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A monkey bites a plastic bag as he is in search of food, following significant impact on tourism after the outbreak of coronavirus disease 2019 (COVID-19) spread, in front of Prang Sam Yod temple in Lopburi, Thailand, March 17, 2020. Picture taken March 17, 2020. REUTERS/Soe Zeya Tun

Coronavirus, la crisi turistica in Thailandia affama le scimmie?

La crisi turistica che ha colpito la Thailandia con la diffusione del coronavirus sta davvero affamando le scimmie di Lopburi? La notizia si è diffusa nei giorni scorsi, con la diffusione di un video che ha ripreso una rissa di massa – circa mille esemplari – tra due tribù rivali di scimmie nei pressi del complesso del tempio di Prang Sam Yod. Ma secondo gli operatori dell’area quelli che gli animali potrebbero morire di fame sono timori infondati.

https://twitter.com/zahinsays/status/1238263440713502725

“Funzionari e residenti si prendono cura di loro e al mattino danno alle scimmie le verdure del mercato”, riferisce Reuters. A spiegarlo è la 41enne venditrice di prodotti alimentari Pakawan Koontawee, che ha dichiarato invece che la propria attività economica soffre a causa della perdita del traffico di turisti. “Non sono le scimmie che stanno morendo di fame, ma noi”, ha detto.

  • Dario |

    Ragionamento concettualmente condivisibile ma moralmente inaccettabile. Per gli Umani sterilizzazione di massa e 0,3 figli per femmina

  • jean |

    Se muoiono di fame significa che c’è uno squilibrio, sono troppe e basta lasciare che Madre Natura segua il suo corso. Coi turisti cibo facile ed esplosione demografica. Quelle che adesso non riescono a procurarsi il cibo da se che muoiano pure, non è di sicuro un male. Una volta in equilibrio, quelle che restano saranno più forti.
    Dovremmo applicare le stesse regole per gli umani 🙂

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