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A Rimini 8 boe in mare per monitorare l’inquinamento acustico

Una boa autoregistrante con idrofono è stata installata sabato al largo di Rimini e servirà a monitorare, per un anno, l’inquinamento acustico sottomarino. Come riportato dai quotidiani locali, l’apparecchio è l’ultimo degli otto posizionati nell’Adriatico settentrionale in acque italiane, croate e internazionali, nell’ambito del progetto di ricerca Soundscape. L’obiettivo è capire quanto il suono incida sulla fauna marina – le due “specie target” del progetto sono tartarughe e delfini -, spiega la Fondazione Cetacea, onlus che si occupa della conservazione delle specie marine protette in Emilia-Romagna e Marche e che ha curato l’installazione dell’idrofono con Eni e scuola di Sub Rimini Gian Neri. I dati saranno raccolti da Cetacea.

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IL RUMORE SAREBBE RESPONSABILE DI DECESSI E SPIAGGIAMENTI DI CETACEI

“Numerosi studi – sottolinea – attribuiscono all’eccessivo rumore subacqueo la responsabilità di morti e spiaggiamenti di diversi organismi marini, in particolar modo cetacei. La quantità dei rumori antropici subacquei è aumentata significativamente nel corso del secolo scorso, tanto da aver coperto quasi totalmente i suoni naturali”. A settembre, annuncia la Fondazione, si terrà a Rimini un evento “dove gli esperti del progetto Soundscape presenteranno lo stato di avanzamento dell’indagine e forniranno una prima valutazione dell’inquinamento acustico sottomarino per ragionare insieme su possibili misure di mitigazione”. (in alto delfini, nella foto sopra una delle boe Soundscape)