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Agitu Gudeta in una immagine tratta dal profilo Facebook dell'azienda agricola "La capra felice".
Agitu Gudeta, pastora etiope di 42 anni che da tempo viveva in Trentino e diventata simbolo di integrazione è stata trovata morta nella sua casa in valle dei Mocheni, dove aveva avviato un'azienda agricola, la Capra Felice, a Frassilongo. Secondo le prime informazioni si tratterebbe di un omicidio. Sul corpo della donna, da quanto si apprende sarebbero infatti state trovate alcune lesioni.
FACEBOOK AZIENDA AGRICOLA "LA CAPRA FELICE"
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Proposta di Vitadacani: le capre di Agitu diventino “testimonial”

AGGIORNAMENTO DEL 5 GENNAIO 2021 IN CODA – LE CAPRE DI AGITU ACCUDITE DA UNA 20ENNE ESPERTA

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Adottare le “capre felici” di Agitu Ideo Gudeta e trasformarle in testimonial della sua vita coraggiosa e tenace. E’ la proposta di Sara d’Angelo, presidente dell’associazione Vitadacani, inviata al sindaco di Frassilongo, in Trentino, dove viveva e lavorava la donna etiope scomparsa il 29 dicembre scorso: “Accogliendo gli animali nei nostri rifugi, visitati ogni anno da migliaia di persone, sarà possibile raccontare il coraggio e la tenacia di Agitu, che attraverso le sue capre continuerà così a vivere”. Sulla scrivania di Luca Puecher in municipio è arrivata la richiesta di affido delle capre e di eventuali altri animali, affinché siano accolti nei rifugi della Rete dei Santuari di animali liberi in Italia, dove potranno vivere al sicuro insieme ad altri animali salvati dal macello e raccontare ancora di lei. La donna 42enne, laureata in Sociologia a Trento, è stata uccisa a casa da un suo dipendente ghanese per regioni economiche ma in passato aveva subito minacce e un’aggressione a sfondo razziale ed era divenuta un simbolo di integrazione per il “successo” della sua azienda agricola bio la “Capra Felice”, 11 ettari e un’ottantina di capre autoctone nella Valle dei Mocheni, in Trentino.

GLI ANIMALI USCIRANNO DAI CIRCUITI PRODUTTIVI

“La storia di resilienza e riscatto di Agitu – commenta la presidente di Vitadacani – non deve essere dimenticata. Per questo abbiamo chiesto di poter occuparci del suo gregge. La nostra è una richiesta diversa da tutte le altre che il sindaco di Frassilongo, chiamato a decidere sul destino delle capre, ha sicuramente ricevuto in questi giorni. Gli animali usciranno dai circuiti della produzione per diventare i testimoni di Agitu”. Vitadacani è una associazione di volontariato per la tutela dei diritti degli animali, gestisce alcuni rifugi per animali da reddito che fanno parte della Rete dei Santuari di Animali liberi, network di 14 strutture, in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie per accogliere gli animali di Agitu Ideo Gudeta.

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AGGIORNAMENTO DEL 5 GENNAIO 2021 – LE CAPRE DI AGITU ACCUDITE DA UNA 20ENNE ESPERTA

Il Servizio veterinario dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento ha effettuato un sopralluogo presso l’allevamento di capre di Agitu Ideo Gudeta, l’imprenditrice uccisa da un suo collaboratore in valle dei Mocheni, in Trentino. Secondo le verifiche effettuate, gli animali, tra cui 82 esemplari di razza mochena, si presentano in buono stato di salute e di nutrizione. Nella struttura ci sono acqua e foraggio sufficiente per fare fronte all’alimentazione delle capre nelle prossime settimane. La situazione sarà monitorata dal Servizio veterinario, che ha fornito al sindaco di Frassilongo, Luca Puecher, le indicazioni per una corretta gestione degli animali, che al momento vengono accuditi da Beatrice Zott, 20 anni, che conosceva Agitu e malgrado la giovane età ha già molta esperienza, anche in alpeggio. “Agitu Gudeta aveva trovato nella nostra terra un luogo dove realizzare il proprio progetto di vita e aveva dimostrato come l’amore per l’agricoltura possa riempire il cuore di soddisfazione ed entusiasmo”, commenta l’assessore provinciale all’agricoltura, Giulia Zanotelli, che sta seguendo la vicenda in prima persona. (Ansa)

  • alessandra lukinovich |

    scopro sul sito di 24ore le terribile storia di Agitu. Ci sono ancora nel mondo, e particolarmente in Italia, troppi criminali nemici degli animali e di quanti li proteggono. La caccia e la vivisezione sono tuttora considerate come attività umane «normali» e persino utili! Quando finirà questo scandalo? Quando puniranno questi assassini, sterminatori di vita?

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