Dopo che l’inverno più arido a memoria d’uomo nell’ovest degli Stati Uniti ha distrutto piante, erbe, bacche e noci che costituiscono circa il 90% della dieta dell’orso nero americano, sempre più esemplari si avventurano nelle città e nelle case alla ricerca di cibo. Lo riportano i media Usa. Per gli esperti questo non costituisce un pericolo solo per le persone ma anche per gli orsi, che quest’anno sono stati soppressi, investiti, abbattuti o addirittura folgorati come mai prima. Il Colorado (nella foto, un avvistamento a Colorado Springs) ha registrato oltre 7mila avvistamenti di orsi nel 2026, superando il precedente record del 2019, mentre il New Mexico ne ha abbattuti 187 quest’anno, il numero più alto dal 2011, secondo l’ente statale per la fauna selvatica.
INVERNI TROPPO MITI E POCO CIBO: SI TEME CHE GLI ORSI SMETTANO DI ANDARE IN LETARGO
Anche lo Utah ha stabilito il suo record con 39 orsi già soppressi nel 2026. Poiché si prevede che l’inaridimento dell’ovest degli Stati Uniti proseguirà, gli esperti temono che gli orsi possano abituarsi al cibo che mangiano gli esseri umani e persino smettere di andare in letargo, qualora gli inverni dovessero diventare troppo miti e le risorse alimentari naturali troppo scarse. Attualmente, l’orso nero è la più florida tra le otto specie esistenti al mondo. Nel solo Colorado, lo Stato dove è più diffuso, se ne contano tra i 17mila e i 20mila esemplari. (Ansa)
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