Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
enci_1

Puglia, la prima unità di cani anti xylella pronta a salvare gli ulivi

AGGIORNAMENTO DEL 7 DICEMBRE 2021 IN CODA – IN CAMPO LA TASK FORCE DEI CANI ENCI

Nella foto sopra, scattata oggi alla masseria San Martino a Fasano, Brindisi, i cani protagonisti del progetto: sono Onda, una femmina di jack Russell di 9 anni e la più anziana; Snoopy, altro Jack Russell di 6 anni; Ocra è la segugia, 6 anni; Ellis è la springer spaniel, 6 anni; la malinois ha 4 anni; Paco è il più giovane ed ha due anni. Paco, Ellis ed Ocra sono cani già impiegati in altri progetti di conservazione , con particolare riguardo al monitoraggio di specie protette.

+++

POST DEL 4 DICEMBRE 2021

Come già avviene in porti e aeroporti contro trafficanti di droga e armi, per difendere l’ambiente, l’economia e l’occupazione nel fondamentale settore dell’olio extravergine made in Italy, è nata la prima ‘task force’ cinofila anti xylella con cani specializzati nell’individuazione precoce del batterio attraverso l’olfatto. L’iniziativa è stata condivisa da Ente nazionale della cinofilia italiana (Enci), Cnr-Ipsp (Istituto per la protezione sostenibile delle piante), Unaprol e Coldiretti. La squadra speciale a quattro zampe verrà presentata, per la prima volta in Italia, martedì 7 dicembre alle ore 9 presso la masseria San Martino a Fasano (Brindisi), frazione Pezze di Greco. I cani sono addestrati a individuare l’insidiosa malattia degli ulivi. La xylella è il famigerato batterio che provoca il Codiro (complesso del disseccamento rapido dell’olivo) e che negli ultimi anni ha funestato gli uliveti in Puglia, provocando l’eradicazione delle piante e la desolazione del paesaggio agricolo, soprattutto in Salento.

</span></figure></a> I danni della xylella sugli ulivi di Supersano, nel leccese in Puglia (Ph. Janos Chiala/Getty Images)
I danni della xylella sugli ulivi di Supersano, nel leccese in Puglia (Ph. Janos Chiala/Getty Images)

DA MARTEDI’ 7 DICEMBRE PARTE L’INIZIATIVA PILOTA

L’unità cinofila è stata addestrata perché la velocità nell’individuare i focolai è un elemento fondamentale ”per eliminare subito i nuovi centri di diffusione della malattia arrivata in Italia per colpa di alcune piante importate dall’America Latina”, sottolinea la Coldiretti. ”Si tratta – aggiunge la sigla agricola – della prima iniziativa pilota per sviluppare nuove azioni per prevenire la diffusione di malattie e insetti alieni che a seguito dei cambiamenti climatici e della globalizzazione dei commerci passano sempre più spesso le frontiere per arrivare in Italia dove causano perdite enormi all’ambiente, alla biodiversità e al patrimonio agroalimentare nazionale con danni all’occupazione e all’economia”. (Adnkronos)

+++

AGGIORNAMENTO DEL 7 DICEMBRE 2021 – CONTRO LA XYLELLA, IN CAMPO LA TASK FORCE DEI CANI ENCI

Riceviamo dal presidente dell’Enci Dino Muto – questa mattina a Fasano per la presentazione della task force cinofila che si occuperà dell’individuazione del batterio Xylella – e pubblichiamo:

“La capacità di identificare precocemente piante infette da Xylella è una delle condizioni essenziali, sia per prevenirne l’arrivo del batterio in territori indenni, sia per contrastarne efficacemente l’avanzata laddove già presente. Dalla collaborazione fra Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (Enci), Unaprol, Coldiretti e CNR-IPSP (Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante) è nato un progetto che si propone di mettere a punto un rapidissimo ed efficace metodo di diagnosi precoce del batterio.

“Addestramento ed impiego di unità cinofile nel rilevamento precoce della Xylella fastidiosa”, è un percorso sperimentale finalizzato allo studio delle capacità dei cani nel rilevamento e nella discriminazione della Xylella fastidiosa. Le attività di addestramento, iniziate a giugno 2021 con cinque unità cinofile già esperte nel settore della detection, confermano l’enorme potenzialità dei recettori olfattivi dei cani, da sempre impiegati con successo nell’individuazione di droghe, esplosivi e organismi patogeni. La fase iniziale di addestramento è stata effettuata nel Salento, testando la capacità delle unità cinofile di riconoscere Xylella sia in piastre artificiali di coltura sia in piante di olivo infette.

I protocolli di addestramento selettivo, che prevedono per ciascun grado di avanzamento delle prove il raggiungimento di un livello di accuratezza del 100%, hanno dimostrato che gli XDD – Xylella Detection Dogs – sono in grado di identificare il patogeno individuando “l’odore specifico” rispetto all’insieme degli odori emessi dai campioni utilizzati.

Ora la sperimentazione proseguirà su due direttrici parallele: il passaggio dalle prove sperimentali e dalle esercitazioni svolte in condizioni controllate a quelle effettuate in ambiente reale, nelle quali le capacità dei cani saranno affinate nel medesimo contesto operativo in cui le unità XDD saranno chiamate ad intervenire, e nell’identificazione e la caratterizzazione dei componenti volatili organici rilevati dall’olfatto dei cani.

Una volta terminato il percorso di addestramento, i cani capaci di identificare piante infette da Xylella ancor prima della comparsa di sintomi riconoscibili, potranno essere di enorme utilità nei controlli all’interno dei vivai e dei punti di ingresso delle importazioni di piante dall’estero (porti, aeroporti, punti di confine) ed, inoltre, sarebbero un valido supporto nelle campagne di monitoraggio territoriale dei Servizi Fitosanitari.

“Siamo orgogliosi di essere qui oggi, in questa giornata in cui presentiamo un’eccellente innovazione italiana su scala mondiale. Il piano che ha portato le nostre unità cinofile a riconoscere preventivamente il batterio Xylella è nato negli anni tramite diversi iniziative pilota. Il progetto è basato su parametri internazionali e sull’esperienza svolta dalle squadre cinofile nell’individuazione della peste suina, attività dalla quale è nata l’idea di sviluppare l’iniziativa anche sul batterio Xylella. Il progetto, nato da ENCI e Coldiretti con il supporto del CNR, testimonia il nostro impegno nella valorizzazione delle funzioni cinofile anche nel contesto di problematiche ambientali”, ha dichiarato il Presidente ENCI Dino Muto.

+++

Su 24zampe: Trasporto animali vivi, alla Ue primo passo per fermare gli abusi