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La stilista Betta Franchi finanzia un centro per salvare i cani di Yulin

La stilista Elisabetta Franchi, da sempre coinvolta attivamente nella lotta per la protezione degli animali, si schiera contro il massacro di cani del festival di Yulin sostenendo finanziariamente il progetto Island Dog Village EF, che nascerà nel nord della Cina con l’obiettivo di accogliere, curare e accudire i cani salvati dalle terribili carneficine che avvengono nelle zone più povere e sottosviluppate di questo Paese. L’iniziativa nasce da un progetto di Davide Acito, attivista per i diritti degli animali che da anni porta avanti la sua lotta per la salvaguardia dei cani destinati a essere bolliti vivi e mangiati – anche arrostiti, come si vede dalle foto (Afp e Reuters) scattate al Dongkou market a Yulin e pubblicate sopra e sotto – nel festival in corso in questi giorni e che si tiene proprio in Cina in corrispondenza del solstizio d’estate. Il centro di Acito è finalmente potuto divenire realtà grazie all’incontro con la designer italiana (nella foto in fondo) che, credendo fortemente nel progetto, ha scelto di unirsi a Davide e all’Apa (Action Project Animal), l’associazione no profit che vede nella lotta ai diritti degli animali la sua principale missione. Ma la battaglia contro il consumo di carne di cane a volte dà i suoi frutti: grazie al ricorso inoltrato dal gruppo animalista “Care” mercoledì scorso 20 giugno un tribunale sudcoreano ha decretato che macellarli ai fini del consumo alimentare delle carni è illegale. Si stima che nel mondo ne vengano mangiati circa 30 milioni di esemplari ogni anno, in Cina e Vietnam soprattutto, che da soli valgono la metà del mercato. Un consumo che, secondo gli animalisti, è legato esclusivamente a ragioni tradizionali: porre un divieto non comporterebbe dunque alcuna crisi alimentare.

People eat dog meat outside a kindergarten during the local dog meat festival, in Yulin, Guangxi Zhuang Autonomous Region, China June 21, 2018. REUTERS/Tyrone Siu

</span></figure></a> This photo taken on June 20, 2018 shows a vendor pulling a trolley with dog meat piled on top at the Dongkou market in Yulin in China’s southern Guangxi, ahead of the Yulin dog meat festival which opens on June 21. The festival in the southwestern town of Yulin has long drawn international criticism, with thousands of dogs traditionally being killed during the event. / AFP PHOTO / PAK YIU
This photo taken on June 20, 2018 shows a vendor pulling a trolley with dog meat piled on top at the Dongkou market in Yulin in China’s southern Guangxi, ahead of the Yulin dog meat festival which opens on June 21. The festival in the southwestern town of Yulin has long drawn international criticism, with thousands of dogs traditionally being killed during the event. / AFP PHOTO / PAK YIU

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  • Emanuela |

    Sono amica di Davide… grazie per tutto ciò….

  • Me |

    Non vuol dire niente. La vita è vita e va rispettata per un cane tanto quanto per una mucca. Io vivo in campagna e ti garantisco che ai conigli non danno la preghierIna prima di spaccargli la colonna come memeno alle galline quando vengono buttate vive nei trita carne o le aragoste che vengono proprio bollite vive. Quindi per favore non pensiate di magnare carne di animali che non hanno sofferto. Detto ciò io penso bene che invece di guardare una cultura piuttosto che un’altra bisognerebbe guardare la crudeltà in sé e aiutare chi sta facendo tanto per dire basta.

  • Alex |

    Non mi risulta che facciamo altrettanto con gli animali da fattoria. Non dimenticare inoltre la nobiltà del cane, capace di salvare vite umane ed essere fedele fino alla morte, cosa che non fanno mucche o conigli. Quindi il tuo raffronto è qualunquista. Per finire questi cani sono uccisi in modo terribile, spesso rubati anche a famiglie. Quindi informati prima di scrivere commenti infondati.

  • Massimiliano |

    Se la vogliamo mettere sul piano delle tradizioni (a parte che è una cosa nata di recente quindi non si può parlare di tradizione) un conto è la macellazione controllata e nel rispetto dell’animale come avviene da noi per mucche, conigli, ecc, un conto è bruciarli vivi, bastonarli, scuoiarli vivi e bestialità simili.

  • Carlo zucchi |

    La questione delle tradizioni culturali e qualunquismo…E non tutto ciò che d’ tradizione va rispettato…Se per questo anche l’infibulazione o peggio sono tradizioni culturali….

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