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Un orso ferisce padre e figlio sul Monte Peller, in Trentino

AGGIORNAMENTO DEL 24 GIUGNO 2020 IN CODA – TRENTO: DIALOGO CON IL MINISTERO MA “AMPI MARGINI DI MANOVRA”

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AGGIORNAMENTO DEL 24 GIUGNO 2020 IN CODA – ANIMALISTI PRONTI ALLE VIE LEGALI SU ABBATTIMENTO

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AGGIORNAMENTO DEL 24 GIUGNO 2020 – FIRMATA ORDINANZA DI ABBATTIMENTO

Firmata nella serata di ieri dal presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti una ordinanza di abbattimento per l’orso protagonista dell’aggressione del 22 giugno sul Monte Peller.

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Una brutta ferita ad una gamba più altre in diversi punti del corpo. È l’epilogo di un incontro ravvicinato che un uomo di 59 anni e suo figlio di 28 hanno avuto questa sera con un orso con il quale si sono improvvisamente imbattuti lungo un sentiero del Monte Peller, in località Torosi. L’episodio, sul quale stanno facendo luce i forestali, si è verificato dopo le 18. Da una prima ricostruzione dei fatti, il giovane si stava inoltrando lungo un sentiero, seguito a poca distanza dal padre, quando si è trovato a tu per tu con l’orso.

LE GUARDIE FORESTALI INDAGANO SULL’ACCADUTO

Caduto a terra, è stato sormontato dall’animale e a quel punto la reazione del padre è stata quella di scagliarsi contro il plantigrado riportando la frattura di una gamba in più punti, informa la Provincia di Trento. Ora i due si trovano ricoverati in ospedale dove sono stati raggiunti dalle autorità provinciali e dalle guardie forestali, che hanno anche ispezionato il luogo teatro dell’episodio per raccogliere gli elementi necessari a ricostruirne con esattezza la dinamica. Il pensiero dei lettori di 24zampe non può che correre a M49, l’orso “dannoso” recentemente catturato sui monti sopra Tione. Sono circa 90 gli orsi attualmente presenti in Trentino.

Su 24zampe: Trentino, incontro ravvicinato a lieto fine tra Alessandro e l’orso

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AGGIORNAMENTO DEL 24 GIUGNO 2020 – ANIMALISTI PRONTI ALLE VIE LEGALI SU ABBATTIMENTO

L’ordinanza annunciata, ma non ancora firmata (a differenza di quanto scritto oggi da molti giornali, nd24z), dalla Provincia autonoma di Trento per abbattere l’orso, non ancora identificato, che ha aggredito padre e figlio sul monte Peller, in valle di Non, ha scatenato le reazioni degli animalisti e degli ambientalisti. In caso d’emissione dell’ordinanza di abbattimento dell’orso, l’Oipa Italia ha già annunciato che presenterà un ricorso al Tar. “Siamo pronti a fare il possibile per opporci ad una nuova ingiustizia e per tutelare come sempre, anche nelle aule dei tribunali, il diritto a vivere liberi, nei loro boschi, di questi splendidi animali”, la posizione della Lav. “No al Far West. Esistono delle regole dettate dal piano d’azione (Pacobace) che non possono essere calpestate a piacimento da politici in cerca di visibilità. Ci si concentri invece sul risalire alla corretta dinamica dell’incontro ravvicinato”, chiede la Lega antivivisezione. Secondo Cento per cento animalisti, “non pareva vero a Fugatti. Il politico leghista nelle prossime ore emanerà un’ordinanza per poter giustiziare il povero animale. La storia nella terra sanguinaria si ripete, Daniza, KJ2, M49…”, scrive l’associazione in una nota, ricordando i casi precedenti di abbattimento e, per M49, la restrizione in un recinto vicino a Trento dopo la cattura. Uccisione “intollerabile” per la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto, e per il senatore del gruppo Misto, Sandro Ruotolo: “La montagna – proseguono – è la casa degli animali, siamo noi che abbiamo il dovere di muoverci sempre in punta di piedi”. Il Wwf Italia in un comunicato si dice “molto dispiaciuto” per il ferimento delle persone alle quali “augura una pronta guarigione”. “Tuttavia – prosegue -, le dinamiche dell’incidente non sono ancora chiare” e pertanto “l’emanazione di ordinanze di abbattimento appare una scelta improvvida e fuori luogo”. “Se Fugatti attuerà quanto dichiarato, predisporremo una diffida contro la Provincia di Trento, chiedendo l’immediata sospensione dell’ordinanza di abbattimento dell’orso”, scrive in una nota l’associazione Animalisti Italiani Onlus. Enpa, infine, chiede con una nota che la Provincia, “invece di fare proclami da processo alle streghe, faccia piuttosto chiarezza sui fatti accaduti, e sanzioni i comportamenti scorretti come avviene all’estero: quei comportamenti che sono alla base dei rapporti tra uomo e natura”. E ricorda che Trento “ha doveri precisi nei confronti dell’Italia e dell’Europa, grazie alla quale ha potuto beneficiare di finanziamenti per il progetto Life di reintroduzione degli orsi”.

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AGGIORNAMENTO DEL 24 GIUGNO 2020 – DIALOGO CON IL MINISTERO MA “AMPI MARGINI DI MANOVRA”

Con il Ministero dell’Ambiente, il presidente della Provincia autonoma di Trento ha annunciato di voler “avviare una discussione sulla prospettiva gestionale degli orsi che sta diventando sempre più insostenibile. Vogliamo dialogare con il Ministero, sapendo comunque che noi abbiamo una legge, la 9 del 2018, che ci consente ampi margini di manovra sulla gestione dei grandi carnivori”. Il governatore si riferisce ai numeri degli esemplari presenti in Trentino, dove si stima ci siano fra gli 82 ed i 93 plantigradi, a cui si aggiungono i nuovi cuccioli. Numeri che, secondo Fugatti, mettono in dubbio la possibilità di convivenza dell’orso con l’uomo.

  • Ugo58 |

    E comunque o il mondo animalista si renderà “immediatamente” propositivo e collaborativo sulla percorribilità di sterilizzare un certo numero di femmine in modo da stabilizzare/ridurre gradualmente il numero complessivo di esemplari, oppure gli abbattimenti, massicci, saranno inevitabili. Ad ognuno le proprie responsabilità.

  • Paperino |

    Poveri Orsi…..

  • Ugo58 |

    Tranquilli la politica ha già condannato a morte l’orsa senza aver capito cosa è veramente successo. E i cuccioli?

  • Dario |

    Povero Orso….

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