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Anche in Botswana è strage di elefanti: 100 morti in 2 mesi

Più di 100 elefanti sono morti in Botswana negli ultimi due mesi a causa di una sospetta epidemia di antrace e per la siccità. Lo hanno detto funzionari della fauna selvatica e lo riporta il sito britannico d’informazione ‘Bbc News Africa’. Parti dell’Africa meridionale sono state colpite da una grave siccità che ha portato negli ultimi due mesi alla morte di 55 elefanti nel famoso Parco nazionale di Hwange, in Zimbabwe, al confine con il Botswana. Più di 10 elefanti sono stati trovati morti nel Paese questa settimana, aggiunge ‘Bbc News Africa’, e le loro carcasse saranno bruciate per impedire la diffusione dell’infezione da antrace, ha detto l’autorità faunistica locale. “Le indagini preliminari suggeriscono che gli elefanti stanno morendo di antrace, mentre alcuni sono morti a causa degli effetti della siccità”, è stata la dichiarazione del Dipartimento della fauna selvatica e dei parchi nazionali. “A causa della grave siccità, gli elefanti finiscono per ingerire il terreno mentre pascolano e vengono esposti alla spora dei batteri dell’antrace”, ha aggiunto.

MOLTI TURISTI VOGLIONO VEDERE GLI ELEFANTI LIBERI IN NATURA, ALTRI GLI VOGLIONO SPARARE

L’antrace è causato dal bacillus anthracis e può essere mortale. Le spore di questo batterio possono rimanere nel terreno per anni prima di entrare a contatto con un animale attraverso un taglio o una ferita. Molti turisti visitano i parchi del Botswana per vedere la sua fauna selvatica ma ce ne sono altri che chiedono di inquadrare pachidermi e altri animali selvatici nel mirino dei propri fucili. Il paese ha circa 140 mila elefanti, quasi un terzo di quelli che vivono nel continente, e di recente ha riaperto la caccia perchè l’elevato numero di animali  causerebbe l’invasione degli spazi destinati all’agricoltura, aumentando il conflitto con gli agricoltori e finendo così per alimentare il bracconaggio. Un’altra delle motivazioni spesso portate dai governi africani è quella di favorire il “big game” (la caccia grossa) per far affluire nelle casse statali denaro da reinvestire nella tutela della fauna selvatica. (nella foto Siphiwe Sibeko/Reuters i resti di un elefante contrassegnati dai gruppi di conservazione nell’area di Mababe, Botswana, nel settembre 2018)