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Dopo un video shock sull’allevamento dei maiali da prosciutto interviene il Corpo Forestale

AGGIORNAMENTO DELL’8 GIUGNO 2017

Sarà presto rimosso dal web “Prosciutto crudele di Parma”, il video dei maltrattamenti subiti dai suini di un allevamento intensivo di Bertinoro, in provincia di Forlì-Cesena, fornitore del Prosciutto di Parma. A seguito di una denuncia del Consorzio dei produttori del celebre marchio, a breve la polizia postale rimuoverà tutti i contenuti dei video sparsi su internet per l’indagine, compreso quello linkato qui sotto. A farlo sapere è EssereAnimali, l’associazione che lo ha diffuso e che adesso grida alla censura e chiede di diffondere il video nelle sue ultime ore in cui è disponibile online.

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POST ORIGINALE DEL 22 DICEMBRE 2016

Il Corpo Forestale dello Stato ha denunciato per maltrattamento di animali i gestori di un allevamento di suini di Bertinoro, in provincia di Forlì-Cesena, che riforniscono i produttori di Prosciutto di Parma. Le terribili condizioni in cui venivano tenuti i suini erano state rivelate in un video (visibile qui, e da cui sono tratte le immagini in alto) dall’associazione di Bologna “Essere Animali”. I forestali, si legge in un comunicato, insieme ai veterinari della Ausl romagnola il 20 dicembre “accertavano che in capannone venivano detenuti circa 550 suini di varie taglie con mantello molto sporco di feci, ferite esposte alle orecchie e altre ferite dovute all’attacco da parte di altri suini ed erano presenti alcuni animali palesemente malati e sofferenti”. Oltre alla denuncia per l’articolo 727 del codice penale, i gestori dell’allevamento sono stati multati per 6.200 euro. Inoltre, su indicazione del veterinario della Ausl, una parte dei maiali sono stati spostati in un’altra stalla, per ridurre l’affollamento. Il video, intitolato “Prosciutto… crudele di Parma”, lascia sgomenti. Girato nel corso di sei mesi dalla ong “Essere Animali” (essereanimali.org), mostra animali malati lasciati ad agonizzare nei corridoi di cemento dell’allevamento, smagriti, tremanti di febbre, coperti di fango e di ferite, con le orecchie smozzicate per gli scontri causati dal sovraffollamento. Altri suini, invece, erano presi per le zampe e trascinati per terra, oppure costretti a combattere fra di loro per nutrirsi a una mangiatoia troppo piccola. Il Consorzio del Prosciutto di Parma in un comunicato “si dichiara sconcertato per la situazione mostrata, che considera riprovevole, e condanna fortemente simili comportamenti. Il Consorzio è intervenuto immediatamente nei confronti dei Servizi Veterinari competenti, chiedendo di adottare esemplari provvedimenti sanzionatori. Al contempo, chiarisce che quanto mostrato non è assolutamente rappresentativo degli allevamenti suinicoli italiani”. “Quella fatta vedere nel video è una situazione estrema e delinquenziale, verso la quale la nostra Organizzazione ha tolleranza zero – dice il presidente di Confagricoltura Mario Guidi -. Ma quello che rifiuto categoricamente è che questo allevamento venga associato a tutti quelli intensivi che operano in condizioni di assoluta legalità”. “Prendiamo atto della nota con cui il Consorzio del Prosciutto di Parma si dissocia dai maltrattamenti – commenta l’Ente nazionale protezione animali (Enpa). Auspichiamo, tuttavia, che alle parole del comunicato stampa seguano i fatti e che il Consorzio non solo rompa ogni legame con la struttura in questione, ma si costituisca parte civile in un eventuale iniziativa legale contro di essa. Noi, ove ne ricorrano i presupposti, siamo pronti a intervenire con il nostro ufficio legale. Questa vicenda dimostra, ancora una volta l’urgenza di installare telecamere all’interno degli allevamenti”.

  • Emanuele Scarci |

    Ho iniziato a guardare il video, ma non ce l’ho fatta. Il Consorzio del Prosciutto di Parma non dovrebbe solo dissociarsi ma pubblicare ogni trimestre i controlli effettuati e i problemi riscontrati. Questo vale per tutti i Consorzi. Cosa risponde il dg Stefano Fanti del Consorzio del prosciutto di Parma?

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