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In Africa elefanti sempre nel mirino: il Botswana riapre la caccia

Il Botswana, il paese con più elefanti al mondo, ha revocato ieri il divieto di caccia al più grande mammifero terrestre vivente, minacciato di estinzione. Il governo del paese africano sostiene di dover fronteggiare un’emergenza causata dall’elevato numero di animali selvatici che invaderebbero gli spazi destinati all’agricoltura e si dice pronto a garantire che il “ripristino della caccia avvenga in modo ordinato ed etico”, in conformità con la legge e d’accordo con il ministero dell’Ambiente, della conservazione delle risorse naturali e del turismo. Per gli ambientalisti il Botswana è uno degli ultimi paradisi sicuri per gli elefanti africani. Anche gli oppositori politici accusano il presidente Masisi di volersi accaparrare i voti delle popolazioni rurali e così facendo di danneggiare il turismo, che vale un quinto dell’economia. D’accordo invece con la decisione la Botswana Wildlife Producers Association, che organizza safari. Nel paese il numero di elefanti è quasi triplicato dal 1991 fino ai 160mila esemplari di oggi, aumentando il conflitto tra agricoltori e animali, che a volte distruggono i raccolti e uccidono gli abitanti dei villaggi.

CENTO ANNI FA GLI ELFANTI ERANO 12 MILIONI, ORA SONO 400MILA

Ma in Africa gli elefanti continuano a diminuire, vittime di un bracconaggio continuo che minaccia la loro sopravvivenza a lungo termine. Un secolo fa erano 12 milioni, ridotti oggi a circa 400mila esemplari. Cacciati per le loro zanne d’avorio, gli elefanti africani sono vittime di un bracconaggio selvaggio nonostante dal 1989 il commercio internazionale dell’avorio ricavato dalle loro zanne sia proibito e rigidamente regolamentato. Bracconaggio e perdita dell’habitat sono le cause del rischio di estinzione della specie. A lanciare l’allarme è l’Onu sulla base di una ricerca condotta dall’Organismo che si occupa del commercio internazionale delle specie di flora e fauna minacciate di estinzione (Cites). Il rischio di estinzione di questo animale, docile e mansueto, è alto perché la percentuale degli uccisi, dicono gli esperti, non sarà mai compensata dal tasso di natalità: la femmina partorisce solo un cucciolo a volta con una gestazione di 22 mesi.ù

MA ALCUNI PAESI VOGLIONO ANCORA IL COMMERCIO DELL’AVORIO

”Il massacro illegale degli elefanti in Africa causato dalla caccia all’avorio rappresenta una minaccia per la specie”, ha dichiarato il segretario Generale della Cites, Ivonne Higuero, sottolineando che “la popolazione umana in Africa è cresciuta di dieci volte, fino a 1,225 milioni, e ciò porta gli elefanti a contendere con gli umani lo spazio, che diviene sempre più raro”. Gli sforzi di protezione sono, inoltre, ostacolati dalla volontà di alcuni Paesi dell’Africa del Sud, come la Namibia e lo Zimbabwe, di facilitare ancora il commercio dell’avorio. I due Paesi (insieme ad alcuni Paesi europei e asiatici in cui il mercato dell’avorio è ancora presente) vorrebbero meno restrizioni al commercio degli elefanti. Con le sue 7 tonnellate di peso l’elefante, se non provocato, possiede un temperamento mite, con un forte senso di protezione non solo per i cuccioli ma anche nei confronti dei componenti del branco. A cacciarli non sono solo i bracconieri: in Namibia un trofeo di elefante, secondo il listino – legale – di una delle organizzazioni più famose per i safari, vale 41 mila dollari.