Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
(FILES) In this file photo taken on June 19, 2018 French beekeepers Thomas Le Glatin inspects his beehive frames in Ploerdut, western France. - The Technical and Scientific Institute of Beekeeping (Institut technique et scientifique de l'apiculture - ITSAP) estimates the value of the pollinating activity of bees for French agriculture at 2 billion euros. At an international level, the UN Agency for Agriculture and Food (FAO) has placed the "conservation and sustainable use of pollinators" among the "top priorities" to curb a "pollination crisis" which would endanger the food resources of the planet. (Photo by Fred TANNEAU / AFP)

Tornano i furti di alveari: apicoltori emiliani assediati da ladri

E’ tornata la primavera e con la fioritura ritornano anche i ladri di alveari, che assediano gli apicoltori della campagna reggiana. Lo denuncia la Confederazione italiana agricoltori di Reggio Emilia, segnalando diversi furti in tutta la provincia nelle ultime settimane, con criminali specializzati che, approfittando delle restrizioni anti-Coronavirus, agiscono “indisturbati” nelle aree isolate o di aperta campagna dove vengono allevate le api per la produzione di miele. “La situazione è molto grave – dice Anna Ganapini, imprenditrice della Cia reggiana -. Chiediamo più controlli delle forze dell’ordine e il supporto dei cittadini al fine di segnalare movimenti sospetti. Molti apicoltori sono in ginocchio, ma il danno non è solo per loro. La presenza delle api garantisce un ecosistema in equilibrio e l’impollinazione di tante specie vegetali importanti”.

</span></figure></a>  (Photo by PHILIPPE HUGUEN / AFP)
 (Photo by PHILIPPE HUGUEN / AFP)

OGNI ARNIA VALE CIRCA 300 EURO CUI VA AGGIUNTA L’APICOLTURA

“I ladri di alveari – aggiunge – solitamente entrano in azione di notte, quando le api non volano. La refurtiva arriva fino a 40 alveari a colpo, segno che i malviventi hanno mezzi adatti per spostare grandi quantità di materiale. Nonostante le arnie siano riconoscibili perché marcate a fuoco con acronimo del proprietario e ogni postazione sia registrata all’anagrafe apistica nazionale con relativi codici, non si scoraggiano”. Anche economicamente è una perdita significativa: una famiglia di api, che conta 20-80mila insetti e occupa un’arnia, costa circa 300 euro, a cui vanno aggiunti i costi di apicoltura per portarla a produrre miele. Un fenomeno in mano alla criminalità organizzata, secondo il presidente degli Apicoltori italiani Raffaele Cirone, “che deve essere contrastato con strumenti adatti, oltre a quelli già disponibili come ad esempio polizze assicurative, videosorveglianza, arnie con antifurto e tracciamento satellitare”.

</span></figure></a> EPA/ABIR SULTAN
EPA/ABIR SULTAN

IN ITALIA MOLTI OPERATORI OFFRONO SOLUZIONI ANTIFURTO

Secondo l’associazione rubare le api rientra a pieno titolo nel reato di abigeato, con furto aggravato di migliaia di alveari, prima sottratti e poi ricettati. In Italia ci sono diversi operatori – Arniasat, Safebee, Spyproject, 3bee hive-tech tra gli altri – che offrono dispositivi satellitari di sorveglianza delle arnie. Beeing, startup romagnola, con il marchio AntifurtoArnia commercializza da ormai vari anni i propri gps B-Secure, speciali device miniaturizzati in grado di localizzare le arnie e mapparne i movimenti. “Appena l’arnia viene mossa – spiegano – il gps si attiva e l’apicoltore vede nello smartphone la mappa con gli spostamenti in tempo reale delle arnie rubate”. Il dispositivo, che funziona con sim multioperatore, è frutto di vari anni di ricerca, miniaturizzato e quasi completamente invisibile.

  • Ugo58 |

    In realtà il colpevole è sempre lui, M49 travestito da ladro umano.

  • Dario |

    Ma non erano gli orsi?

  • Guido Minciotti |

    E invece Anna Ganapini ha 300 alveari biologici nel reggiano. Immagino sia a conoscenza del fatto che le api di giorno sono per la maggior parte del tempo fuori dall’arnia. Forse c’è chi le ruba anche di giorno. Mi dispiace non trovi il post di suo interesse ma d’altro canto non mi attaccherei a un avverbio per giudicare un lavoro più articolato. La ringrazio comunque di leggere 24zampe saluti gm

  • parodidemartini |

    Hai perfettamente ragione!!

  • Piersilvio |

    Buongiorno, resto perplesso alla lettura di questo articolo.
    In primo luogo Anna Ganapini probabilmente non è del settore apistico poiché afferma che ‘i ladri di alveari *solitamente* entrano in azione di notte’. Il ladri di alveari si muovono solo di notte non tanto per non essere visti ma perché, come ogni apicoltore sa, di giorno le api bottinatrici sono in volo e rubare un’arnia senza le bottinatrici vorrebbe dire rubare una famiglia improduttiva per almeno una stagione (posto che la sfanghi).
    E l’oggetto del furto non lo puoi rivendere a chiunque come fosse una normale cassetta di frutta ma devi trovare che ha la competenza per poterlo utilizzare in futuro. In altre parole lo puoi rivendere solo a un apicoltore professionista oppure trasformarti tu stesso da ladro in apicoltore (direi che è più probabile la prima).

  Post Precedente
Post Successivo