGNO 2026 – INDAGATO IL VIGILE CHE HA ACCESO LA MICCIA DEI BOTTI
C’è un primo indagato nell’inchiesta della Procura di Roma sulla fuga di circa trenta cavalli al termine delle prove per la parata del 2 Giugno. Si tratta di un agente della Polizia municipale che avrebbe acceso i fuochi d’artificio scatenando la reazione degli animali che hanno seminato il panico tra gli automobilisti che transitavano in via Cristoforo Colombo. Nei confronti dell’indagato i pm di piazzale Clodio, coordinati dall’aggiunto Giuseppe De Falco, contestano i reati di lesioni colpose e accensioni ed esplosioni pericolose aggravate. L’episodio risale alla notte tra venerdì e sabato scorsi quando una serie di esplosioni ha scatenato la reazione dei cavalli che sono scappati via impauriti. Nel corso della corsa sfrenata sono rimaste ferite quattro persone: tre giovani soldati dei Lancieri di Montebello e una poliziotta di 29 anni. Le indagini, affidate ai carabinieri della compagnia Roma Centro insieme alla polizia locale, hanno già portato alla trasmissione di una prima informativa ai magistrati che hanno poi proceduto all’iscrizione nel registro degli indagati dell’agente. Gli investigatori, anche grazie ad una serie di video e testimonianze finite agli atti, stanno ricostruendo la dinamica di quanto avvenuto. Al vaglio degli inquirenti resta anche la posizione di altri tre agenti della municipale presenti durante l’episodio. Sul piano disciplinare, il comando della Polizia Locale di Roma Capitale ha già adottato i primi provvedimenti: i quattro agenti coinvolti sono stati esclusi dai servizi operativi sul territorio e dalla partecipazione alla parata. “Questa usanza va avanti da anni”, ha spiegato il comandante della Polizia locale Mario De Sclavis, sottolineando come vi siano filmati risalenti al 2021 e al 2022 in cui durante le prove venivano accesi fuochi d’artificio. Il gesto, tuttavia, è stato definito dallo stesso comandante “sciocco” e compiuto con “ingenuità”, pur nell’ambito di una consuetudine non formalizzata. Secondo quanto emerso, i fuochi non provenivano da materiale sequestrato ma da una batteria acquistata regolarmente. Resta però da chiarire se le esplosioni che hanno spaventato i cavalli siano state esclusivamente quelle ammesse dagli agenti. Un elemento al vaglio è anche la distanza tra il punto di accensione e gli animali, stimata tra i 150 e i 170 metri, circostanza che potrebbe aprire a ulteriori accertamenti. Intanto sono già arrivate le prime richieste di risarcimento per i danni provocati alle auto dai cavalli in fuga. (Ansa)
Su 24zampe: Un caso di rabbia canina a Vittorio Veneto (Tv): vaccinazioni a tappeto per cani e gatti