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Costa: “Trento non può catturare l’orso M49”. Fugatti: “Un dovere farlo”

AGGIORNAMENTO DEL 10 LUGLIO 2019 -RICHIESTA DI SOSPENSIVA DI LNDC RESPINTA DAL TAR TRENTO

Il Tribunale di giustizia amministrativa di Trento ha respinto l’istanza avanzata dalla Lndc – Lega nazionale per la difesa del cane con la quale si chiedeva la sospensione degli effetti dell’ordinanza, emanata lo scorso primo luglio dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, per la cattura dell’orso M49. “Il provvedimento contestato – scrivono i giudici – appare congruamente e non illogicamente motivato in ordine alle esigenze di interesse pubblico che intende tutelare; interesse che nella comparazione complessiva appare prevalente, anche atteso che l’esecuzione dell’ordinanza si sostanzia nella mera cattura dell’animale”.

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AGGIORNAMENTO DEL 4 LUGLIO 2019 – COSTA: “CATTURA DECISA GIUSTAMENTE DA FUGATTI IN AUTONOMIA”
“La cattura dell’orso è stata una scelta del presidente Fugatti, io non concordo però lui giustamente nella sua autonomia ha preso questa decisione, io in parallelo ho chiesto un parere ufficiale al Consiglio di Stato. Lasciando da parte le carte ho chiesto al presidente Fugatti di farsi assistere da Ispra per quanto riguarda la tutela dell’animale”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa a margine della presentazione del rapporto Ecomafia2019 di Legambiente. (Ansa)
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AGGIORNAMENTO  DEL 3 LUGLIO 2019 – COMUNICATO DI LAV, LAC E ENPA: CATTURA NON SI TRASFORMI IN UCCISIONE
“Nel periodo compreso tra il 2006 e il 2014, la Provincia di Trento ha ucciso ben tre orsi nel corso di tentativi di cattura, un triste primato che allarma le associazioni a due giorni dall’emissione dell’ordinanza che dispone la cattura dell’orso M49”. Lo affermano Lav, Lac e Enpa in una nota, ricordando il giovane orso annegato nel lago di Molveno per l’utilizzo di un fucile a sedativo durante l’operazione di radio-collaraggio del 2008, il soffocamento dell’orso JJ5 durante un tentativo di cattura a Monte Terlago nel 2012 e l’orsa Daniza, che nel 2016 è stata destinataria di un’ordinanza di cattura contingibile e urgente, poi morta per le complicanze determinate dall’iniezione di anestetico. Secondo Lav, alla luce di questi fatti, l’ordinanza del presidente Fugatti – si legge in una nota – “assume un profilo ancora più inquietante perché l’ipotesi di traslocazione dell’orso M49 in altre zone, azione prevista dal Pacobace in alternativa alla cattura, non è stata neppure presa in considerazione”. Le associazioni comunicano di aver “affidato ai nostri legali il mandato di valutare i contenuti dell’ordinanza di cattura di M49, così da predisporre le migliori azioni giudiziarie congiunte che garantiscano la vita dell’orso”.
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AGGIORNAMENTO DEL 2 LUGLIO 2019 IN CODA – MANIFESTAZIONE LAV A TRENTO
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AGGIORNAMENTO DEL 2 LUGLIO 2019 IN CODA – LA POSIZIONE DEL PARTITO ANIMALISTA EUROPEO
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AGGIORNAMENTO DEL 2 LUGLIO 2019 IN CODA – LA POSIZIONE DI BRAMBILLA: “INACCETTABILE”
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AGGIORNAMENTO DEL 1° LUGLIO 2019 – FUGATTI FIRMA PER CATTURARE L’ORSO M49
Come annunciato nei giorni scorsi, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha firmato oggi l’ordinanza con la quale si dispone la cattura dell’orso M49. Nel testo del provvedimento, in cui viene ricordato come l’orso in questione si sia reso responsabile di numerosi danneggiamenti al patrimonio zootecnico e di ben 3 tentativi di intrusione in locali produttivi o privati, si evidenzia come anche l’Ispra, nel suo parere del 18 giugno scorso, abbia riconosciuto l’esistenza dei presupposti, indicati dal Piano Pacobace, per i quali è prevista la captivazione.  Si incarica, pertanto, il Servizio foreste e fauna della Provincia, mediante il Corpo forestale trentino, di procedere alla rimozione dell’orso M49, con la cattura per captivazione permanente, onde evitare il ripetersi di situazioni di pericolo per l’incolumità e la sicurezza pubblica. (Ansa)
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POST DEL 30 GIUGNO 2019
Sull’orso M49 continua il botta e risposta a distanza tra Trento e Roma. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha risposto su facebook all’annuncio del governatore della provincia autonoma Maurizio Fugatti di aver deciso di catturare l’orso senza attendere l’autorizzazione del ministero: “Il presidente della provincia di Trento ha dato ordine di catturare M49 ma non può farlo – ha scritto Costa -: manca la deliberazione ufficiale da parte dei tecnici che confermino la sua effettiva pericolosità per l’uomo”. Fugatti però non lascia trascorrere che poche ore per replicare: “Non si tratta di voler fare strappi – scrive da Trento – ma di prendere atto che la situazione è ormai insostenibile e che garantire la sicurezza di allevatori e cittadini in genere è un dovere primario, dal quale non ci si può sottrarre”. Deludendo forse Enpa, che dopo le parole di Costa aveva auspicato “che, di fronte all’autorevole presa di posizione del titolare dell’Ambiente, il presidente Fugatti e la Provincia di Trento rinunciassero a un pericoloso braccio di ferro con il governo centrale”. Di sicuro per gli animalisti è più facile condividere le preoccupazioni della Protezione animali quando ricorda, insieme a Lav e Lac, “che l’orsa Daniza morì proprio durante un tentativo di cattura”.
COSTA: UN ORSO VA CATTURATO SE E’ PERICOLOSO, NON SE E’ DANNOSO
L’orso M49, tre anni, “è da tempo attenzionato e l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), interpellato dal Ministero dell’Ambiente, ha sempre e costantemente prodotto pareri e relazioni, debitamente comunicate alla provincia autonoma di Trento, e nelle prossime ore, presumibilmente già domani, ce ne sarà una aggiornata e sollecitata da quanto emerso nell’ultimo Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica”. Sono parole del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, scritte oggi su Facebook. Costa ricorda che “le istituzioni locali avrebbero provato che l’orso potrebbe essere pericoloso per la pubblica incolumità perchè eccessivamente confidente. Fino ad oggi lo è stato sì, ma non con l’uomo, sebbene si sia avvicinato e sia entrato, in cerca di cibo, in strutture come una stalla e una casa estiva in quel momento non abitata. E’ una differenza sostanziale: perchè se l’orso è considerato dannoso, cioè che provoca dei danni, risarcibili, non ne è prevista la cattura. Se è pericoloso, invece sì. La decisione da prendere sta tutta in questa domanda a cui sono i tecnici specializzati e quindi l’Ispra, che devono dare una risposta: l’orso è pericoloso per l’uomo? Si avvicinerebbe a una casa abitata? A una scuola, a un gruppo di persone in gita?”. Costa aggiunge che “anche il comitato convocato ad hoc dal prefetto di Trento non ha ancora preso una decisione sulla cattura, perchè sono i tecnici a dover esaminare, valutare, e parlare. Il loro parere è dirimente”.
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AGGIORNAMENTO DEL 2 LUGLIO 2019 – LA POSIZIONE DI BRAMBILLA
“Quella del presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti, che dispone la cattura dell’orso M49 per tenerlo in cattività per sempre, è una decisione inaccettabile, contro la quale combatteremo senza sosta”. A dirlo è Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana difesa animali e ambiente e del Movimento animalista. “Si tratta anzitutto – ha aggiunto Brambilla – di una decisione illegittima dal momento che, come ha avuto modo di ribadire il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, la cattura di un plantigrado non può avvenire senza una deliberazione del prefetto per motivi di sicurezza pubblica o dopo una precisa analisi dell’Ispra, il cui ruolo è fondamentale”. “Nel caso di M49 – prosegue Brambilla – non siamo certo di fronte a un animale pericoloso per l’incolumità pubblica, visto che non si è mai reso protagonista di episodi di avvicinamento o attacchi a persone. Il fatto che in passato sia stato solo ‘dannoso’ per attività economiche come allevamenti, apiari o frutteti non giustifica in alcun modo la scelta di rinchiuderlo a vita in un recinto. Il bosco è la casa degli orsi e di tutti gli esseri viventi: noi siamo ospiti come loro di questa ‘Arca planetaria’ e rispettare la loro libertà è pertanto un dovere morale”.
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AGGIORNAMENTO DEL 2 LUGLIO 2019 – LA POSIZIONE DEL PARTITO ANIMALISTA EUROPEO
In relazione alla vicenda dell’orso M49, per il quale la Provincia autonoma di Trento ha chiesto la cattura, il Partito animalista europeo ha inviato al Corpo forestale trentino una diffida a non dare esecuzione all’ordinanza firmata dal presidente Fugatti, e nello stesso tempo ha invitato la Procura di Trento ad effettuare un sequestro preventivo di tutti gli esemplari di orso che vivono in Trentino, “onde impedire che taluno esemplare di detta specie venga illegittimamente sottoposto alle operazioni di cattura indicate dall’ordinanza provinciale”. Il Partito animalista chiede inoltre al commissario del governo e al questore di Trento di “adottare con urgenza tutti gli atti opportuni e necessari al fine assicurare il rispetto delle normative a tutela della specie orso”.
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AGGIORNAMENTO DEL 2 LUGLIO 2019 – MANIFESTAZIONE LAV A TRENTO
Al grido di #M49nonèpericoloso e #fugattistaisereno gli attivisti di Lav sono “andati sotto il palazzo della Provincia, della Regione, della Prefettura e in piazza Duomo a Trento per ribadire che l’orso non è pericoloso e quindi la sua cattura è illegale – scrivono gli animalisti sul proprio sito -. Lo dimostrano gli stessi documenti prodotti dalla Provincia, che affermano che M49 ha sempre evitato l’incontro con l’uomo: la stessa squadra che avrebbe dovuto catturarlo, ha confermato che l’orso è fuggito appena avvertita la loro presenza nei pressi di una malga, ancor prima di riuscire ad avere con lui un contatto visivo. L’orso ha semplicemente fatto l’orso: ha cercato cibo dove questo era disponibile, come tra gli animali negli allevamenti incustoditi e non protetti. E’ stato sufficiente predisporre recinti di prevenzione perché non si verificasse più alcuna predazione”, concludono.
  • Dario |

    Ecco perché l’autonomia è un non senso. Spero che Costa, il miglior ministro degli ultimi anni, fermi questo personaggio e le sue delibere.

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