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Incidenti e aggressioni, per i Comuni è emergenza cinghiali

“Riprendere il dialogo tra istituzioni territoriali e governo, a partire da alcune importanti proposte già condivise lo scorso anno all’interno del Tavolo tecnico avviato da Anci e Regioni, per migliorare il controllo della fauna selvatica, in particolar modo dei cinghiali, arginando così incidenti – l’ultimo pochi giorni fa sulla A26, in cui hanno perso la vita due calciatori piemontesi – e aggressioni che sempre più spesso si verificano sia nei piccoli centri che nelle città”. E’ questa la richiesta che Anci ha fatto pervenire al ministro per le Politiche agricole, Teresa Bellanova, a seguito dei recenti episodi di incidenti e aggressioni ai cittadini a causa della proliferazione incontrollata dei cinghiali. Per l’Anci “è indispensabile creare uno strumento di raccordo istituzionale tra le competenze attribuite alle Regioni in merito al controllo faunistico e quella dei sindaci in materia di tutela dell’incolumità pubblica”.

ANCI: RIVEDERE LE COMPETENZE SULLA FAUNA SELVATICA

Anci ricorda inoltre che “una revisione delle norme è necessaria anche rispetto alla Legge Delrio che ha disposto il riordino delle funzioni attribuito alle Province, il che ha provocato ricadute negative sull’espletamento dei compiti di vigilanza in materia di fauna selvatica”. Secondo Coldiretti sono 10 mila gli incidenti stradali causati ogni anno dagli animali selvatici mentre per Cia-Agricoltori Italiani la questione fauna selvatica è “ormai fuori controllo”. E per la Lega le responsabilità sono della maggioranza di governo e del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, ai quali imputa un’inerzia nell’agire e la cui “impostazione ideologica” avrebbe “impedito, fino ad ora, di arrivare ad una modifica delle regole che disciplinano il controllo faunistico”.