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Steve McCurry - Al Ahmadi, Kuwait - Anno: 1991 - L’immagine dei cammelli su un fondale infuocato risale alla fine della prima Guerra del Golfo. McCurry aveva dedicato l’intero servizio all’impatto della guerra sul sistema ecologico e sulla fauna. La foto vinse il primo premio della Children Jury del World Press Photo Contest 1992. Bambini di tutto il mondo avevano votato questa immagine che continua a essere un’icona assoluta, un monito sui rischi che l’uomo arreca al futuro del pianeta

Agenda animale, gli appuntamenti del weekend del 29-30 dicembre 2018

Per segnalazioni scrivere entro il giovedì a 24zampe@ilsole24ore.com o a twitter@24zampe

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Il manifesto della mostra al Mudec di Milano, aperta dal 16 dicembre 2018 fino al 31 marzo 2019

MUDEC PHOTO “ANIMALS”, MILANO, FINO AL 31 MARZO 2019

Una selezione di scatti di animali del grande fotografo americano Steve McCurry tiene a battesimo il Mudec Photo, il nuovo spazio espositivo del Museo delle Culture di Milano dedicato alla fotografia d’autore. Da domenica prossima, 16 dicembre, al 31 marzo 2019 “Animals” propone 60 immagini che raccontano l’indissolubile legame tra animale e uomo. Il progetto della curatrice Biba Giacchetti nasce pensando alle foto che McCurry nel 1992 scatta nel Golfo Persico, da dove torna con un reportage sul disastroso impatto ambientale e faunistico nei luoghi del conflitto. Le immagini-icone dei cammelli che attraversano i pozzi di petrolio in fiamme e degli uccelli migratori interamente cosparsi di petrolio aiutano McCurry a conseguire il prestigioso Word Press Photo, assegnato quell’anno da una giuria composta da bambini di tutte le nazioni. Ma in mostra si trovano anche animali come via alla sopravvivenza, quelli da lavoro, alcuni talvolta sfruttati come unica risorsa a una condizione di miseria, altre volte amati e riconosciuti come compagni di vita per alleviare miserie, o semplicemente per una forma di simbiotico affetto. E poi racconti più soavi, poetici o ironici, come il cane fashionista tinto di rosa a Hollywood, il serpente a guisa di collana in un supermercato americano o i due topolini bianchi sulle spalle del ragazzo indiano scelti come testimonial della mostra. Info qui. (nella foto sopra Steve McCurry – Al Ahmadi, Kuwait – Anno: 1991 – L’immagine dei cammelli su un fondale infuocato risale alla fine della prima Guerra del Golfo. McCurry aveva dedicato l’intero servizio all’impatto della guerra sul sistema ecologico e sulla fauna. La foto vinse il primo premio della Children Jury del World Press Photo Contest 1992. Bambini di tutto il mondo avevano votato questa immagine che continua a essere un’icona assoluta, un monito sui rischi che l’uomo arreca al futuro del pianeta).

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PINGUINI AL BIOPARCO, ROMA, FINO AL 6 GENNAIO 2019

I pinguini del Capo sono animali a serio rischio di estinzione: all’inizio del XX secolo se ne contavano 2 milioni e mezzo, oggi ne sopravvivono appena 50 mila. Per questo il Bioparco di Roma, da sempre impegnato nella conservazione della biodiversità attraverso i programmi coordinati a livello europeo, ha accolto nove coppie di  pinguini del Capo (Spheniscus demersus), provenienti dallo Zoo di Bristol e da Zoom Torino. Le principali cause del drastico declino di questi uccelli sono l’inquinamento petrolifero e l’invasione delle plastiche nel mare, il prelievo illegale delle uova, la riduzione delle prede causata dall’attività antropica. Al Bioparco di Roma gli animali hanno a disposizione un’ampia area di circa 400 mq  in cui è stato ricreato l’ambiente asciutto e luminoso delle spiagge sudafricane, con rocce naturali, un mix speciale di ghiaia e piante di origine sudafricana. L’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) ha classificato il pinguino del Capo come endangered, ovvero a rischio di estinzione in natura. Per questo i pinguini del Bioparco sono inseriti nel programma europeo di conservazione in cattività per le specie minacciate di estinzione denominato EEP (European Endangered species Programme) con l’obiettivo di mantenere una popolazione di animali in cattività geneticamente sana per eventuali ripopolamenti in natura. Il progetto è coordinato dall’EAZA (Unione Europea Zoo e Acquari), di cui il Bioparco è membro. Il Bioparco sostiene la The Southern African Foundation for the Conservation of Coastal Birds (Sancoob) organizzazione che ha come obiettivo la conservazione del pinguino del Capo e di altri uccelli marini attraverso la ricerca, la sensibilizzazione, il recupero e il rilascio in natura di individui feriti o vittime delle fuoriuscite di petrolio. Ogni anno l’associazione presta soccorso a 2.500 uccelli marini, di cui 1.500 sono pinguini. Nei giorni 28, 29, 30 dicembre e 5 e 6 gennaio presso la nuova area pinguini saranno organizzate delle attività ludico-didattiche a tema rivolte alle famiglie, mentre dal 28 dicembre al 6 gennaio tutti i giorni si svolgeranno due appuntamenti con il pasto dei pinguini, alle ore 12.15 e alle 16.00. (Comunicato)

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GIORNI BESTIALI, MILANO, FINO AL 25 GENNAIO 2019

Massimo Caccia è un artista di Vigevano che da anni disegna, dipinge e ritrae solo animali. Da oggi e fino al 25 gennaio 2019 (ma con una pausa dal 21 dicembre al 7/1 compresi) la Galleria l’Affiche di Milano (via dell’Unione 6 – 20122 Milano, 02.86450124) ospita la mostra delle sue opere raccolte nel libro-catalogo “Giorni Bestiali”: 365 piccoli ritratti di animali, uno per ogni giorno dell’anno, disegnati su carta in misura 23 x 23 cm e incorniciati. Si tratta di una rassegna di “animali coinvolti in contrattempi improbabili, quasi drammatici, a volte sadici, comunque solenni. Le spossanti sfighe quotidiane, i paradossi destabilizzanti e assoluti: enigmatici casi della vita che invece di capitare a noi capitano, grazie a Dio, a bestie attonite che, a guardarle bene, ci ricordano amici vicini e lontani, e quindi ci assomigliano”, spiega la presentazione della mostra. All’Affiche saranno esposti da oggi 365-18 disegni, cioè i 18 giorni che mancano alla fine dell’anno: ogni mattina un nuovo animale troverà spazio sulle pareti fino a completare il 2018. (nelle foto sopra alcuni dei “ritratti bestiali” di Massimo Caccia, qui una gallery)

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21 Settembre 2017 - Un giovane rinoceronte bianco del sud, drogato e bendato, sta per essere rilasciato allo stato selvatico nel Delta dell'Okavango, in Botswana, dopo il suo trasferimento dal Sud Africa per proteggersi dai bracconieri. Storia: I rinoceronti bianchi del sud sono classificati come "quasi in pericolo". Il corno di rinoceronte è molto apprezzato, specialmente in Vietnam e in Cina, per le sue proprietà medicinali percepite, e in luoghi è usato come droga ricreativa. I corni possono ottenere tra € 20.000 e € 50.000 per chilogrammo. Il bracconaggio in Sud Africa è salito da 13 rinoceronti all'anno nel 2007 a un massimo di 1.215 nel 2014, e sebbene queste cifre siano leggermente diminuite da allora, le perdite sono ancora insostenibili. Il Botswana sta salvando rinoceronti dai punti caldi del bracconaggio in Sud Africa e sta ristabilendo popolazioni nei suoi santuari naturali. Credit Neil Aldridge

MOSTRA FOTOGRAFICA, BARD (AO), FINO AL 6 GENNAIO 2018

Al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, fino al 6 gennaio 2019 c’è la mostra delle immagini dell’edizione n. 61 del World Press Photo. Vincitore assoluto del World Press Photo 2018 è il reportage “Crisi del Venezuela” del venezuelano Ronaldo Schemidt, fotografo della Agence France-Presse con uno scatto di un giovane in fuga, avvolto dalle fiamme, nel giorno della manifestazione contro il presidente Nicolás Maduro a Caracas nel maggio 2017. Qui su 24zampe una selezione di foto di animali esposte a Bard. Si va dai pinguini saltarocce dell’Africa meridionale in declino alle aquile calve che frugano tra i cassonetti dell’Alaska, dai cuccioli di elefante orfani abbandonati in Kenya alle tartarughe giganti che fanno i fanghi alle Galapagos. Scatti che mettono in luce, come tutti quelli del World Press Photo 2018, acluni tra aspetti cruciali del nostro tempo: in questo caso l’ambiente minacciato, le crisi ecologiche ma anche la bellezza della natura, che arriva a mozzare il fiato. Nella foto sopra, di Neil Aldridge, un giovane rinoceronte bianco del sud, drogato e bendato, sta per essere rilasciato allo stato selvatico nel Delta dell’Okavango, in Botswana, dopo il suo trasferimento dal Sud Africa per proteggerlo dai bracconieri.

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Inaugurazione della mostra ?Cani in posa, dall?antichità ad oggi? presso la Reggia di Venaria, Torino, 19 ottobre 2018 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

CANI NELL’ARTE, VENARIA REALE (TO), FINO AL 10 FEBBRAIO 2019

Aperta alla Reggia di Venaria, in provincia di Torino, la prima grande mostra d’Italia sul tema del cane nell’arte: “Cani in posa. Dall’antichità ad oggi”. L’esposizione, con sculture e dipinti eseguiti da alcuni fra i massimi artisti di tutti i tempi, da Pompei fino ad oggi, ha come oggetto la costante presenza del cane nel mondo dell’arte figurativa occidentale, spesso quale motivo accessorio della grande pittura di storia, ma anche come un genere vero e proprio coltivato dai pittori “animalisti” o da artisti completi cimentatisi in vari settori, sia con carattere autonomo che legato al genere del ritratto. Dopo la figura umana, il cane, “amico dell’uomo” per antonomasia, è l’animale da sempre più rappresentato dagli artisti, tradendo un legame affettivo e un’affinità elettiva che travalica gli aspetti del decoro formale. Presente in esposizione il mosaico pompeiano “Cave canem” del Museo Archeologico di Napoli e poi opere datate tra il ‘500 e il ‘700 di artisti come Jacopo Bassano, Frans Snyders, Luca Giordano, Sebastiano Ricci, Giovan Battista Tiepolo, Antonio Canova, fino a contemporanei come Eliott Erwitt e Keith Haring. A cura di Francesco Petrucci, è aperta fino a domenica 10 Febbraio 2019. Alla mostra, organizzata in collaborazione con Enci, sono ammessi cani di piccola e media taglia, con una certa elasticità. L’ingresso da martedì a domenica è a pagamento, 12 euro. (foto Alessandro Di Marco/Ansa)

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USA. New York City. 2000.

MOSTRA FOTOGRAFICA, TREVISO, FINO AL 3 FEBBRAIO 2019

Pelosi in mostra a Treviso: “Come gli umani, solo con più capelli” è il titolo dell’esposizione fotografica di Elliott Erwitt che apre sabato 22 settembre alla Casa dei Carraresi e dura fino al 3 febbraio 2019. Raccoglie parte della copiosa e originalissima produzione del grande fotografo dedicata al migliore amico dell’uomo, che si vanta di aver ormai ritratto migliaia di quattrozampe anche se, soprattutto nei primi decenni di carriera, quasi sempre a margine del proprio lavoro per l’agenzia Magnum. In un percorso originale dagli anni ’50 a oggi, sono esposti 80 scatti, tutti realizzati “dal punto di vista dei cani”, che indagano l’atteggiamento naturale e irriverente degli animali in contrapposizione a quello dei loro padroni. In mostra anche video, documenti e altro materiale dedicato al tema. Insieme all’Associazione Cinofila Trevigiana, Il Circolo Cinofilo di Pordenone e l’Enpa di Treviso, gli organizzatori hanno previsto una serie di incontri e lezioni pratiche a margine della mostra. Per saperne di più cliccare qui (nella foto sopra New York City 2000, una delle immagini in esposizione)

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DINOSAURI A MILANO, FINO AL 3 FEBBRAIO 2019

Fino al 3 febbraio 2019 alla Fabbrica del Vapore di Milano c’è Dinosaur Invasion, un parco giurassico a grandezza naturale che offre un’esperienza unica e dinamica di grande impatto: l’Invasione è di oltre 30 dinosauri da osservare ciascuno nel proprio ambiente, ricreato con cura in 17 isole interamente scenografate. Grazie alla tecnologia degli “animatronics”, sistemi tecnologici e robotici in grado di muovere le grandi e fedeli riproduzioni dei dinosauri, il visitatore è immerso in una giungla di piante artificiali, effetti speciali e luminosi robotizzati, che muovono il corpo la lingua, la bocca, gli occhi, la coda, le ali e gli artigli. Le creature sono state progettate e costruite sulla base delle indicazioni di un team di paleontologi professionisti per ricostruire anche i movimenti, fedeli al loro comportamento in natura. Un’esperienza che comunque non tralascia gli aspetti scientifici ed educativi con approfondimenti sull’evoluzione, sulla classificazione e sull’habitat di questi animali. Oltre ad appassionare i più piccoli la mostra offre ai più grandi spunti scientifici sulle scoperte genetiche e i progressi scientifici che un giorno potrebbero riportare in vita un meraviglioso cucciolo di dinosauro. Chiuso lunedì, info qui.