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Un esemplare di Chelonia mydas, la cosiddetta 'tartaruga verde', specie presente nel mar Mediterraneo, ma rarissima in Adriatico, è stata trovata morta sulla costa di Termoli (Campobasso), 23 luglio 2016. Si tratta di un giovane esemplare subadulto, di circa 25 centimetri di lunghezza, in ottimo stato di conservazione e quindi morto di recente o, addirittura, giunto in fin di vita sulla spiaggia.
ANSA/LORENZO DOLCE

Tartaday, oggi in Italia è la Giornata delle tartarughe (e Costa ne adotta una)

Soffocate dalle plastiche, intrappolate nelle reti, intossicate dai rifiuti, ferite dalle eliche: le tartarughe marine hanno bisogno di aiuto. Nel Mediterraneo ogni anno più di 40mila tartarughe perdono la vita a causa di catture accidentali durante le attività di pesca, per il traffico marittimo, a causa dell’inquinamento marino e delle plastiche che vengono scambiate per cibo. In occasione del Tartaday, la giornata dedicata alla salvaguardia delle tartarughe marine e del loro habitat, i partner e i Centri di recupero e cura delle tartarughe marine aderenti al progetto TartaLife oggi venerdì 17 agosto aprono le porte ai visitatori per illustrare il loro lavoro e far conoscere da vicino il mondo delle tartarughe marine. Ma non solo: alcuni centri organizzano le liberazioni degli esemplari curati e pronti per tornare a vivere in mare. Gli eventi si trovano su www.tartalife.eu/it.

IL PERICOLO MAGGIORE PER LE TARTARUGHE MARINE E’ LA PLASTICA INGERITA

“Il progetto TartaLife e i suoi partner, da 5 anni lavorano ininterrottamente 365 giorni all’anno per contribuire fattivamente alla conservazione della tartaruga marina – ha dichiarato Alessandro Lucchetti del Cnr-Ismar di Ancona, capofila del progetto -. Lo abbiamo fatto sviluppando e diffondendo fra i pescatori attrezzi da pesca a basso impatto, potenziando i centri di recupero, formando i pescatori su cosa fare in caso di catture accidentali. Dopo 5 anni possiamo dire di aver pescatori più consapevoli, responsabili e collaborativi e questo è senza dubbio il risultato più confortante”. Oltre il 70% delle tartarughe ricoverate presenta residui di plastiche nel tratto gastrointestinale. Nella maggior parte dei casi si tratta di plastiche fluttuanti che le tartarughe scambiano per meduse, ma da questi animali sono stati estratti anche cotton fioc, pezzi di rete, tappi e piccoli oggetti abbandonati in mare.

IL MINISTRO COSTA ADOTTA SIMBOLICAMENTE LA TARTARUGA”FORTUNA”

Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, rispondendo a un invito di Legambiente, ha simbolicamente adottato ‘Fortuna’, una piccola tartaruga marina ritrovata ferita sulla spiaggia di Ansedonia (Grosseto) nel marzo scorso e poi curata per quattro mesi nel centro di primo soccorso Tartanet del Parco regionale della Maremma, prima di essere rilasciata, ormai guarita, a largo di Talamone a metà luglio. Ne dà notizia Legambiente. Il ministro Costa ha anche ricevuto un apposito attestato di adozione. L’adozione simbolica, spiega una nota, contribuisce a finanziare le spese vive dei centri di recupero, le medicine necessarie, gli interventi veterinari e le attività di monitoraggio dei nidi. Grazie ai donatori della campagna Tartalove di Legambiente, anche il centro Tartanet di Talamone, gestito dal Parco regionale della Maremma, ha potuto risistemare il sistema di filtrazione di una vasca necessaria al ricovero delle tartarughe. (nella foto Ansa una Chelonia mydas, la cosiddetta ‘tartaruga verde’, presente nel Mediterraneo)