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Ben svegliato M49: l’orso esce dal letargo e “attacca” un’arnia

AGGIORNAMENTO DEL 6 MARZO 2020 IN CODA – LE ONG ANIMALISTE: M49 NON HA COLPE, NON TOCCATELO

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AGGIORNAMENTO DEL 4 MARZO 2020 IN CODA – L’ORSO M49 SI SPOSTA VERSO L’ALTO ADIGE

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AGGIORNAMENTO DEL 3 MARZO 2020 IN CODA – ORSO M49 A VILLE DI FIEMME, FERITO UN ASINO

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POST DEL 2 MARZO 2020

Se il buongiorno si vede dal mattino, siamo a posto. L’orso M49, fuggito l’estate scorsa dal Centro faunistico di Casteller, a sud di Trento, si è risvegliato dal letargo e ne ha subito combinata una delle sue, perfetta per guadagnarsi le pagine dei giornali e attirare su di sè le attenzioni dei forestali, che lo considerano “problematico”. Nel comune di Castello di Molina di Fiemme l’orso si è avvicinato ad una azienda agricola e ha distrutto un’arnia per rubare del miele di cui soprattutto adesso, alla fine del letargo e con le montagne imbiancate di fresco, sarà ghiottissimo. A metterlo in fuga sono stati tre cani. L’orso non è stato visto ma sono state riconosciute le sue impronte nella neve. Nelle ultime settimane M49 – battezzato Papillon dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa dopo la sua fuga dal recinto del Casteller – si era mantenuto, secondo le informazioni della Forestale, in Val Cadino. Sull’orso M49, il più ricercato d’Italia, “pendono” due ordinanze di cattura sia in Trentino che in provincia di Bolzano.

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AGGIORNAMENTO DEL 3 MARZO 2020 – ORSO M49 A VILLE DI FIEMME, FERITO UN ASINO

Proseguono gli avvistamenti di M49. La notte scorsa – informa la Provincia – il plantigrado, uscito dal letargo, è stato avvistato poco prima di mezzanotte a Molina di Fiemme in direzione di Carano e Daiano, nel comune di Ville di Fiemme. L’avvistamento nel centro abitato ha fatto attivare la squadra di emergenza dei forestali che, utilizzando i cani da orso, ha intercettato il plantigrado quando stava cercando di predare un asino, facendolo allontanare sotto una forte nevicata. L’animale predato è ferito e sarà affidato alle cure di un veterinario. La squadra ha in seguito avuto la possibilità di seguire ulteriormente lo spostamento del plantigrado, ancora grazie all’utilizzo dei cani, fino ai boschi a monte dei paesi di Carano e Daiano. Negli ultimi giorni M49 è penetrato anche in alcune malghe poste nella zona del Vanoi ed in val Calamento, forzando porte e finestre e provocando danni all’interno. Alla luce di tale comportamento, la Provincia di Trento ricorda che l’ordinanza del presidente Fugatti emessa lo scorso anno è tutt’ora valida.

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AGGIORNAMENTO DEL 4 MARZO 2020 – L’ORSO M49 SI SPOSTA VERSO L’ALTO ADIGE

La Ripartizione foreste della Provincia di Bolzano sottolinea che il plantigrado, nelle ultime ore, dopo aver attraversato la Val di Fiemme, in Trentino, ha poi proseguito il suo spostamento verso l’Alto Adige in direzione di Passo Oclini e Malga Cugola. Proprio in queste località, la scorsa estate, M49 aveva trascorso qualche settimana. L’assessore all’agricoltura, Arnold Schuler, chiede la collaborazione di tutti, ricordando che “l’orso M49 non è provvisto di collare, quindi abbiamo bisogno che la sua presenza venga segnalata da parte dei cittadini”. A tale scopo è attivo  il numero di reperibilità del Servizio forestale 3666643887. Inoltre Schuler invita a “vigilare e adottare le misure di prevenzione”, in maniera particolare per coloro che si trovano negli insediamenti compresi in prevalenza tra Passo Lavazé, Passo Oclini e Redagno.

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AGGIORNAMENTO DEL 6 MARZO 2020 – LE ONG ANIMALISTE: M49 NON HA COLPE, NON TOCCATELO

Le associazioni animaliste GAIA Animali e Ambiente, LAC Trentino Alto Adige/Südtirol, LEAL Lega Antivivisezionista, LIMAV Italia OdV, OIPA – Organizzazione Internazionale Protezione Animali, Salviamo gli Orsi della Luna, Coordinamento Grandi Predatori e Fauna Selvatica scrivono che “è possibile che ci saranno predazioni e danni, ma non è detto: M49 ha dimostrato di essere schivo ed elusivo e fugge alla vista dell’uomo. La responsabilità, in ogni caso, sarà dell’amministrazione provinciale che ci ha tenuto a dimostrare la cattiva gestione di questo splendido animale. M49 non ha colpe: conduce una vita da orso e non è responsabile della malvagità dell’essere umano che attende predazioni e danni senza adottare le necessarie misure di prevenzione per poi perseguitarlo a scopo propagandistico. Il 6 marzo avrà inizio il processo contro Ugo Rossi, l’ex presidente della PAT che fece uccidere la mamma orsa KJ2. Le associazioni colgono l’occasione per sconsigliare anche l’attuale presidente PAT dall’adottare azioni ostili a M49 e gli altri orsi presenti in Trentino”. “Nulla lasceremo di intentato per ottenere giustizia e corretta gestione della popolazione di orsi trentina che non è responsabile della cattiva amministrazione e delle idee ostili alla biodiversità”, dichiara Edgar Meyer, presidente di Gaia Animali & Ambiente.

 

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