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Ministro keniano chiede l’ergastolo per chi detiene illegalmente avorio e corni di rinoceronte

“L’avorio appartiene agli elefanti e ai rinoceronti”, ha detto il ministro del Turismo keniano, Najib Balala, chiedendo di condannare all’ergastolo chi detiene illegalmente corni e zanne. Parole dure, pronunciate sabato alla Riserva Ol Pejeta durante un servizio commemorativo per Sudan, il rinoceronte bianco settentrionale di 45 anni morto 11 giorni fa, che danno la cifra della disperazione di un paese che si è visto sottrarre un enorme capitale naturale in poche decine di anni. Il Kenya aveva 20mila rinoceronti negli anni ’70, scesi a 400 negli anni ’90. I corni valevano 50mila dollari al chilo, più dell’oro e della cocaina. Ora ce ne sono circa 650 ma quasi tutti rinoceronti neri. Bianchi settentrionali sopravvivono solo Najin, figlia 27enne di Sudan, e la nipote Fatu, 17 anni. L’unica speranza di preservare le loro specie è attraverso la fecondazione in vitro usando le loro uova e lo sperma immagazzinato, progetto nel quale è coinvolta anche l’azienda di biotecnologia italiana Avantea di Cremona.

IN KENYA LE COSE STANNO CAMBIANDO PER I TRAFFICANTI

Il Kenya ha introdotto severe leggi sulla protezione della fauna selvatica nel 2013, nel tentativo di fermare il contrabbando di avorio soprattutto asiatico e coloro che sono stati riconosciuti colpevoli sono già condannati all’ergastolo. Ma la pena minima per possederlo è solo di cinque anni, scrive la Reuters. Le cose stanno però cambiando: dopo che un tribunale ha condannato un uomo keniota a 20 anni di prigione per possesso di avorio, il procuratore capo ha chiesto che la pena fosse cambiata in una condanna a vita e ora si attende l’appello. Il massacro di animali in via di estinzione in Africa continua ma c’è sempre più consapevolezza del costo sanguinoso dell’avorio e della necessità di una maggiore azione internazionale per fermare i traffici. Al punto che, a dicembre, la Cina ha vietato le vendite di avorio: il paese è il maggiore importatore e utilizzatore finale di zanne di elefante nel mondo. Quindici mesi prima anche il Parlamento europeo votava il bando totale al commercio d’avorio nell’Ue. (nella foto sopra bambini in posa accanto a Najin e Fatu a Ol Pejeta in Kenya e, sotto, il ministro Najib Balala mentre scopre un’insegna che commemora Sudan)

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  • Sonia sironi |

    Le pene dovrebbero diventare molto più severe per gli utilizzatori finali del prodotto

  • Francesca Peron |

    E’ assurdo è orribile che nel 2018 ancora abbiamo anche fare con queste crudeltà indegne.incivilta e mancanza di cultura ed empatia.ergastolo a questi infami assassini che rovinano il pianeta di tutti.

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