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A Londra le acque del Tamigi ospitano squali, foche e cavallucci

Non sono solo gli squali ad aver trovato casa lungo il Tamigi grazie agli sforzi di conservazione per riportare in vita il fiume di Londra, dichiarato “biologicamente morto” nel 1957 a causa dei livelli estremi di inquinamento. Lungo i suoi circa 350 chilometri di sviluppo, anche grazie alla sua elevata salinità, vivono circa 115 specie di pesci e animali selvatici, dai cavallucci marini alle anguille alle foche. Secondo la Zoological Society of London – un’organizzazione benefica dedicata alla conservazione degli animali in tutto il mondo – oggi il fiume è un fiorente ecosistema “che ospita di una miriade di animali selvatici diversi, come fa la stessa Londra”, afferma la ZSL nel suo rapporto sullo stato del Tamigi, che offre uno sguardo completo sul corso d’acqua dagli anni ’50 ai giorni nostri. Un risultato peraltro noto da anni: già nel 2015 ZSL segnalava la presenza di foche, delfini, balene e ben 2.732 avvistamenti (in 10 anni) di animali che si ritenevano scomparsi da sempre dalle acque del grande fiume.

NEL FIUME ANCHE UNO SQUALO CHE VIVE 50 ANNI

Certo non mancano i problemi: nelle acque del Tamigi i livelli dei nitrati sono alti, per gli scarichi industriali e fognari, e i livelli dell’acqua e la temperatura stanno aumentando a causa del riscaldamento globale. Ma fra le specie che lo abitano ci sono esemplari di squali fra cui il galeo (nella foto in alto e nel video di ZSL sopra), che può raggiungere i due metri di lunghezza e vivere fino a 50 anni – “critically endangered” e per questo inserito della lista rossa Iucn -, il palombo stellato e il velenoso ‘spurdog’. Gli scienziati ritengono che gli squali utilizzino l’estuario per partorire e questo è possibile grazie al miglioramento della qualità dell’acqua e delle concentrazioni di ossigeno nel fiume che scorre attraverso la capitale britannica. La ZSL nel 2020 ha lanciato il Greater Thames Shark Project per raccogliere dati sulle specie di squali in via di estinzione che vivono nell’estuario esterno. Le persone che pescano nel fiume e catturano uno squalo con un’etichetta gialla sulla pinna sono invitate a registrare online i dettagli sull’animale.

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