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This picture taken in Godewaersvelde, northern France, on July 24, 2015 shows a bee on a leaf. AFP PHOTO / PHILIPPE HUGUEN

Morìa di api a Udine, il gip sequestra i terreni: “Non piantate mais conciato”

AGGIORNAMENTO DEL 25 APRILE 2019 –  LA PROCURA DI UDINE RICORRE IN CASSAZIONE

La Procura di Udine ha depositato un ricorso per Cassazione avverso il secondo provvedimento del Tribunale del Riesame di Udine che ha disposto il dissequestro di alcuni campi coltivati a mais a cui erano stati apposti i sigilli “con inibizione per l’anno 2019 alla coltivazione di mais conciato con qualsivoglia principio attivo tossico per le api” nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura sulla moria delle api nelle campagne friulane. Il ricorso è stato redatto dal pm titolare del fascicolo Viviana Del Tedesco e vistato dal Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo. “In questa materia le norme sono di recente introduzione. Non c’è ancora una diffusa elaborazione giurisprudenziale – spiega il Procuratore – tra la nostra interpretazione e quella opposta del Riesame attendiamo il vaglio della Cassazione, di cui attendiamo l’ultima parola”. La Procura non ha impugnato invece un altro provvedimento di dissequestro che era stato pronunciato da altro collegio del Tribunale del Riesame. (Ansa)

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POST ORIGINALE

E’ in corso da stamani da parte del Corpo forestale regionale l’esecuzione di decreti di sequestro preventivo di una serie di terreni in vari comuni della provincia di Udine con l’inibizione per l’anno 2019 alla coltivazione di mais conciato con qualsiasi principio attivo tossico per le api. I provvedimenti sono stati emessi dai gip del tribunale di Udine su richiesta della Procura nell’ambito di un’inchiesta condotta dal pm Viviana Del Tedesco che ipotizza il reato di inquinamento ambientale per l’uso nella semina di mais di un fitofarmaco – consentito dalla legge – impiegato però in maniera difforme dalle prescrizioni di sicurezza. L’indagine si è sviluppata dopo la segnalazione da parte degli apicoltori di fenomeni di spopolamento e moria delle api da miele. (Ansa)

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AGGIORNAMENTO DEL 6 MARZO 2019 – I DETTAGLI DELL’INCHIESTA

Sono ben 236 i fondi agricoli in diversi comuni della provincia di Udine sequestrati da parte del Corpo forestale regionale nell’ambito di un’inchiesta avviata lo scorso anno dalla Procura di Udine sul fenomeno dello spopolamento e della moria di api nelle campagne friulane. Ipotesi di reato: inquinamento ambientale. Al momento sono indagate 152 persone tra titolari di aziende agricole, conduttori dei fondi, esecutori delle semine e beneficiari dei contributi Pac. Il provvedimento di sequestro non prevede il divieto assoluto di utilizzo del terreno ma è limitato al divieto di coltivazioni che richiedano la concia del seme o il trattamento della pianta con insetticidi tossici per le api. Su richiesta della Procura il sequestro è stato disposto “con le modalità meno invasive, e cioè nella sola forma dell’inibizione”.

Pertanto “qualsiasi altro impiego dei terreni in questione è consentito ed a tal fine i terreni rimangono nella disponibilità dei rispettivi proprietari o affittuari”, spiega la Procura di Udine in una nota a firma del Procuratore capo Antonio De Nicolo, diramata all’indomani dell’avvio delle attività di esecuzione di tre decreti di sequestro preventivo emessi da due gip del Tribunale di Udine su conforme richiesta della Procura. “I provvedimenti riguardano 236 terreni agricoli, nei quali gli elementi probatori acquisiti nel corso dell’indagine compiuta da questa Procura hanno dimostrato che nell’anno 2018 vi è stato un uso massiccio di fitofarmaci in difformità delle severe prescrizioni di sicurezza per essi previste, sicché vi è stata una significativa compromissione dell’ambiente: pertanto stato ipotizzato nei confronti di 152 persone sottoposte a indagine il delitto di inquinamento ambientale”, precisa la nota della Procura.

Le indagini sono partite nella primavera scorsa dopo le segnalazioni di alcuni apicoltori di un’elevata moria di api registrata negli alveari prossimi a terreni agricoli coltivati a mais e sono “la naturale prosecuzione di quella già avviata dalla Procura di Udine nei confronti di ulteriori 21 soggetti indagati, destinatari a suo tempo di un analogo decreto di sequestro preventivo”. La precedente inchiesta – incentrata principalmente sull’impiego dei neonicotoinoidi, sostanza vietata per legge – si è chiusa a ottobre con altrettanti patteggiamenti. Dall’attuale indagine, invece, sarebbe emerso l’utilizzo per la concia dei semi di mais non più di neonicotoinoidi, bensì di un altro prodotto fitosanitario il cui uso è lecito e consentito purché avvenga nel rispetto di stringenti prescrizioni che la Procura contesta siano state violate. La presenza di sostanze tossiche sarebbe stata rilevata in alcuni campioni di api, miele e cera analizzati nel corso delle indagini dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie sempre per conto della Procura. Gli accertamenti hanno riguardato i terreni rientranti nel raggio di ‘pabulazione’ delle api, ovvero l’area in cui questi insetti si spostano per cercare acqua e polline, degli apiari in cui si sono verificati gli spopolamenti.

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AGGIORNAMENTO DEL 6 FEBBRAIO 2019 – LEGAMBIENTE: “SODDISFAZIONE E INQUIETUDINE”

Legambiente accoglie con “soddisfazione e inquietudine” la notizia del sequestro preventivo, iniziato ieri, di una serie di campi di mais in vari comuni della provincia di Udine, con l’inibizione per l’anno 2019 alla coltivazione di mais conciato con qualsiasi principio attivo tossico per le api, in seguito a un’indagine partita dalla segnalazione da parte degli apicoltori di fenomeni di spopolamento e moria delle api. “Fortunatamente – commenta il presidente di Legambiente Stefano Ciafani – è possibile, oggi, intervenire in casi come questo, grazie alla Legge sugli ecoreati, la 68/2015, ipotizzando come lo ha fatto la procura di Udine il reato di inquinamento ambientale per l’impiego di un fitofarmaco in maniera difforme dalle prescrizioni da osservare”. L’inchiesta friulana non parla di neonicotinoidi adoperati illegalmente, da tempo noti alle cronache come responsabili della moria delle api (già messi parzialmente al bando dalla Ue), ma di un altro insetticida, il Methiocarb, contenuto nel Mesurol 500 Fs prodotto da Bayer, di elevata tossicità nonostante sia legale. (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

  • Corrado |

    La procura ha preso un grosso abbaglio: le api sono morte un mese prima dell’inizio delle semine con il fitofarmaco “incriminato”, questo l’ho visto con i miei occhi. Lo spopolamento denunciato ad aprile 2018, infatti, si riferisce a marzo 2018, un mese prima che iniziasse la semina del mais (ciò si evince dagli atti processuali, non me lo invento io, l’ha scritto la procura nero su bianco).
    Stavolta la colpa potrebbe essere degli apicoltori stessi, che potrebbero non aver alimentato abbastanza le loro api durante l’inverno e l’inizio della primavera, per esempio.
    Ma è più comodo trovare la colpa da qualche altra parte, piuttosto che ammettere un proprio errore, ovviamente …

  • Dario |

    Non sarà oggi, Non sarà domani, ma per chi ancora NON l’ha capito È l’inizio della FINE

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