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Cina, il virus di Wuhan è arrivato all’uomo dai serpenti

AGGIORNAMENTO DEL 24 GENNAIO 2020 IN CODA – DUBBI SULL’IPOTESI DEI SERPENTI

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POST DEL 23 GENNAIO 2020

Il virus cinese 2019-nCoV è arrivato all’uomo dai serpenti: sarebbero questi gli animali nei quali il virus, trasmesso dai pipistrelli, si sarebbe ricombinato e poi passato all’uomo. Lo indica l’analisi genetica pubblicata sul Journal of Medical Virology da Wei Ji, Wei Wang, Xiaofang Zhao, Junjie Zai, e Xingguang Li, delle università di Pechino e Guangxi. La ricerca è stata condotta su campioni del virus provenienti da diverse località della Cina e da diverse specie ospiti. Come è accaduto in passato con i virus dell’influenza aviaria e con la Sars, anche questa volta l’indice è puntato sui mercati di animali vivi molto comuni in Cina, dove accanto agli animali allevati nelle fattorie e ai pesci si vendono animali selvatici, come serpenti e pipistrelli.

RISOLTO IL MISTERO DELL’ALTRA META’ DEL CORONAVIRUS

“I risultati della nostra analisi evoluzionistica suggeriscono per la prima volta che il serpente è il più probabile animale selvatico serbatoio del virus 2019-nCoV”, scrivono i ricercatori. Le analisi genetiche aggiungono così una tessera fondamentale al mosaico della composizione genetica del virus 2019-nCoV, nel quale finora era chiaramente riconoscibile solo la sequenza della parte di virus ereditata dai pipistrelli e identificata fin dall’inizio come appartenente alla famiglia dei coronavirus, la stessa che comprende il virus della Sars,  comparso nel 2002, e della Mers, del 2015; restava da risolvere il mistero della provenienza dell’altra metà del virus”.

IL “SALTO DI SPECIE” AVVENUTO GENETICAMENTE NEI SERPENTI

“Adesso è chiaro che il virus 2019-nCoV è un mix di un coronavirus proveniente dai pipistrelli e di uno che arriva dai serpenti e che da questi ultimi sarebbe passato agli esseri umani, adattandosi al nuovo ospite e acquisendo la capacità di trasmettersi da uomo a uomo. Ricombinandosi geneticamente nei serpenti, quindi, il nuovo virus ha fatto il cosiddetto ‘salto di specie’, acquisendo nuovi recettori che gli permettono di legarsi alle cellule del sistema respiratorio umano. “Le nuove informazioni ottenute dalla nostra analisi evoluzionistica – rilevano i ricercatori – sono molto importanti per il controllo dell’epidemia causata dalla polmonite indotta dal virus 2019-nCoV”. (Ansa)

Gennaio 2020 – Pipistrelli, zanzare, topi, scimmie: lo “zoo” dei virus pericolosi

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AGGIORNAMENTO DEL 24 GENNAIO 2020 – DUBBI SULL’IPOTESI DEI SERPENTI

La comunità scientifica non è così sicura che siano i serpenti il serbatorio del nuovo coronavirus. Diversi virologi, intervistati da Nature, hanno mostrato dubbi e perplessità, sostenendo che questo virus può trasmettersi solo tramite mammiferi e uccelli, e non ci sono prove che possa infettare altre specie animali. “Niente supporta l’ipotesi dei serpenti”, afferma David Robertson, secondo cui è improbabile che il nuovo coronavirus abbia avuto abbastanza tempo di infettare un altro animale ospite per alterare il suo genoma in modo così significativo. Altri dubbi sorgono dal fatto che l’animale ospite sia stato identificato senza altre indagini di laboratorio e sul campo, nelle gabbie e nei container. Per Cui Jie, dell’Istituto Pasteur di Shangai, uno di quelli che identificò il virus della Sars nei pipistrelli, “è il mammifero l’ipotesi più probabile”. I ricercatori cinesi, guidati da Wei Ji, non hanno ancora risposto alle critiche, ma hanno assicurato fin da subito che continueranno a studiare la sequenza genetica del virus. (Ansa).