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Isole Eolie, ancora un capodoglio impigliato in una rete illegale

AGGIORNAMENTO DELLE 21.45 – IL CAPODOGLIO NON SI TROVA PIU’

Non si trova più la femmina di capodoglio chiamata Furia, la cui coda è rimasta impigliata nelle reti spadare abbandonate a largo di Salina. Ne dà notizia Carmelo Isgrò, il biologo marino che lavorato fino a ieri per la sua liberazione insieme a una squadra formata dalla Guardia Costiera e dai sommozzatori della Capitaneria di Porto di Napoli. “In meno di un mese due capodogli sono rimasti intrappolati in reti abbandonate nell’arcipelago delle Eolie. Il primo è stato liberato e ora Furia, una femmina di oltre 10 metri, è scomparsa con la coda ancora imprigionata nella rete da pesca illegale usata per catturare tonni e pescispada. E’ ora che il Governo e il Parlamento ripensino la politica della pesca regolamentando seriamente queste trappole. Le ‘reti fantasma’ e altre attrezzature, come i palangari, sono spesso i killer invisibili di tartarughe, grandi pesci e cetacei” dice il presidente dell’Oipa Italia, Massimo Comparotto. L’Oipa lancia un doppio appello: chiunque avvisti il capodoglio chiami immediatamente la Guardia Costiera di Lipari al numero 090 988 0819.

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AGGIORNAMENTO DELLE 10 – IL CAPODOGLIO LIBERATO SOLO PARZIALMENTE

Il capodoglio è una femmina chiamata Furia e ieri pomeriggio si è inabissata con ancora la rete e i galleggianti attaccati alla coda. I sub, scrive Repubblica, dopo averla solo parzialmente liberata dai resti della spadara  illegale nella quale è rimasta impigliata hanno attaccato all’animale una boa lampeggiante per poterla seguire e ritrovare anche di notte.

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Durano ormai da molte ore le operazioni della Guardia Costiera per liberare un capodoglio impigliato in una rete da pesca al largo delle isole Eolie, in Sicilia. I militari di marina sono intervenuti sul posto già sabato, a seguito di una segnalazione giunta alla Sala Operativa della Guardia Costiera di Lipari da parte di alcuni diportisti che avevano avvistato l’esemplare in difficoltà avvolto in una rete. Nella nottata scorsa, il capodoglio è stato continuamente monitorato grazie alla presenza in zona di alcuni mezzi navali del corpo. Le operazioni di liberazione vedono impegnati il nucleo sub della Guardia Costiera di Napoli, il pattugliatore Peluso della Guardia Costiera, motovedette della locale Capitaneria nonché alcuni biologi della zona. Nel video postato su Twitter qui sotto si vede bene come i sub siano costretti a tagliare una a una le maglie della rete illegale in cui il gigantesco animale marino è rimasto intrappolato. Nelle scorse settimane un caso simile, di cui abbiamo scritto su 24zampe.

NEL 2020 SEQUESTRATI OLTRE 100 KM DI RETI ILLEGALI

L’attività in corso alle Eolie, spiega una nota, è resa particolarmente difficile dalle dimensioni dell’esemplare e dal suo stato di agitazione che non permette di prestare in modo continuativo l’assistenza in sicurezza. Dall’inizio dell’anno è stata molto intensa l’attività operativa della Guardia Costiera nel contrasto alla pesca illecita, soprattutto in specifiche aree dove il fenomeno risulta più accentuato. Dal mese di gennaio 2020 ad oggi, oltre ai mezzi presenti presso i Comandi del bacino Tirrenico meridionale, un impiego continuativo di assetti aereo-navali d’altura è stato garantito dalla Guardia Costiera, che per ben 80 giorni complessivi ha mantenuto in quel tratto di mare i propri mezzi eseguendo in totale 30 missioni dedicate, che hanno portato al sequestro di oltre 100 km di reti irregolari, analoghe a quella in cui è rimasto impigliato il capodoglio che in queste ore si sta monitorando, assistendo e tentando di liberare.

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