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Branco di cinghiali in autostrada, in A26 due morti e un ferito

AGGIORNAMENTO DEL 2 OTTOBRE 2020 IN CODA – INTERROGAZIONE AL MIT: COME AUMENTARE LA SICUREZZA DELLA A26?

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Allarme cinghiali sulle strade italiane, dove gli incidenti provocati da questi animali selvatici sono sempre più frequenti. L’ultimo la scorsa notte, in provincia di Novara, ha causato la morte di due uomini e il ferimento di un terzo: l’auto su cui viaggiavano sull’autostrada A26, di ritorno da una serata tra amici, è finita fuori strada tra i caselli di Biandrate e Romagnano Sesia dopo aver urtato due esemplari di un branco che attraversava la carreggiata. Inutili i soccorsi per le due vittime, Simonluca Agazzone di 39 anni, e Matteo Ravetto di 32. Entrambi con un passato nel calcio dilettantistico, sono morti sul colpo. Non sarebbe invece in pericolo di vita il conducente dell’auto, ricoverato all’ospedale di Novara. E’ accaduto poco prima delle 4 in direzione di Gravellona Toce. Secondo la ricostruzione della polizia stradale di Romagnano Sesia, gli animali sono comparsi all’improvviso e il conducente non ha potuto fare nulla per evitarli. L’impatto, violento, ha deviato la corsa del mezzo, finito fuori strada in un tratto privo di protezioni e accartocciandosi su se stessa.

10 MILA INCIDENTI L’ANNO PER GLI ANIMALI SELVATICI

“Segnalazioni sporadiche di animali le abbiamo ricevute – dice il dirigente della polizia stradale di Novara, Riccardo Peviani – Le nostre pattuglie vigilano h24 anche col compito di segnalarne la presenza”. Sono 10 mila gli incidenti stradali all’anno causati dagli animali selvatici, ricorda la Coldiretti. Una questione “ormai fuori controllo”, per la Cia-Agricoltori Italiani, che invita il legislatore a intervenire contro il proliferare dei cinghiali, passati da una popolazione di 900 mila capi in Italia nel 2010 ai quasi 2 milioni di oggi. “Non si può permettere che accadano tragedie di questo tipo solo per assecondare l’animalismo cieco di chi nega la necessità di un sempre più urgente piano di abbattimenti selettivi”, sostiene la Lega Piemonte, che invita “a rimettere una più efficace azione di contenimento degli animali selvatici al centro delle politiche faunistiche della Regione Piemonte”. E Gian Marco Centinaio, capodipartimento Agricoltura e Turismo della Lega, allunga il tiro fino alla maggioranza di governo e al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, ai quali imputa un’inerzia nell’agire e la cui “impostazione ideologica” avrebbe “impedito, fino ad ora, di arrivare ad una modifica delle regole che disciplinano il controllo faunistico”.

E’ IN LOMBARDIA IL MAGGIOR NUMERO DI SINISTRI

Sono stati 164, lo scorso anno, gli incidenti significativi con il coinvolgimento di animali in Italia, con un aumento dell’11% sul 2018: 15 le vittime (+36%) e 221 le persone rimaste seriamente ferite (+17%). In 141 casi l’incidente è avvenuto con un animale selvatico, in 23 con uno domestico; 131 gli incidenti avvenuti di giorno e 33 di notte, 162 sulla rete ordinaria e due nelle autostrade ed extraurbane principali. Sono i dati forniti dall’Osservatorio Asaps, l’Associazione sostenitori Polstrada. In 131 casi a finire contro l’animale è stata un’auto, in 41 casi un motociclo, in tre autocarri o pullman, in sei velocipedi: il totale è superiore al numero degli eventi perchè in alcuni incidenti sono rimasti coinvolti diversi veicoli. Tra le regioni, al primo posto la Lombardia con 20 sinistri, poi Campania (17) e Abruzzo (16). Nei primi sette mesi del 2020, poi, l’osservatorio Asaps ha già registrato 86 incidenti gravi con 5 morti e 111 feriti (nonostante i due mesi di lockdown): 83 incidenti sono avvenuti lungo la rete ordinaria (statali e provinciali) e 3 nelle autostrade ed extraurbane principali; 72 impatti sono avvenuto con un animale selvatico e 14 con uno domestico; 62 incidenti sono avvenuti di giorno e 24 di notte. In questi primi sette mesi il maggior numero di incidenti gravi con animali è avvenuto in Piemonte (10), seguito da Emilia Romagna (9) e Abruzzo (8). Tra i consigli dell’Asaps, realizzare una mappatura dei luoghi più a rischio utilizzando le segnalazioni di automobilisti e organi di polizia stradale, memorizzare i luoghi del transito di animali affinché venga potenziata la segnaletica di preavviso, installare reti ad alto impatto lungo le principali arterie, disinserire gli abbaglianti che potrebbero bloccare l’animale in mezzo alla carreggiata, evitare di sterzare bruscamente davanti all’animale. (foto d’archivio, scattata a Bari)

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AGGIORNAMENTO DEL 2 OTTOBRE 2020 – INTERROGAZIONE AL MIT: COME AUMENTARE LA SICUREZZA DELLA A26?

Il sindaco di Borgosesia (Vercelli) Paolo Tiramani, parlamentare della Lega, ha presentato un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per sapere come intenda aumentare la sicurezza della A26, l’Autostrada dei Trafori, dove la scorsa notte due uomini sono morti per l’invasione di un branco di cinghiali sulla carreggiata. “Non è il primo episodio di animali selvatici presenti sulla A26 – dice il deputato – ed in particolare nel tratto dove è avvenuto l’incidente. Questi animali mettono a repentaglio l’incolumità degli automobilisti, cagionandone addirittura la morte, come nel caso di ieri. Per il ruolo di cui il territorio mi ha investito, nel ricordo dei ragazzi morti, mi impegno affinché questa tragedia non passi inosservata e gli automobilisti che percorrono la A26, così come altri tratti stradali, siano tutelati. È per questo che ho immediatamente scritto l’interrogazione al Ministro: è indispensabile intervenire”. Tiramani, nell’interpellanza, chiede al dicastero “se e quali azioni di propria competenza intenda attivare, di concerto con la società concessionaria e con tutti gli attori istituzionali interessati, per aumentare la sicurezza dell’Autostrada dei trafori”.

  • Guido Minciotti |

    Non c’è guard rail – la cui funzione non è tenere i cinghiali lontani dalle auto – ma certamente c’è una recinzione che isola i campi dalla autostrada. Nel caso dell’incidente gli animali sono riusciti a penetrarla. L’autostrada, al netto delle falle sempre possibili, è sempre isolata tramite recinzione. Grazie di leggere 24zampe saluti gm

  • Giorgia |

    Buongiorno a tutti, domenica 18 Ottobre 2020 stavo percorrendo alle 19 meno 10 il tratto autostradale della A26 , carreggiata Sud, andando verso Biandrate – Vicolungo per poi immettermi nella A4, all’altezza del KM. 139 punto 59 , dove è successo l’incidente il 1 di Ottobre dove purtroppo hanno perso la vita i due ragazzi, di cui uno era un mio amico. Ho notato che nei campi non lontano dalla corsia autostradale c’erano dei cinghiali. Uno era da solo, gli altri due più avanti. Li manca il guard rail, non ci sono pertanto protezioni, è possibile sensibilizzare le autorità affinchè non succedano più incidenti mortali? Ripeto li è un punto in cui i cinghiali sono presenti e con il buio c’è il rischio di trovarseli davanti senza poterli evitare. Vi ringrazio per l’attenzione, saluti Toti Giorgia

  • Dario |

    Si costruiscono le strade pensando a tutto ciò che ci circonda…Ah! No? ….

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