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La cimice asiatica colpisce l’agricoltura: danni per 600 milioni

E’ di 350 milioni di euro nell’area del Nord e di 250 milioni nel resto d’Italia l’ammontare dei danni causati dalla cimice asiatica al comparto agricolo, soprattutto frutticolo. Le specie colpite sono oltre 300. E’ quanto dichiarato oggi da Piero Genovesi, responsabile del servizio per il coordinamento delle attività della fauna selvatica dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) intervenuto in audizione alla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati per il contrasto alla diffusione della cimice. Ora, dopo il via libera con Dpr alle norme necessarie all’immissione sul territorio di specie e popolazioni non autoctone identificate nelle vespe samurai per contrastare la diffusione di insetti alieni come la cimice, “si lavora – ha detto Genovesi – ai criteri in deroga”.

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CIMICE ASIATICA, LA XYLELLA DEL NORD: DIMEZZATA LA RACCOLTA DI PERE IN EMILIA ROMAGNA

“Le Regioni dovranno presentare i piani di rischio. E l’Ispra avrà parere non vincolante, ma di fatto obbligatorio. Prevedo un tempo di lavoro non breve”, ha poi specificato. Nei giorni scorsi la collega del Sole 24 Ore Micaela Cappellini stimava in circa 120 milioni di euro il danno soltanto per la produzione di pere emiliane: “Se non si interverrà in tempo, per il Nord Italia la cimice asiatica rischia di diventare quello che la Xylella è stata per la Puglia”, scriveva sul Sole del 27 settembre scorso. In Emilia Romagna, dove si producono il 70% delle pere italiane e il 30% di tutte le pere europee, quest’anno, i 5mila produttori della regione raccoglieranno 250mila tonnellate di pere, la metà del 2018.