In Italia i primi embrioni del rinoceronte (estinto) in provetta

Ottenuti in Italia i primi embrioni di rinoceronte in provetta: prodotti con ovociti e spermatozoi di due sottospecie ‘sorelle’, aprono la strada al salvataggio di animali a rischio estinzione come il rinoceronte bianco settentrionale, di cui sopravvivono solo due femmine (Najin, figlia 27enne di Sudan, e la nipote Fatu, 17 anni, nella foto Afp sopra). Il risultato è pubblicato su Nature Communications da un gruppo internazionale guidato dall’italiano Cesare Galli, noto per aver clonato il primo toro Galileo e la prima cavalla Prometea. Nel laboratorio cremonese di Avantea, specializzato nelle tecnologie di riproduzione assistita per animali di grossa taglia, i ricercatori hanno fatto maturare 30 ovociti prelevati da femmine di rinoceronte bianco meridionale (di cui esistono più di 21mila esemplari): 17 sono stati fecondati con il seme della stessa sottospecie, mentre gli altri 13 sono stati fecondati con lo sperma congelato di esemplari deceduti di rinoceronte bianco settentrionale, ad un passo dall’estinzione.

UTILIZZATA UNA TECNICA SIMILE A QUELLA IMPIEGATA NELL’UOMO

La tecnica usata consiste nell’iniettare gli spermatozoi direttamente nella cellula uovo, la cosiddetta iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (Icsi, foto sotto): simile a quella impiegata nell’uomo, è stata prima modificata per l’uso nei cavalli e poi riadattata alle esigenze dei rinoceronti. Sono stati così ottenuti sette embrioni di rinoceronte, bloccati a 12 giorni di sviluppo: alcuni sono stati congelati, in attesa del trapianto nell’utero di madri surrogate, mentre altri sono stati usati per ottenere cellule staminali, preziose per testare tecniche con cui produrre nuovi gameti che permettano di aumentare la diversità genetica dei rinoceronti.

SOLUZIONE VALIDA IN ALLEVAMENTO MA ANCHE PER SPECIE SELVATICHE

Questi risultati dimostrano che la riproduzione artificiale “è un’opzione scientificamente valida, una strada percorribile non solo per gli animali di allevamento, ma anche per specie selvatiche a rischio di estinzione”, spiega Galli. “Ora attendiamo il via libera delle autorità del Kenya per raccogliere ovociti dalle ultime due femmine di rinoceronte bianco settentrionale e produrre embrioni puri. Sembra una mission impossible – conclude l’esperto – ma tecnicamente potremmo avere i primi cuccioli nell’arco di cinque anni”.  (Ansa)

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