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Il geniale “Leonardo da Veggie” era animalista già 500 anni fa

“C’è qualcosa che Leonardo da Vinci non ha previsto?”, si chiede l’associazione animalista globale Peta in occasione delle celebrazioni del 500° anniversario della sua morte. L’artista, urbanista, architetto, botanico, ingegnere, matematico, cartografo, geologo, musicista rinascimentale è stato anche un pioniere dei diritti degli animali e gli animalisti non se lo lasciano sfuggire nel ruolo di testimonial ante litteram. Nasce così la campagna commemorativa internazionale “Leonardo da Veggie – Eat like a genius (mangia come un genio)”, con alcune foto scattate nel centro di Milano, in piazza XXV Aprile, davanti a Eataly.

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IL GENIO TOSCANO LIBERAVA GLI UCCELLI IN GABBIA E CRITICAVA L’ALLEVAMENTO

A riprova dell’impegno di Leonardo per la causa degli animali, Peta ricorda che il genio toscano era vegetariano, preferiva vestirsi di lino per non indossare “qualcosa di morto”, che – come racconta il Vasari – comprava uccelli in gabbia solo per liberarli, “restituendo loro la libertà perduta” e si doleva per i pulcini che “non verranno mai alla luce” perchè gli uomini mangiano le uova. Oltre che animalista, Leonardo era anche un antispecista, se è vero che contestava l’idea che gli umani fossero superiori agli altri animali e criticava l’allevamento, che li fa riprodurre solo per nutrirsi dei loro figli.

  • Dario |

    Aggiungo avvalorando la metafora dello “smartphone” che sono per la decrescita forzata e poco felice, anche perché non credo nella crescita infinita. Il tempo mi darà ragione…peccato non ci potremo nutrire della ragione…

  • Dario |

    Cara Maria Pia s’è persa tutto ciò che non ha “visto” e “sentito”
    Ps: guardi Mission con la musica sublime di Ennio Morricone.
    Ps: il riferimento allo “smartphone” è pura metafora del nostro essere terrestri

  • Maria Pia |

    Salve, Dario.
    In che senso: “Mai guardare al passato”?
    Pensa se gli ebrei smettessero di guardare indietro. Hanno fatto della memoria la loro missione nella vita: sperano che, tenendo viva la memoria del passato, si possa non tornare più a commettere gli stessi errori (e orrori!)
    Nonostante ciò oggi ti vedi comparire davanti agli occhi, come fossero incubi ma sai di essere sveglio, gruppi neonazisti/fascisti che rinnegano la storia.
    Non ha mai sfiorato la mia mente invece l’idea che gli europei possano aver portato la civiltà nel nuovo mondo. Però non credere che i “conquistadores” siano andati lì per imporre la religione cattolica. I missionari sono giunti dopo quelli che credevano nel dio denaro, nel nome del quale hanno fatto tutto quello che hanno fatto.
    Mi puoi spiegare cosa significa: “Non basta uno smartphone per essere in pace con la nostra coscienza”?
    Io ho un telefonino coi tasti, un modello antidiluviano, credo e ne vado fiera ma non capisco come uno smartphone possa pacificare la coscienza. Che cosa mi sono persa?

  • Dario |

    Mai guardare al passato!
    Se qualcuno ti dicesse che gli europei sono stati e sono un tumore per la terra e per i nativi vedi indiani, aborigeni, indios. Maori e via discorrendo, capaci di schiavizzare i propri simili e uccidere per imporre le proprie religioni… tu mi risponderesti: ma che dici? Hanno portato la civiltà…eh!

    Non basta uno smartphone per essere in pace con la nostra coscienza!

    Per chi vuole udire udisca.

    Quello che penso sulla carne l’ho scritto, i fagioli esistono dalla notte dei tempi! Bisogna faticare, uccidere è più semplice…

  • Maria Pia |

    Talvolta mi viene da pensare che essere vegani o vegetariani oggi, in una società come la nostra, è una scelta facile, che non comporta neanche grossi sacrifici essendoci ormai sostituti di qualsiasi cibo animale o di tale origine. Forse, e dico forse, è facile rimanere fedeli ai propri principi oggi ma se ci trovassimo sbalzati fuori da questa realtà, lo saremmo comunque?
    La storia insegna. Ricordate la battaglia di Stalingrado durante la seconda guerra mondiale.
    Penso che a nessuno in quella città sarebbe venuto in mente di mangiare cani e gatti e, quando questi finirono, addirittura i propri simili però è proprio quello che successe. Certo qualcuno potrebbe dire di preferire lasciarsi piuttosto morire di fame ma prima di sbandierarlo dovrebbe aver provato la “vera” fame.
    Con tutto ciò cosa voglio dire? Due cose: non fidiamoci troppo di noi stessi e non giudichiamo gli altri con la stessa facilità.

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