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Coronavirus, la Cina toglie i pangolini dalla medicina tradizionale

Forse non vedremo mai più quei giganteschi sequestri di scaglie di pangolino. La Cina ha rimosso dall’elenco ufficiale dei medicinali tradizionali i prodotti a base di questo animale, l’unico mammifero ricoperto di squame. Lo riferiscono i media statali, giorni dopo aver aumentato le protezioni legali nei confronti del pangolino, che è in via di estinzione. I pangolini sono stati esclusi dalla farmacopea cinese ufficiale quest’anno, insieme a sostanze tra cui una pillola a base di feci di pipistrello, secondo quanto riferito dall’Health Times. Le parti del suo corpo hanno un prezzo elevato sul mercato nero in quanto sono comunemente utilizzate nella medicina tradizionale cinese, anche se secondo gli scienziati non hanno alcun valore terapeutico.

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E’ L’ANIMALE PIU’ TRAFFICATO AL MONDO

Venerdì le autorità cinesi hanno inserito i pangolini nell’elenco delle specie più protette del Paese ma in Cina sono più di 200 le case farmaceutiche che utilizzano le squame cheratiniche dell’animale (nella foto qui sopra) per produrre medicinali tradizionali. E sono oltre 60 i farmaci ritenuti in grado di curare i problemi più disparati, da quelli di circolazione alla difficoltà di allattamento, dalla disfunzione renale all’asma al trattamento della psoriasi. Un business miliardario e consolidato che non sarà facile azzerare. Il pangolino, il mammifero oggetto del più alto traffico illegale al mondo, è considerato da alcuni scienziati il possibile ospite del nuovo coronavirus mentre altri smentiscono.