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Presto un’area di tutela per delfini e tartarughe in Alto Adriatico

Accordo raggiunto nell’ambito del Distretto di Pesca Alto Adriatico, l’organismo che raggruppa le Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, sulla proposta unitaria di istituzione di un’area marina di tutela di delfini e tartarughe, che al tempo stesso salvaguarda le attività di pesca e acquacoltura. La posizione è emersa ieri a conclusione della riunione a Bologna del Comitato di gestione del Distretto. L’intesa prevede l’individuazione di un’area marina dove istituire un sito di interesse comunitario (Sic) per la tutela delle due specie protette, anche per scongiurare l’avvio di una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea che ritiene insufficienti le aree Sic finora istituite dall’Italia.

ANCORA DA DEFINIRE CON PRECISIONE LE ZONE MARINE INTERESSATE

La proposta sarà presentata in via preliminare dalle tre Regioni del Distretto al ministero dell’Ambiente il 7 febbraio, per essere poi formalizzata entro la fine del mese. Una ipotesi di delimitazione dovrebbe comprendere una parte di zone marine già sottoposte a vincoli di vario tipo, oltre a una fascia ristretta localizzata tra le 6 e le 12 miglia marine dalla costa romagnola e veneta. Per il Friuli resta da definire un’area Zps (Zona di protezione speciale) sotto costa per la salvaguardia degli uccelli migratori, in particolare gli anatidi.

UN’AREA A CAVALLO DI TRE REGIONI CHE DA’ LAVORO A 4MILA ADDETTI

Il comparto della pesca e dell’acquacoltura nelle tre regioni interessate, spiega la Regione Emilia-Romagna, coinvolge oltre 1.500 imbarcazioni e più 4mila addetti, che raddoppiano considerando l’indotto. La produzione annua di pescato sfiora complessivamente le 40mila tonnellate, mentre il prodotto allevato, soprattutto molluschi, supera le 67mila tonnellate. (Ansa)

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