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Orso morto nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Il Trentino ha deciso: Fugatti autorizza la cattura dell’orso M49

AGGIORNAMENTO DEL 30 GIUGNO 2019 – COSTA: “TRENTO NON CATTURI L’ORSO”. FUGATTI: “E’ UN DOVERE”

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POST DEL 28 GIUGNO 2019

L’orso M49 sarà catturato. I danni causati dal plantigrado, che ha ormai tre anni, nel corso degli ultimi mesi hanno spinto la Giunta provinciale di Trento a prendere una decisione: “Oggi ho comunicato alla Giunta di aver dato mandato alla cattura di M49. Il via libera ci sarà con una mia ordinanza. Non attendiamo più la pronuncia del ministro e diamo mandato alle strutture provinciali di procedere alla cattura di M49. Non vogliamo attendere il rischio di un attacco all’uomo. Se il ministero non ci dà risposte – come preannunciato nell’ultimatum di due settimane fa – le risposte le daremo noi, assumendoci le nostre responsabilità perché stiamo dando risposta a tutela della sicurezza pubblica”, ha spiegato il presidente della Provincia autonoma, Maurizio Fugatti.

UNA VOLTA CATTURATO “ANDRA’ A VIVERE IN UNA SITUAZIONE PROTETTA”

L’orso M49, ha aggiunto l’assessore all’agricoltura, Giulia Zanotelli, è il responsabile dell’80% dei danni causati dai grandi carnivori in Trentino nel 2019. L’animale è attivo soprattutto nella zona delle Giudicarie, dove ha commesso numerosi danneggiamenti agli allevatori e attacchi al bestiame. “Noi siamo entrati in carica ad ottobre 2018, quando il problema non c’era perché gli orsi erano in letargo ma le strutture provinciali ci avevano già informato della presenza di un esemplare problematico”, ha spiegato Fugatti. La tempistica della cattura non è certa, ma – ha assicurato il presidente – una volta preso, M49 “andrà a vivere in situazione protetta e sicura per la sua incolumità”.

FUGATTI: “COSTA NON HA MAI RISPOSTO ALLE NOSTRE LETTERE”

In questi mesi il presidente della Provincia ha inviato diverse lettere al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, senza ricevere risposta: “Abbiamo scritto il 22 febbraio a ministero e Ispra ma non abbiamo avuto riscontro. Il 15 aprile avevamo scritto una seconda lettera confermando il comportamento problematico dell’animale. Il 30 maggio avevamo inviato una terza lettera, in cui chiedevamo la captivazione. Ma anche qui nessuna risposta”.

“NON POSSIAMO PIU ASPETTARE, GIA’ TROPPI ANIMALI MORTI”

Un’altra lettera è stata inviata il 20 giugno, successiva all’incontro del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Poi l’ultima missiva, quella del 27 giugno, in cui la Provincia di Trento conferma il pericolo per la pubblica incolumità e la sicurezza e ribadisce la richiesta urgente di autorizzazione alla cattura. Quindi l’epilogo odierno: “Non possiamo più aspettare risposte dal ministero – dice Fugatti – quindi riteniamo di aver fatto la scelta giusta. Quando lo Stato non dà risposte lo fa il Trentino autonomo. Certo saremmo stati più felici se ci avessero autorizzato con la lettera di febbraio, così non sarebbero morti decine e decine di animali”.

  • Dario |

    Mal fatto
    Mal fatto perché la montagna non è solo degli umani ma anche degli animali. Questo bisogna vi entri in testa al più presto!
    Mal fatto perché questo signore ha una visione antropocentrica antistorica e antitetica al pensiero sempre più a favore della biodiversità,
    Ben venga una direzione contraria all’autonomia, è necessaria, sopratutto sulle questioni ambientali, un visione e direzione centrale. Basta con questi “superuomini” dal pensiero ottuso e con una concezione del mondo egoista e medievale

  • Andrea |

    Ben fatto e’ ora e tempo che i politici si assumano le responsabilita’.w le autonomie e ritorniamo al rispetto degli usi civici.Noi di montagna siamo operativi poche chiacchere ma fatti.A non decidono ma e’ anche il sistema di scaldare solo i banchi.

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