Arriva il Piano lupo con la novità della “mitigazione microterritoriale”

“Il piano lupo è pronto per essere consegnato alla Conferenza Stato-Regioni, esclude gli abbattimenti e prevede 23 azioni di gestione, compresa – ed è una rilevante novità – la sperimentazione di iniziative di mitigazione a livello microterritoriale”. Lo ha detto a Montecitorio il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, secondo quanto riferisce Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali con cui il ministro ha avuto mercoledì scorso una riunione sui temi della tutela dei grandi carnivori e della lotta al bracconaggio. Il ministro, sempre secondo quanto riferito da Brambilla, ha ribadito che “il piano lupo ha come obiettivo la protezione della specie” e “prevede 23 azioni, in gran parte mutuate dal piano che non passò nell”ultimo miglio’ della scorsa legislatura”.

L’HA SPIEGATA IL MINISTRO COSTA ALL’INTERGRUPPO DEI DIRITTI ANIMALI

“Dopo aver incontrato e ascoltato i rappresentanti dei territori – spiega Costa -, in particolare delle Province autonome di Trento e Bolzano, ho integrato il piano con la proposta di sperimentare, dove se ne manifesterà l’esigenza, particolari azioni di mitigazione”. “All’attività del lupo – ha detto ancora il ministro – sono attribuiti più danni di quelli che effettivamente produce. Di qui la particolare attenzione riservata al problema degli ibridi e alla sterilizzazione come opportuno strumento di intervento, anche se sugli ibridi la competenza è in capo alle autorità sanitarie”. In Alto Adige nel 2017 furono risarciti danni causati dai lupi per meno di 10mila euro: le altre predazioni erano opera di cani randagi.

IN SUDTIROLO LA CONVIVENZA UOMO-LUPO E’ SEMPRE DIFFICILE

La presidente del gruppo per le autonomie, Julia Unterberger, membro dell’Intergruppo animali, ha ricordato a Costa che in Sudtirolo la convivenza tra l’uomo e il lupo non funziona, così come non stanno funzionando le misure di tutela di cui tanto si parla. Il ministro l’ha rassicurata: “Mi è sembrato un approccio calibrato, di buon senso, anche se ancora non sono chiare le modalità e le regole di quella che il ministro ha chiamato la fase sperimentale, tantomeno il modo con cui verrà svolta l’eventuale indagine conoscitiva. Vedremo come la situazione si evolverà nelle prossime settimane e, soprattutto, quali atti concreti vorrà mettere il campo il Governo e il Ministro per rispondere alla legittima preoccupazione dei nostri territori“.

COSTA E BRAMBILLA: CONTRO IL BRACCONAGGIO SERVE INASPRIRE LE PENE

Costa ha infine ricordato che la lotta al bracconaggio è materia contenuta nel contratto di governo e ha convenuto con la deputata Brambilla sulla necessità di trasformare in delitti i reati contro le specie e gli habitat protetti, ora di tipo contravvenzionale. Condividendo l’intervento del ministro, Brambilla auspica che sia “presto approvato il piano lupo, senza abbattimenti e con le azioni proposte, e che l’intergruppo possa collaborare con il governo per arrivare rapidamente a definire norme più severe ed incisive contro la piaga del bracconaggio“.