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Stelvio, il gipeto italiano reintrodotto in natura in Spagna

E’ stato reintrodotto in natura, nel cuore dell’Andalusia, il gipeto nato tre mesi fa nel Parco di Bussolengo (Verona), unico “italiano” tra 17 pulcini di altri zoo d’Europa. Al termine di un viaggio di 1.815 km, durato due giorni, il raro avvoltoio italiano, soprannominato Stelvio, è stato rimesso in libertà in Spagna, nella Sierra di Cazorla, portato a spalla in una cassa fino al sito di nidificazione. Da lì, calato in corda doppia in una sacca assicurata alle spalle di Enrique Àvila, tecnico del programma di conservazione degli uccelli necrofagi della Junta de Andalusia, ha guadagnato il suo nuovo nido: un incavo nella parete di roccia a 1.350 metri di altitudine, dove volano altri 38 esemplari reintrodotti dal 2013 a oggi, i loro 7 piccoli nati in natura e grifoni, aquile reali e capovaccai. Insieme a Stelvio (foto qui sotto), nato e accudito in questi mesi nel Parco veronese “Natura Viva” – primo gipeto italiano ad essere nato in un parco zoologico – anche un altro esemplare proveniente dallo zoo di Berlino.

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UNA SPECIE IN PERICOLO DI ESTINZIONE MA IMPORTANTISSIMA PER LA NATURA

Entrambi fanno parte della rete Eaza (European Association of Zoos and Acquaria) che opera sotto l’egida della Vulture Conservation Fundation e sono dotati di gps, anello identificativo e decolorazione delle penne remiganti per meglio individuarli in volo. “Stelvio rimarrà nel suo nuovo nido senza volare ancora per 3 o 4 settimane – spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore Scientifico del Parco Natura Viva – e nel frattempo verrà alimentato tramite un lungo tubo utile a fargli arrivare il cibo senza doversi calare in corda tutti i giorni (foto sotto). Poi un giorno deciderà di involarsi ed entrare a far parte di quel contingente che sta ridando speranza ad una specie scomparsa in zona negli anni 80”. La specie infatti è in pericolo critico di estinzione, secondo Iucn, a causa di avvelenamenti, distruzione dell’habitat, disturbo antropico e scomparsa degli ungulati selvatici di cui si nutre. Una condizione inversamente proporzionale all’importanza che il gipeto riveste nell’ecosistema: vero e proprio spazzino della natura, grande veleggiatore, previene la diffusione di malattie contagiose e controlla ampi territori al limite superiore della vegetazione arborea. (nella foto in alto un gipeto della Sierra di Cazorla)

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