Solidarietà dagli animalisti e critiche dai cacciatori e dai loro sostenitori politici. Le parole “la caccia non è uno sport” pronunciate su RaiUno dal conduttore televisivo Flavio Insinna durante il programma “L’eredità ” del 27 dicembre hanno provocato lo sdegno di Federcaccia, che ha scritto ai vertici Rai per lamentarsi dei suoi “commenti discriminatori e offensivi nei confronti dell’attività venatoria e dei suoi praticanti”, per chiedere l’allontanamento del presentatore e per annunciare un boicottaggio della trasmissione e dei suoi inserzionisti pubblicitari. L’Ente Nazionale Protezione Animali in un comunicato “esprime pieno sostegno e solidarietà a Insinna”. “Un pensiero, tra l’altro, condiviso dalla maggior parte degli italiani già da molto tempo – scrive Enpa -, come rilevato dall’Eurispes nel rapporto Italia 2016 con il 68,5% contrario all’attività venatoria”. Solidali con Insinna e con le sue parole di condanna della caccia anche Lav, Greenpeace, Wwf, Legambiente, Lndc, Animal Law, Lac e Lipu ma anche personaggi della tv e della cultura come Rita Dalla Chiesa, Anna Mallamo (@manginobrioches) o Riccardo Cucchi. Su Twitter l’hashtag #iostoconflavioinsinna è stato di tendenza tutto il giorno, accoppiato a #bastasparare.
La caccia è un inutile atto di crudeltà . Non uno sport. E gli animali difesi da @insinnaflavio non possono scrivere ai vertici #Rai. Ma possiamo difenderli noi, insieme all' @enpaonlus e a tutte tutte le associazioni che si battono per i loro diritti. #iostoconflavioinsinna https://t.co/7qJN24kHM9
— riccardo cucchi (@CucchiRiccardo) December 30, 2020
LA LEGA STA CON I CACCIATORI
La pensano all’opposto i rappresentanti politici delle doppiette. “Abbiamo presentato un’interrogazione in Commissione vigilanza Rai affinché l’azienda prenda atto di questo episodio e stigmatizzi il comportamento del noto conduttore Flavio Insinna, che ha deliberatamente approfittato della visibilità del servizio pubblico per offendere i cacciatori veicolando le proprie convinzioni senza contraddittorio”, dichiara in una nota il senatore della Lega, Stefano Corti. “È inaccettabile – aggiunge – che si faccia un uso personalistico della tv pubblica, oltretutto per denigrare un’intera categoria di cittadini con commenti gratuiti e del tutto fuori luogo nei confronti dell’attività venatoria e dei suoi praticanti. Alla Rai chiediamo di stigmatizzare l’episodio, in modo da evitare ulteriori forme di lesione della dignità dei praticanti l’attività venatoria”.