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The burger developed by Professor Mark Post of Maastricht University in the Netherlands.

La “carne vegetale” può chiamarsi “carne”? Decide la Ue

AGGIORNAMENTO DELLE 20.20 IN CODA – COLDIRETTI: IL 93% DEGLI ITALIANI INGANNATI DALLA CARNE FINTA

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Riservare il nome hamburger (ma anche salame, mortadella, salsiccia) ai soli prodotti a base di carne vietandone l’uso per gli alimenti a base vegetale che da qualche anno hanno iniziato ad affollare gli scaffali dei supermercati, oppure lasciare tutto così com’è oggi. Questo il bivio davanti al quale si trova la plenaria dell’Europarlamento che nei prossimi giorni voterà alcuni emendamenti specifici su questo argomenti presentati tra i circa mille messi sul tavolo nell’ambito della riforma della Politica agricola comune (Pac). Oggi l’uso di denominazioni come prosciutto e carpaccio è consentita anche per prodotti a base vegetale. La Francia ha già vietato questa pratica e disposizioni simili a livello Ue esistono già per i prodotti lattiero-caseari, con la Corte di Giustizia che ha chiarito che nomi come “latte” e “burro” non possono essere usati per preparati di soia e tofu. Tra i diversi emendamenti al voto sul tema ‘vegetale’ tre sono quelli su cui si è concentrata l’attenzione.

TRE STRADE DAVANTI ALL’EUROPARLAMENTO

Il primo prevede la tutela delle denominazioni, vietando ad esempio di chiamare hamburger un prodotto esclusivamente vegetale. Il secondo prevede il mantenimento dello status quo (ma indicando accanto al nome del prodotto la sua naturale ‘vegetale’). Mentre il terzo, sostenuto dal Ppe, prevede di ammettere solo l’uso di termini come hamburger e salsiccia per prodotti vegetali mentre riserverebbe ai prodotti a base di carne denominazioni quali prosciutto, salame ecc.. Difficile prevedere chi avrà la meglio. L’eurodeputato leghista Angelo Ciocca (Lega) ha lanciato oggi l’allarme sostenendo che “dopo gli insetti, l’Ue vuol farci mangiare carne finta”. E che “ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo europeo di danneggiare un settore produttivo, questa volta quello delle carni”. Il pronunciamento della plenaria in materia è atteso per mercoledì, mentre sui regolamenti Pac le votazioni andranno avanti fino a giovedì sera. Il risultato costituirà la posizione dell’Europarlamento nel negoziato con Consiglio e Commissione sulla politica che nei prossimi sette anni distribuirà oltre 340 miliardi di euro ai Paesi Ue. (Ansa)

Su 24zampe: La pandemia spinge il mercato Usa della bistecca vegetale

Su 24zampe: Un italiano su 2 mangerebbe carni non provenienti da animali

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AGGIORNAMENTO DELLE 20.20 – COLDIRETTI: IL 93% DEGLI ITALIANI INGANNATI DALLA CARNE FINTA
La carne finta inganna più di 9 italiani su 10 (93%) che non seguono un regime alimentare vegetariano o vegano. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Eurispes, in riferimento al voto del Parlamento europeo sull’abolizione del divieto di definire carne qualcosa che non arriva dal mondo animale ma è un mix di sostanze vegetali, spezie, coloranti ed esaltatori di sapore. I consumatori rischiano così di mettere nel carrello finti hamburger e salsicce riempite con ceci, lenticchie, piselli, succo di barbabietola o edulcoranti vari; questo grazie al fatto di poter utilizzare nomi come “burger vegano” e “bistecca vegana”, bresaola, salame, mortadella vegetariani con l’unico limite di specificare sull’etichetta che tali prodotti non contengono carne. “Una strategia di comunicazione subdola che approfitta deliberatamente della notorietà delle denominazioni di maggior successo della filiera dell’allevamento italiano – afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini – per attrarre l’attenzione dei consumatori inducendoli a pensare che questi prodotti siano dei sostituti, per gusto e valori nutrizionali, della carne”. Il dibattito sulla denominazione della carne non è un attacco ai prodotti vegetali, tiene a precisare la Coldiretti, ma una battaglia per la corretta informazione al consumatore. (ANSA).

  • Papa alcolista |

    Mentalità da serial killer filo vegetariani in cui si tenta di non far dimenticare a chi non mangia carne certe denominazioni.
    Tristissima sta cosa.

  • Shiba Inu |

    Non sono vegano ma considerato il
    Numero di risorse richiesto per produrre carne questa potrebbe essere considerata una buona alternativa considerato anche come vengono trattati gli animali in certi allevamenti e anche qui non riesco a capire come le Asl riescano a permetterlo.

  • Stefania Rampinelli |

    Non credo che addirittura 9 italiani su 10 non siano capaci di leggere l’elenco ingredienti o siano così imbranati da scambiare un prodotto vegan per una normale bistecca. Far credere che gli italiani siano degli idioti per giustificare il successo di questi prodotti, è davvero indecente

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