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L'orso M49 nel Centro faunistico del Casteller, a sud di Trento, 27 luglio 2020.
ANSA

Come Papillon, l’orso M49 scappa ancora. Localizzato dal gps

AGGIORNAMENTO DEL 2 SETTEMBRE 2020 – RESPINTE LE DIMISSIONI DEL DIRIGENTE “RESPONSABILE” DELLA FUGA

La giunta provinciale di Trento ha respinto le dimissioni presentate dal dirigente generale del Dipartimento agricoltura, foreste e difesa del suolo, Romano Masè, all’indomani della fuga dell’orso M49 dal recinto del Casteller. L’esecutivo – si legge in una nota – “ha in questo modo riconfermato la fiducia al dottor Masè che continuerà a dirigere le materie del settore agricolo. Per quanto riguarda le altre tematiche, legate alle foreste, che continuano a rimanere di competenza dell’assessorato all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, l’esecutivo ha deciso di affidarle al Dipartimento della protezione civile”.

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AGGIORNAMENTO DEL 28 LUGLIO 2020 – ENPA, LAC, LAV, LNDC, LIPU E WWF: M49 DEVE VIVERE IN LIBERTA’

Le associazioni animaliste e ambientaliste Enpa, Lac, Lav, Lndc, Lipu e Wwf con un comunicato congiunto chiedono alla Provincia di Trento la cessazione di ogni attività finalizzata alla cattura di M49. “La seconda fuga di M49 non deve essere fermata da una nuova reclusione al Casteller”, questa è la sintesi della istanza inviata oggi al Presidente Maurizio Fugatti dopo la fuga dell’orso dal recinto del Casteller.

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Proprio come per il Papillon del libro e del film, le sbarre e i recinti per l’orso M49 sono sfide da cogliere e ostacoli da abbattere. Rinchiuso non ci sa stare. E così, nonostante la castrazione appena subita e la recinzione elettrificata del centro del Casteller rinforzata dopo la prima fuga, l’indomito plantigrado è scappato di nuovo. È accaduto nel silenzio della notte tra domenica 26 e lunedì 28 luglio e i sorveglianti se ne sono accorti solo perché il gps che porta al collo lo segnalava all’esterno del recinto. L’orso M49, un maschio di 5 anni e 200 kg di peso, ha superato la barriera elettrificata e divelto una rete fatta di tondini da 12mm saldati tra loro. Non si esclude –  dicono da Trento – una manomissione della recinzione per “aiutare” M49 a fuggire. Secondo il collare dotato di gps risulta in un’area della Marzola e i forestali sono già in azione per monitorare e presidiare la zona. Per il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, simpatizzante della prima ora di Papillon – personaggio del romanzo autobiografico di Henri Charriere e fuggitivo seriale dalle carceri -, l’orso “deve vivere. Chiediamo che non venga rinchiuso e assolutamente non abbattuto”. Di più: il ministro suggerisce, in un tweet successivo (foto sotto), di lasciare libero l’orso M49 dal momento che indossa un collare gps. Costa ha già sentito il presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, e allertato anche l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). M49 era stato catturato una prima volta un anno fa, era subito fuggito ed è stato poi ripreso alla fine di aprile. Fugatti precisa che l’obiettivo è “rilanciare le interlocuzioni necessarie per individuare aree idonee – fuori provincia o all’estero – ad ospitare adeguatamente gli orsi problematici”. “Vale ancora l’ordinanza del luglio 2019 che prevede la cattura, ma resta l’ipotesi che, di fronte al pericolo per l’incolumità pubblica, si possa abbatterlo, anche se riteniamo che in questa fase il problema non si ponga”.

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GLI ANIMALISTI SONO TUTTI CON PAPILLON

“Dalla fuga di M49 oggi abbiamo acquisito due certezze: l’orso M49 è un animale che ha mantenuto la sua selvaticità e la provincia autonoma di Trento non è in grado di gestire gli orsi del Trentino”, scrive l’Ente nazionale protezione animali (Enpa), che ribadisce che “gli orsi, come tutti gli animali selvatici, devono rimanere liberi”. Europa Verde si augura “che il ministro Costa intervenga per impedire al presidente della Provincia Fugatti di sfruttare la situazione per emettere un ordine di abbattimento, agevolato dal radiocollare che renderebbe più facile rintracciare l’animale”, dicono Elena Grandi e Lucia Coppola, rispettivamente co-portavoce nazionale dei Verdi e consigliera della provincia autonoma di Trento. “Il nuovo successo della fuga di M49 – dice Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente (Leidaa), – è innanzitutto la prova definitiva dell’imperizia e del dilettantismo di chi ha dichiarato guerra a lui e a tutti i suoi simili. La provincia di Trento non ha perso l’occasione di evidenziare la sua totale incapacità nella gestione dell’orso”. “M49 è un lottatore per la libertà, è un animale selvatico che non può essere segregato in un recinto, e ora deve essere lasciato in pace, libero di vivere la sua vita, nel completo rispetto delle sue esigenze etologiche”, afferma in una nota la Lega anti vivisezione (Lav), mentre il Wwf Italia crede che l’orso vada lasciato “in libertà, con un attento controllo dei suoi spostamenti”. Oipa guarda avanti e diffida il presidente Fugatti dall’emanare una nuova ordinanza di abbattimento, così come ha fatto per l’orsa JJ4, abbattimento sospeso dal Tar», dichiara il presidente dell’Oipa Italia, Massimo Comparotto. Animalisti Italiani tifa per M49 (“Corri, orso, corri!”) e annuncia per domenica 2 agosto, insieme ad altre associazioni animaliste, una manifestazione contro “la cattiva gestione degli orsi in Trentino” nella citta di Cles (Tn). L’appuntamento è in Piazza Cesare Battisti, a partire dalle ore 15.00. “Saremo lì in prima linea in difesa dei plantigradi, contro il Trentino ed i trentini che vogliono gli orsi morti o ingabbiati!”, scrivono. (post aggiornato alle 20.30)

  • Dario |

    Rinchiudete gli A. umani…!

  • Ugo58 |

    Dalle foto si capisce come i tondini della rete non erano immersi nel cemento m liber. Per cui con una semplice leva della schiena M49 si è aperto un varco.

  • Sylvia delfino |

    Lasciate in pace l’orso e aiutatelo a vivere bene nel suo habitat. ne ha tutti i diritti!

  • gb51 |

    W M49, lasciatelo in pace

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