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Peste suina, per l’eradicazione abbattuti 3.300 capi in Sardegna

AGGIORNAMENTO DELLE 14.00 IN CODA – LA REGIONE SARDEGNA DIFFONDE I DATI: INFEZIONE SOTTO L’1%

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Nel 2018 sono stati abbattuti in Sardegna 3.300 suini bradi, che rappresentavano il principale serbatoio del virus della peste suina. Inoltre, 8.666 aziende suine, conformi a tutti i parametri del controllo ufficiale, hanno ottenuto la certificazione e altre 4.912 hanno raggiunto lo status di azienda controllata. Quasi 65mila capi sono stati sottoposti a controlli sierologici nel contesto del programma di sorveglianza attiva della malattia. Questi i risultati 2018 del piano per l’eradicazione della peste suina africana in Sardegna, presentati ieri dal ministero della Salute al Comitato piante, animali, alimenti e mangimi della Commissione europea. “La lotta alla peste suina africana in Sardegna – dichiara in una nota il ministro della Salute, Giulia Grillo – resta una priorità del Governo italiano nell’ambito della sanità animale e dell’export internazionale. I risultati presentati oggi ci rendono orgogliosi, ma non ci accontentiamo, perché siamo consapevoli dell’importanza di non abbassare la guardia fino al pieno raggiungimento dell’obiettivo. La Sardegna ha subito gravi danni economici e, per i suoi sforzi, merita di uscire dall’embargo quanto prima”.

LA COMMISSIONE UE RINGRAZIA GOVERNO E REGIONE SARDEGNA

La Commissione ha ringraziato il Governo e la Regione Sardegna, riconoscendone gli sforzi messi in campo e l’impegno a proseguire sulla stessa linea fino ad ora adottata. Gli esiti presentati, ha specificato Commissione, sono fondamentali per l’Europa, in un momento in cui diversi Stati membri stanno lottando contro l’epidemia, perché supportano l’approccio europeo alla regionalizzazione, anche nei confronti dei nostri partner commerciali dei Paesi terzi. La Commissione ha accolto inoltre con grande favore l’intenzione di presentare un Piano nazionale italiano, sostenuto attraverso le procedure di cofinanziamento dell’Unione europea, che combinerà la sorveglianza e la prevenzione nei territori indenni dell’Italia, con la prosecuzione delle azioni per  l’eradicazione completa in Sardegna. Sembrano archiviate le polemiche dei giorni scorsi tra Grillo e il governatore della Sardegna Francesco Pigliaru sull’attribuzione dei meriti dei risultati nella lotta alla psa.

IL DG BORRELLO: “OBIETTIVO REGIONE INDENNE NEL MEDIO TERMINE”

“Desidero ringraziare la Commissione per le parole d’apprezzamento – ha inoltre sottolineato Grillo – e per la fiducia nei nostri confronti. Lavorare a stretto contatto ha dato e continua a dare i frutti migliori. Per questo voglio ringraziare anche la Rappresentanza italiana a Bruxelles per l’assistenza e il supporto”. “I risultati dimostrano infatti – spiega il direttore generale del ministero della Salute per i servizi veterinari, Silvio Borrello – che anche in una situazione che si considerava irreversibile è possibile invertire la rotta intervenendo con fermezza. L’esperienza maturata dalle autorità italiane, che hanno affrontato le difficoltà sul campo, andrà a beneficio di tutti i Paesi colpiti. Va quindi ammirato l’impegno efficace, che rende verosimile l’obiettivo di raggiungimento dell’indennità della Regione in un arco temporale di medio termine e permette ora di affrontare i passi successivi per rivedere la regionalizzazione della Sardegna e, quindi, le restrizioni al commercio di prodotti a base di carne suina”.

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AGGIORNAMENTO DELLE 14.00 – LA REGIONE SARDEGNA DIFFONDE I DATI: INFEZIONE SOTTO L’1%

Nell’ambito della lotta alla peste suina africana dal dicembre 2017 e metà gennaio 2019 sono stata abbattuti in Sardegna 3.500 suini allo stato brado, oltre il 90% in Barbagia e Ogliastra. Dal punto di vista dell’evoluzione del virus rispetto ad un’incidenza dell’1,69 nel triennio 2012-2015 nei cinghiali abbattuti, si è passati allo 0,079% del 2019. Nello stesso lasso di tempo i focolai nelle aziende suinicole sono passati da 223 di fine 2015 a 5 nel biennio 2018-2019. Inoltre i test sierologici hanno mostrato che gli anticorpi sulla Psa (su capi che hanno avuto un’infezione recente o pregressa) compaiono soprattutto su cinghiali adulti e non su esemplari giovani. Sono i dati diffusi dalla Regione Sardegna all’indomani dei risultati presentati dal ministero della Salute al Comitato piante, animali, alimenti e mangimi della Commissione europea. “Questo è un obiettivo di legislatura e nella sostanza lo abbiamo raggiunto – ha detto il governatore Francesco Pigliaru – Nessuno poteva sperare di arrivare all’eradicazione completa ma siamo vicini al risultato storico per rendere irreversibile il fenomeno e cambiare il clima nei territori, convincendo l’Unione europea sul fatto che la nostra isola possa cominciare a fare quello che serve: prendere i nostri prodotti derivati dall’allevamento dei suini e cominciare ad esportarli”. Un primo risultato concreto, si ipotizza entro sei mesi, potrebbe  essere quello dello sblocco della movimentazione delle carni suine per alcune aree della Sardegna: Campidano, Sulcis, Oristanese, una parte del Nord ovest e l’alta Gallura. “Abbiamo lavorato in solitudine con una grande squadra che ho avuto la possibilità di vedere direttamente all’opera – ha sottolineato il presidente della Regione – ho incontrato gli operatori sul campo a Nuoro senza indossare giacchette dei forestali o barracelli. Oggi siamo qui per confermare quello che tutti sanno: che abbiamo intrapreso la giusta strada superando anche manovre di boicottaggio. E a sostegno di quello che stiamo dicendo c’è anche il tentativo di appropriarsi di questi risultati dal punto di vista elettorale”. (Ansa)