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FILE - In this May 27, 2015, file photo, volunteer Ben Merritt, a graduate student at the University of Cincinnati, checks honeybee hives for queen activity and performs routine maintenance as part of a collaboration between the Cincinnati Zoo and TwoHoneys Bee Co., in Mason, Ohio. A common and much-criticized pesticide dramatically weakens already vulnerable honey bee hives, according to a new massive in-the-field study in three European countries. For more than a decade, the populations of honey bees and other key pollinators have been on the decline. Other studies, mostly lab experiments, have pointed to problems with the insecticides called neonicotinoids, but the new research done in Britain, Hungary and Germany is the largest field study yet.(AP Photo/John Minchillo, File)

Fai: c’è un racket che organizza furti di alveari e la “tratta delle api regine”

Sono sempre più frequenti e mirati i furti di alveari in Italia, tanto da parlare ormai di una vera e propria “tratta delle api regine”. E’ l’allarme della Fai-Federazione Apicoltori Italiani, nel denunciare un fenomeno che, nel giro di pochi anni, ha assunto dimensioni nazionali con intensità e frequenze mai viste in passato. Il caso denunciato a Torino qualche giorno fa, dove ad un giovane apicoltore hanno rubato 34 alveari, è solo l’ultimo di una lunga serie. Secondo la Fai-Federazione Apicoltori Italiani, il furto sistematico di interi apiari lascia presupporre l’esistenza di un vero e proprio mercato “giallo-nero” che insidia e mina le basi dell’apicoltura e spezza le gambe a chiunque abbia investito per integrare il proprio reddito. Una stangata per i produttori, dal momento che un’arnia (che può contenere dalle 20mila alle 80mila api), costa circa 300 euro, più i costi di apicoltura per indurla a produrre miele.

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RUBARE LE API RIENTRA A PIENO TITOLO NEL REATO DI ABIGEATO

“Un fenomeno che sa di criminalità organizzata – sottolinea il presidente degli Apicoltori italiani Raffaele Cirone – e che deve essere contrastato con strumenti adatti, oltre a quelli già disponibili come ad esempio polizze assicurative, videosorveglianza, arnie con antifurto e tracciamento satellitare”. Secondo l’associazione rubare le api rientra a pieno titolo nel reato di abigeato, con furto aggravato di migliaia di alveari, prima sottratti e poi ricettati. “Facciamo appello alle forze dell’ordine – conclude Cirone – affinché indirizzino la loro attenzione anche verso questo particolare genere di reato”. In Spagna, dove il fenomeno ha prodotto furti per quasi un milione di euro nel 2017 e danni ancora maggiori nel 2018, i produttori hanno introdotto: telesorveglianza, rete di videocamere e di antifurti senza fili, microscopici Gps a largo raggio.
UNA STARTUP ROMAGNOLA PRODUCE ANTIFURTI PER LE ARNIE

In Italia ci sono diversi operatori – Arniasat, Safebee, Spyproject, 3bee hive-tech tra gli altri – che offrono dispositivi satellitari di sorveglianza delle arnie. Beeing, startup romagnola, con il marchio AntifurtoArnia commercializza da ormai vari anni i propri gps B-Secure, speciali device miniaturizzati in grado di localizzare le arnie e mapparne i movimenti. “Appena l’arnia viene mossa – spiegano – il gps si attiva e l’apicoltore vede nello smartphone la mappa con gli spostamenti in tempo reale delle arnie rubate”. Il dispositivo, che funziona con sim multioperatore, è frutto di vari anni di ricerca, miniaturizzato e quasi completamente invisibile.

  • Marzo 2019 – Morìa di api a Udine, il gip sequestra i terreni: “Non piantate mais conciato”
  • Febbraio 2019 – La Lombardia stanzia 3,2 milioni di euro per sostenere l’apicoltura
  • Aprile 2018 – Va meglio per le api Usa, più lontano lo spopolamento degli alveari