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Grosseto, ragazzi “giocano a calcio” con una tartaruga: ferita, si salverà

Giocano a calcio ma al posto di un pallone si “passano” una tartaruga. E’ successo ieri in un giardino sulle mura di Grosseto. Protagonisti alcuni ragazzi interrotti nel loro macabro gioco da un addetto alla pulizia del verde che ha tolto dai loro piedi l’animale, con il guscio già rotto, chiedendo spiegazioni: “Era lì” è la sconfortante giustificazione. L’uomo ha subito chiamato la moglie che è andata a prendere la tartaruga e ha chiamato l’Sos animali Onlus (che su fb hanno postato la foto sopra). Sul posto è arrivato un veterinario che l’ha preso in consegna. La tartaruga, che quando è stata raccolta perdeva già sangue, ha ricevuto le prime cure e verrà portata al Centro di recupero animali selvatici a Semproniano, scrive il Tirreno, secondo il quale l’animale si salverà. Oggi l’associazione, insieme all’uomo che ha interrotto il “gioco” dei ragazzi, deciderà se sporgere denuncia o fare comunque una segnalazione alle autorità.

LA VIOLENZA SU ANIMALI POTREBBE INDICARE UNA DERIVA ANTOSOCIALE

Anche questa vicenda, purtroppo una delle tante, ci dovrebbe far interrogare sia su come meglio educare i giovani al rispetto della vita ma anche su come gesti crudeli di questo tipo meritino maggiore attenzione. Potrebbero infatti indicare una deriva antisociale, come dimostrato da molti studi – anche dell’Fbi – di cui abbiamo già scritto su 24zampe. La stretta correlazione tra violenza su animali e su persone è ormai una verità scientifica: nel capitolo sulla zoocriminalità infantile del “Rapporto zoomafia 2018”, l’esperto di Lav Ciro Troiano scrive che “è ancora diffusa la convinzione che i bambini autori di abusi nei riguardi di animali non fanno altro che compiere un percorso quasi obbligato nel cammino della loro crescita. Nulla di più sbagliato. La ricerca ha spiegato che quei bambini che maltrattano animali lo fanno in risposta a un disagio e sono molto probabilmente loro stessi vittime di altre violenze, il più delle volte commesse proprio dalle figure più significative per loro”.

  • Olimpia |

    Vorrei che fosse ben chiaro a tutti che qui in Maremma molti minori accompagnano regolarmente a caccia i propri genitori. Ditemi se non è educazione alla violenza e all’indifferenza al dolore degli altri esseri viventi

  • Katia |

    Decidere se sporgere denuncia??? Certo che si.. Ma come si fa anche solo a porgersi la domanda.. Se arrivano a fare cose così atroci se ne devono prendere la responsabilità.. Sono sempre giovani per essere puniti ma abbastanza grandi per fare i deficient..

  • Guido Minciotti |

    “Nessuna pietà” è un’espressione da Tex Willer. Semmai è proprio di maggiore pietà, di educazione all’empatia e al rispetto per l’altro, quello di cui ci sarebbe bisogno. Grazie di leggere 24zampe, saluti gm

  • Marco Dezzi |

    Nessuna pietà per i ragazzi…. devono pagarla cara

  • Alice |

    Ragazzi?!? Direi “esseri”crudeli e delinquenti come ben scrive Dario. Privi delle più elementari basi educative. Denunciarli mi sembra il minimo. Cosa diventeranno crescendo se non verranno raddrizzati ora?!?

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