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Coronavirus, i veterinari mettono a disposizione i loro respiratori

I veterinari sono pronti a mettere a disposizione di ministero della Salute e Protezione civile i concentratori d’ossigeno e le macchine anestesiologiche presenti nelle cliniche veterinarie di tutta Italia, per far fronte all’emergenza coronavirus. Lo conferma l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, spiegando su Anmvioggi che si sta cercando di capire se sia concretamente fattibile. Intanto, il Veneto ha effettuato un censimento dei ventilatori meccanici presenti negli ambulatori veterinari della regione, per poterne disporre “solo nel caso si arrivasse ad una situazione di emergenza estrema”. Si tratta, viene precisato, di macchinari per uso umano; ne sono stati censiti 50. Il censimento, come anticipato dal Gazzettino, è avvenuto con una lettera inviata dalle Usl agli Ordini dei medici veterinari. “Nella nostra categoria sta crescendo un forte senso di coinvolgimento e di solidarietà”, “siamo a nostra volta dei medici e stiamo vivendo con angoscia le difficoltà del sistema ospedaliero, l’affanno dei professionisti sanitari e il dramma dei pazienti”, afferma il presidente Marco Melosi.

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SPOSTAMENTI CONSENTITI PER PORTARE GLI ANIMALI DAL VETERINARIO

Per quanto riguarda la cura degli animali – ricorda l’Anmvi dopo la prima settimana di attuazione delle misure anti-contagio su scala nazionale -, andare in ambulatorio rientra fra gli spostamenti consentiti ma “non recatevi dal veterinario senza averlo prima contattato telefonicamente”, avverte. E se si hanno sintomi influenzali, è bene “non toccare gli animali”. Le strutture veterinarie italiane, ricorda Melosi, “stanno attuando misure di prevenzione e di protezione rafforzate e rigorose”. Per la sicurezza dei professionisti, dei clienti e degli animali, vengono applicate, infatti, misure rafforzate di igiene, di sanificazione, limitazione degli accessi e distanziamento sociale. Bisogna pertanto attenersi a giuste precauzioni. Innanzitutto non presentarsi senza aver prima contattato il veterinario telefonicamente, che “valuterà le prestazioni urgenti non differibili e quelle differibili, evitando spostamenti non necessari”.

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IL VETERINARIO: “SIETE MALATI? NON TOCCATE E NON BACIATE GLI ANIMALI”

Convivere con un animale da compagnia, ricorda Anmvi, non è fonte di alcun rischio. Non ci sono prove che abbiano un ruolo nella diffusione di coronavirus o che si ammalino di Covid-19. Inoltre, “l’Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato che gli animali da compagnia possono convivere con l’ambiente familiare  in caso di positività umana o isolamento domiciliare”. Tuttavia, se “se si è ammalati, anche di normale influenza stagionale, non toccate, non tenete in braccio e non baciate gli animali”. Quanto al resto, vanno accuditi regolarmente secondo le ordinarie regole di mantenimento, nutrizione e igiene. E’ consentito uscire per le esigenze fisiologiche del cane e per l’acquisto di alimenti per animali da compagnia.

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